BepiColombo verso Mercurio: si separa dal modulo e inizia la fase di arrivo

Mostra sommario Nascondi sommario

Oggi la missione BepiColombo ha compiuto una manovra chiave verso Mercurio: il distacco del Mercury Transfer Module. L’evento è stato seguito e confermato dai centri di controllo e dalle stazioni a terra, segnando l’inizio della fase finale del viaggio iniziato nel 2018.

Sequenza temporale e conferme dalla Terra

Le operazioni sono iniziate ore prima della separazione, con controlli approfonditi sullo stato della sonda. L’Agenzia Spaziale Europea ha monitorato ogni fase attraverso il centro ESOC a Darmstadt.

Sale controllo missione con schermi e operatori che monitorano la sonda
Centri di controllo hanno seguito la separazione in tempo reale.

  • 12:03 — verifiche finali delle stazioni di Terra e dei sistemi di bordo, via libera alla procedura.
  • 14:00 — momento stimato della separazione tra stack e Mercury Transfer Module (MTM).
  • 14:41 — variazione Doppler rilevata, compatibile con il distacco e la variazione di velocità prevista.
  • 15:53 — acquisizione del segnale del Mercury Planetary Orbiter (MPO), conferma operativa dell’avvenuta separazione.

La sequenza radio e Doppler ha permesso di verificare la dinamica del distacco senza ambiguità.

Perché l’MTM era essenziale e cosa aveva fatto finora

Il Mercury Transfer Module non entrerà in orbita attorno al pianeta. Il suo compito è stato quello di fornire spinta e controllo durante gli anni di avvicinamento a Mercurio.

Modulo di trasferimento con grandi pannelli solari e propulsione ionica in azione
L’MTM ha usato propulsione ionica e pannelli solari per gli aggiustamenti di traiettoria.

  • Propulsione ionica alimentata da grandi pannelli solari.
  • Supporto nella gestione della traiettoria grazie a continui aggiustamenti di velocità.
  • Integrazione dei due orbiter scientifici tramite la struttura MOSIF.
  • Partecipazione a numerosi flyby: Terra, Venere e Mercurio per sfruttare le manovre gravitazionali.

In otto anni di viaggio l’MTM ha permesso di ridurre progressivamente l’energia orbitale della sonda. Questo è fondamentale per avvicinarsi al Sole e raggiungere Mercurio.

Pianificazione delle prossime manovre e ingressi in orbita

Dopo la separazione, la configurazione rimanente proseguirà verso le manovre finali di cattura planetaria. Il calendario più rilevante è già stato annunciato dai team di missione.

  • 21 novembre 2026 — manovra prevista per l’inserimento in orbita attorno a Mercurio.
  • Dicembre 2026 — rilascio dei due orbiter: il giapponese Mio e l’europeo MPO.
  • Aprile 2027 — avvio della fase scientifica nominale della missione.

La sequenza prevede che Mio entri nella sua orbita dedicata, mentre il MPO eseguirà ulteriori aggiustamenti per raggiungere un’orbita più alta, idonea alle osservazioni previste.

Cosa osserveranno i due orbiter

  • MPO: mappatura della superficie e studi della struttura interna.
  • Mio: indagine del campo magnetico e dell’ambiente magnetosferico.
  • Entrambi: analisi dell’esosfera e della composizione superficiale.

La doppia presenza in orbita permetterà osservazioni simultanee da due prospettive diverse.

Impatto dell’operazione sul programma di missione

La separazione segna la conclusione del ruolo propulsivo dell’MTM e il passaggio a una fase operativa in cui gli orbiter agiranno in autonomia.

Il successo della procedura rappresenta un passo cruciale per mettere in funzione gli strumenti scientifici e completare gli obiettivi della missione BepiColombo.

Dai il tuo feedback

★★★★★

Sii il primo a votare questo post
o lascia una recensione dettagliata



OpenSlime è un media indipendente. Sostienici aggiungendoci ai preferiti di Google News:

Pubblica un commento

Pubblica un commento