Mostra sommario Nascondi sommario
Non hai potato il giardino? Hai disastrosamente fallito con l’intonaco della tua casetta? Tranquillo, almeno puoi nascondere tutto agli occhi indiscreti di internet (ma non a quelli dei tuoi vicini: quelli continueranno a giudicarti). Ecco perché, grazie a Google Street View, oggi puoi oscurare la tua casa online. Spoiler: niente poteri magici, solo qualche clic e una (giusta) preoccupazione per la privacy.
Quando Street View entra nella privacy: quindici anni di sviste
Google Street View esiste dal 2007 e ci ha tutti fatti viaggiare senza muoverci dalla sedia, mostrando scorci del mondo ripresi da fotocamere a 360 gradi montate su auto che zigzagano instancabilmente per le strade del pianeta. Tuttavia, basterebbe citare la città di North Oaks, in Minnesota (USA), che già nel 2008 chiese il ritiro delle immagini dal servizio. Anche le autorità britanniche intervennero nel 2009, accusando Google di non essere stata sufficientemente attenta nell’anonimizzare i volti delle persone fotografate: un episodio su tutti, quello di una donna che era stata costretta a trasferirsi per sfuggire a un partner violento e che, ironicamente, si ritrovò nuovamente esposta.
Tutto questo perché Street View non mostra solo paesaggi: inquadra le nostre case – e anche i nostri errori di giardinaggio. Il rispetto della privacy non è solo un tema caldo: sono anni che, un po’ ovunque, le istituzioni cercano di porre dei paletti alle attività di ripresa di beni privati da luogo pubblico.
Galaxy H1: in arrivo le cuffie over-ear di Samsung
Lenovo a IFA 2026: due notebook super sottili, uno con display OLED espandibile
Cosa può succedere: privacy, sicurezza e… malintenzionati
Se da un lato Street View può aiutarci a orientarci in una città sconosciuta, dall’altro può diventare un’arma a doppio taglio. E non è solo una questione di orgoglio se il mondo scopre che hai piantato una siepe che sembra più una foresta amazzonica bonificata male. Il problema è che queste immagini, accessibili a chiunque, possono essere sfruttate anche da persone poco raccomandabili:
- Trovare una persona che vuole restare nascosta
- Pianificare un furto conoscendo in anticipo casa e dintorni
- Effettuare una vera e propria sorveglianza a distanza
Negli anni, non a caso, le leggi di molti Paesi si sono fatte più rigide e attente nel regolamentare la pubblicazione e l’uso di queste immagini.
Come richiedere l’oscuramento della tua casa (o altro) su Google Street View
Attenzione: non serve portare la casa su ruote o minacciare il satellite con una fionda. Bastano, finalmente, pochi passaggi digitali. Oggi, Google permette ai suoi utenti di chiedere il blurring permanente di determinate immagini – come quelle della propria abitazione – per tutelare la privacy laddove, per oltre quindici anni, ci sono stati non pochi scivoloni.
Ecco la procedura, chiara e indolore:
- Vai su Google Maps e inserisci il tuo indirizzo;
- Attiva Street View per visualizzare la casa dalla strada;
- Inquadra bene la tua abitazione (no, l’auto del vicino non vale);
- Clicca su “segnala un problema” direttamente nel riquadro dell’indirizzo;
- Compila il modulo, specificando soprattutto la ragione della richiesta di oscuramento;
Oltre a mascherare la tua abitazione, puoi anche chiedere che vengano oscurati volti sfuggiti all’occhio pixelato di Google o numeri di targa che identificano veicoli.
Per ogni richiesta, Google ti chiederà insistentemente una conferma, ricordandoti che la scelta sarà definitiva (sì, niente ripensamenti all’ultimo momento, quindi meglio pensarci bene prima di cliccare!).
Bing e il lato ironico della privacy digitale
Non solo Google: anche Microsoft ci prova con una funzione simile su Bing Mappe, chiamata Streetside. Anche qui è disponibile un modulo per segnalare problemi di privacy nell’esposizione delle immagini. Certo, forse non moltissimi sapevano che Bing Mappe esisteva, almeno fino a queste righe. E l’idea che il prossimo colpo ai danni di una casa venga pianificato studiando Bing Mappe fa sorridere – per ora possiamo stare relativamente sereni.
In conclusione, complimenti a Google (ma con riserva): erano anni che aspettavamo questa possibilità. Certo, si sono prima divertiti a fotografare ogni cosa senza permesso, per poi ravvedersi dopo richiami delle autorità. Il massimo della coerenza. Alla fine, chiedere di oscurare la propria casa è più semplice che pretendere autorizzazioni preventive. Privacy 1, Paparazzi del web 0!












