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Se pensavi che la tua batteria sparisse troppo velocemente come una magia (ma senza il trucco della ricomparsa), sappi che potrebbe bastare un solo tocco nei menu del telefono per risparmiare fino all’11% al giorno. Pronto a scoprire il colpevole?
La velocità è bella, ma…
La tecnologia 5G ci fa sognare: velocità fino a 100 volte superiori rispetto alla cara vecchia 4G, latenza ridotta che farebbe impallidire una Ferrari in partenza, e la capacità di gestire molti più dispositivi insieme. Tutto molto bello — almeno sulla carta! Per ottenere queste prestazioni, la 5G sfrutta frequenze più elevate rispetto alla 4G, e questo permette di trasmettere molti più dati al secondo. Il problema? Le frequenze alte si propagano a distanze minori e hanno una sfortuna pazzesca con gli ostacoli: muri, alberi, persino il tuo cane arrabbiato, se si mette in mezzo.
Risultato: servono sempre più antenne, e i nostri telefoni diventano delle piccole sentinelle in perenne ricerca del miglior segnale. Questo processo richiede energia e le componenti interne necessarie per la 5G non sono certo a dieta, anzi, consumano anch’esse batteria.
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Uno studio che fa luce (e ombra sulla batteria)
Ookla, il celebre gruppo dietro Speedtest.net, ha condotto uno studio comparando 4G e 5G e misurando quanto incidono sull’autonomia dei moderni smartphone. Il risultato? Chi usa la rete 5G consuma ogni giorno tra il 6% e l’11% di batteria in più rispetto a chi si affida alla vecchia ma affidabile 4G. Il valore esatto dipende dal chip all’interno del telefono: non tutti i processori sono uguali sotto questo aspetto.
La star del momento tra i chip si chiama Snapdragon 8 Gen 2, presente su vari modelli top di gamma Android come Samsung Galaxy S23, Xiaomi 13 Ultra e ZenFone 10. La sua efficienza energetica è notevole: in 5G si assesta al 31% di batteria, mentre in 4G-LTE è addirittura al 25%.
Al contrario, i chip Google Tensor e Tensor G2 presenti nei Pixel 6 e 7 si rivelano tra i meno parsimoniosi: la 5G qui brucia ben l’11% di batteria in più rispetto alla 4G. Se amate le statistiche o volete discutere con amici nerd al prossimo aperitivo, la puce MediaTek Dimensity 9000 si prende il ruolo dell’affamata: 45% di consumo in 5G contro “solo” 34% in 4G.
Risparmio quotidiano e altri trucchi del mestiere
A questo punto, un consiglio spassionato dall’alto (anzi, dagli espertoni di Ookla): se non avete realmente bisogno della 5G, basta andare nelle impostazioni di rete del vostro telefono e disattivarla. Voilà, risparmio assicurato. I modelli più recenti mostrano comunque un netto miglioramento rispetto al passato: i vari Qualcomm, MediaTek, Samsung e Google hanno tutti ridotto i consumi con i nuovi SoC, anche se, come visto, non tutti allo stesso modo.
E se la batteria continua a sciogliersi tipo neve al sole, Ookla suggerisce senza troppi giri di parole di cambiare telefono: ad esempio, un dispositivo con Snapdragon 8 Gen 2 in 5G consuma meno di un telefono con Snapdragon 8 Gen 1… in 4G.
Per chi cerca il massimo risparmio, la comunità online si diverte a elargire consigli pratici (e ironici):
- Non comprare proprio uno smartphone
- Chiedere in prestito il telefono di qualcun altro ogni volta che serve
- Comunicare tramite segnali di fumo (evitando i periodi di secca!)
- O, per chi non si arrende, munirsi di una prolunga elettrica di 50 metri portandola sempre in giro come soluzione “mobile”
Tariffe e frequenze: la doppia fregatura?
C’è chi fa notare come i gestori propongano abbonamenti 5G decisamente più cari rispetto a quelli 4G… e proprio adesso consigliamo di disattivare la 5G per guadagnare autonomia? A pensarci, tanto vale tornare a un piano 4G e risparmiare su due fronti! Un vero affare per le nostre tasche — e per la batteria!
Piccola curiosità da smanettoni: la storia delle frequenze si fa interessante. Via la 2G e la 3G (eliminate per fare spazio alla 5G), e oggi le frequenze utilizzate sono spesso addirittura inferiori rispetto a quelle della 4G. Che rivoluzione!
Morale della favola: basta un semplice tocco nelle impostazioni – disattivare la 5G quando non serve – per vedere la batteria vivere decisamente più a lungo. Un gesto semplice, ma efficace… e risparmiare energia fa sempre bene. Anche all’umore!












