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L’autonomia dello smartphone sembra scappare più velocemente di una pizza calda lasciata sola a un pranzo di famiglia? Forse il colpevole è proprio sotto i tuoi occhi (ma solo se hai l’Always-On attivo)! DXOMARK ha deciso di far luce su come questa funzione impatti realmente le nostre amate batterie. Pronto a scoprire il risultato? Allacciati la cintura (energetica)!
La funzione Always-On: un vecchio amico… o un nuovo nemico?
La schermata “sempre attiva” non è certo una novità per gli utenti Android, ma è con l’arrivo sugli iPhone 14 Pro e 14 Pro Max che ha guadagnato nuova fama. DXOMARK, che della tecnologia fa pane quotidiano, ha colto l’occasione per misurare quanto questa funzione influenzi il consumo energetico degli smartphone di punta: iPhone 14 Pro Max, Google Pixel 7 Pro, Samsung Galaxy S22 Ultra e Xiaomi 12S Ultra. Tutti dotati di display AMOLED e sempre-on a modo loro.
I test sono stati condotti in laboratorio, con stessi settaggi per ogni telefono (così nessuno può barare, neanche l’iPhone). L’obiettivo? Capire se questa funzione è davvero la rovina della batteria o solo una comoda scusa per non rispondere ai messaggi.
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Numeri che fanno riflettere: da 400 a 100 ore (e poi chi paga il caffè?)
Primo dato che salta all’occhio: nella modalità di standby con always-on attivo, la batteria si svuota circa quattro volte più in fretta rispetto allo schermo spento. Tradotto in numeri: da circa 400 ore di autonomia con schermo spento si scende a circa 100 ore appena si accende l’Always-On. Un bel colpo di scena per chi sperava di arrivare tranquillamente a fine settimana senza caricatore.
DXOMARK ha notato anche che i telefoni con l’autonomia migliore in standby si rivelano spesso i peggiori quando la funzione always-on è attivata. Un po’ come gli studenti troppo sicuri che, davanti alla domanda trabocchetto, cascano nella trappola: Pixel 7 Pro brilla quando il sempre-attivo è acceso, ma fa cilecca quando lo si disattiva.
Scariche (non elettriche) d’umore tra i produttori
Dal momento che non tutte le batterie sono uguali, i tecnici DXOMARK hanno misurato il corrente di scarica (espresso in mA), sia con che senza always-on. E qui le differenze sono diventate evidenti.
Ecco qualche numero che fa riflettere:
- Apple iPhone 14 Pro Max: 9,3 mA di perdita con always-on, risultato migliore tra tutti. Quando lo schermo è spento del tutto, scende a 35,5 mA di perdita, battendo Google Pixel 7 Pro che arriva a 36 mA.
- Xiaomi 12S Ultra: 9,8 mA di perdita con la funzione attiva.
Sono risultati tanto più notevoli se si considera che sia Apple che Xiaomi reggono anche le luminosità medie e massime più alte del gruppo. Nonostante la scelta di Apple di illuminare l’intero schermo (invece di pochi simboli come fanno alcuni concorrenti), l’ottimizzazione ingegneristica sembra aver pagato.
Cosa ne pensano davvero gli utenti?
Ma la funzione Always-On piace davvero a chi usa lo smartphone ogni giorno? DXOMARK lo ha chiesto a loro, e il risultato è stato… una perfetta spaccatura! Il 54% trova l’opzione utile. Il restante 46% pensa che non sia affatto essenziale. Un invito aperto quindi a commentare, spiegando chi è del partito del “schermo sempre acceso” e chi invece del “al buio si sta meglio”.
Arrivano anche pareri concreti dal campo: alcuni utenti preferiscono impostare lo schermo per spegnersi completamente dopo appena un minuto di inutilizzo (a meno che non stiano guardando YouTube o Twitch, ovvio), riuscendo così a far durare la batteria diversi giorni. E c’è anche chi ammette di essere poco “schiavo” del telefono: niente videogame, solo qualche mail, SMS, video e acquisti online. L’autonomia, in questi casi, ringrazia.
Attenzione alle unità di misura, cari produttori e recensori! Un utente puntualizza che il corrente di scarica va espresso esattamente in mA (non in mAh, che indica la capacità). Confondere questi valori è come scambiare il caffè per il decaffeinato: l’effetto è… poco energizzante!
In conclusione: la funzione Always-On è un asso nella manica per alcuni, un consumatore silenzioso per altri. I test di DXOMARK lo confermano: attivarla significa inevitabilmente ridurre – e anche di molto – l’autonomia della batteria. Vuoi arrivare a sera senza cercare una presa? Forse spegnere questa funzione è la mossa che fa per te. Ma se la comodità di uno sguardo rapido alle notifiche ti conquista più della paura di rimanere a secco, beh… sappi a cosa vai incontro!












