“Non ne posso più”: l’uomo dietro Fallout svela la domanda che lo esaspera

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“Non ne posso più”. No, non è il titolo di una nuova canzone indie malinconica, ma il grido (digitale) di Tim Cain, papà di Fallout e di alcuni dei giochi di ruolo occidentali più amati di sempre, che si trova a dover rispondere sempre alla stessa, identica domanda. E vi anticipiamo: no, non riguarda quale sia la sua build preferita! La risposta è molto più pragmatica… e ancora una volta ruota tutto intorno ai soldi.

Tim Cain: Il papà (stressato) dei C-RPG

Nel mondo dei giochi di ruolo occidentali per PC, Tim Cain è un nome che non ha bisogno di presentazioni. E se ancora non lo conoscete, probabilmente dovreste mettervi un po’ in pari! Da Arcanum: Engrenages & Sortilèges a Pillars of Eternity, senza ovviamente dimenticare la mitica saga di Fallout, Cain non solo ha messo il suo timbro in alcuni titoloni, ma ne è stato anche creator, producer, designer e persino il lead programmer del primo Fallout.

Con un curriculum del genere, sarebbe strano il contrario: i fan continuano a tartassarlo con domande sui suoi lavori e sulle sue prossime mosse. Ma c’è una domanda in particolare che rischia di mandarlo in fuga dal prossimo raduno di sviluppatori.

La domanda che esaspera (e la risposta senza peli sulla lingua)

Sul suo canale YouTube, Tim Cain ama parlare di videogiochi e delle sue esperienze nel settore. Di recente, però, ha voluto mettere i puntini sulle “i” sulla domanda che più lo esaspera: perché non vuoi creare una nuova licenza?

A prima vista, sembra una richiesta innocua – anzi, quasi ovvia, vista la sua storia. Del resto, una nuova IP l’ha pure diretta di recente: è stato direttore di The Outer Worlds (vi dice qualcosa? Un “Fallout nello spazio”, made in Obsidian). Eppure, questa domanda accende in lui una fiamma di frustrazione che solo chi ha condiviso la sua situazione può capire.

La motivazione? Tutta, assolutamente tutta, di ordine finanziario! Ecco le sue parole (da incidere sui muri degli studi di sviluppo, volendo):

“Altri hanno guadagnato molto più di me grazie ai marchi che ho creato e inventato. E non poco. Ma enormemente. (…) Sono stufo di vedere altre persone arricchirsi grazie alle mie creazioni.”

Sì, avete letto bene.

Soldi, soldi, soldi… e poche soddisfazioni?

Per Cain, il problema è vecchio quanto l’industria dei videogiochi: chi realizza i giochi – creatori e sviluppatori – spesso vede solo le briciole rispetto a quello che incassano gli editori. E parliamo di creazioni che, ovviamente, senza il lavoro dei primi neanche esisterebbero.

Secondo Tim, sarebbe solo giusto che gli autori venissero ricompensati in base al reale successo delle opere che hanno partorito. Peccato che, ogni volta che si discute con le aziende sulle questioni economiche, la risposta sia sempre la stessa storia: è difficile trovare un modo per spartire i profitti tra tutti i coinvolti. Sarà davvero così complicato?

Di certo, questa situazione – parole sue – gli ha letteralmente tolto la voglia di lanciarsi nella creazione di nuove saghe, spiegando quindi la sua proverbiale irritazione ogni volta che qualcuno gli chiede: “Quando farai una nuova IP, Tim?”

  • Profitti enormi per gli editori
  • Poche ricompense per i creatori
  • Frustrazione che cresce partita dopo partita

Il futuro di Cain: addio alle nuove IP? Non proprio…

Se pensate che Cain nel frattempo sia andato in pensione, vi sbagliate di grosso! Al momento, infatti, è impegnato in un nuovo progetto segreto negli studi di Obsidian. Nessuno sa esattamente quale sia il suo ruolo, ma i fan già sognano: e se si trattasse di un Fallout New Vegas 2? Visto il curriculum, sperare non costa nulla – almeno quello è gratis.

Quindi, per concludere: la prossima volta che incontrate Tim Cain a una fiera, evitate di chiedergli perché non vuole lanciare nuove IP. Magari optate per un saluto o, perché no, per un bel “grazie” per tutte le notti insonni che i suoi giochi vi hanno regalato. Lui, forse, apprezzerà di più. E il pianeta gamer ci guadagnerà in serenità!

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