Mostra sommario Nascondi sommario
Elon Musk ha riaffermato l’impegno a rispettare le scadenze, e SpaceX lavora a soluzioni che permettano il ritorno umano sulla Luna entro il 2027. L’azienda ha proposto alla NASA alcune semplificazioni operative e architetturali. Giornalisti tecnici hanno illustrato due possibili scenari che potrebbero accelerare Artemis III, tra compromessi tecnici e vincoli di sicurezza.
Perché il rifornimento in orbita è il nodo centrale della missione
Il punto critico della missione Artemis III è il trasferimento di carburante necessario al lander. Senza rifornimenti efficaci, il progetto rischia ritardi. Lo scenario attuale prevede decine di lanci per riempire i serbatoi dello stadio superiore di Starship.
Galaxy H1: in arrivo le cuffie over-ear di Samsung
Lenovo a IFA 2026: due notebook super sottili, uno con display OLED espandibile
- Il numero di lanci necessari varia secondo massa e performance.
- Il trasferimento richiede operazioni complesse in orbita bassa e vicino alla Luna.
- Ogni modifica hardware o contrattuale può allungare i tempi.
Soluzione alternativa 1: Starship cisterna semplificate
Un’ipotesi prevede versioni di Starship pensate solo come serbatoi di carburante. Eliminando componenti inutili si riducono massa e costi.
- Rimozione dello scudo termico e di sistemi per il rientro.
- Riduzione del carburante a bordo per aumentare l’efficienza del lancio.
- Numero di veicoli-cisterna stimato in calo fino al 50% rispetto al piano originale.
Questa strada accorcia i tempi di rifornimento in orbita. Tuttavia, SpaceX tende a preferire veicoli completamente riutilizzabili. Inoltre, trasformare Starship in un mezzo non recuperabile comporterebbe implicazioni economiche e reputazionali.
Soluzione alternativa 2: missione basata solo su hardware SpaceX
Un’altra proposta abbandona SLS e Orion, usando esclusivamente piattaforme SpaceX per tutta la catena di missione. L’obiettivo rimane lo stesso: diminuire i rifornimenti e semplificare le operazioni.
- Lancio senza equipaggio della variante lunare di Starship in orbita terrestre bassa.
- Invio di due Starship serbatoio in orbita bassa per fungere da depositi mobili.
- Ciascun serbatoio riceve carburante da 3-5 Starship cisterna.
- Un serbatoio si dirige verso l’orbita lunare; l’altro alimenta direttamente la variante lunare.
- Una Crew Dragon porta quattro astronauti e si aggancia alla variante lunare in orbita terrestre.
- Gli equipaggi transitano nello Starship lunare, raggiungono e atterrano sulla Luna.
- Al ritorno, il lander viene rifornito in orbita lunare dal secondo serbatoio e ritorna per il rendezvous con Crew Dragon.
Questo flusso riduce le dipendenze da fornitori esterni. Ma introduce una criticità: il rifornimento in orbita lunare con astronauti a bordo non è mai stato fatto fino ad oggi per ragioni di sicurezza. La NASA potrebbe non approvarlo.
Pro e contro nelle scelte di SpaceX e NASA
Entrambe le opzioni cercano di soddisfare la tabella di marcia verso il 2027. Tuttavia, nessuna è priva di ostacoli.
- Vantaggi: riduzione dei lanci, tempi più brevi, minori complessità logistiche.
- Svantaggi: compromessi sulla riutilizzabilità, questioni di sicurezza e approvazioni regolatorie.
- SpaceX preferisce la riusabilità totale per sostenibilità e costi.
- La NASA mantiene rigide regole per proteggere gli equipaggi e potrebbe rifiutare operazioni con rischio elevato.
Cosa attendersi per Artemis III
Tra le proposte e le resistenze istituzionali, è probabile che la configurazione attuale resti in larga parte confermata. Le trattative tecniche continueranno. Intanto, ogni modifica deve passare filtri di sicurezza, contratti e test.












