Mostra sommario Nascondi sommario
- Orion: orario e condizioni dell’ammaraggio
- Perdita d’elio: cosa è emerso e perché conta
- Manovre modificate: test annullato e alternativa
- Quali sistemi rimangono operativi
- Impatto sulla sicurezza dell’equipaggio
- Conseguenze sulle missioni future e verifiche necessarie
- Perché il modulo di servizio non verrà ispezionato
L’ammaraggio della navicella Orion è previsto al largo di San Diego alle 20:07 ora locale (02:07 CET). La notte precedente ha portato cambi di programma tecnici, ma la NASA assicura che non ci sono pericoli per l’equipaggio di quattro astronauti a bordo.
Orion: orario e condizioni dell’ammaraggio
La finestra per il rientro rimane fissata e le squadre di recupero sono in posizione. Le operazioni saranno condotte in mare aperto, con navi e mezzi di supporto pronti per il recupero dell’equipaggio.
Galaxy H1: in arrivo le cuffie over-ear di Samsung
Lenovo a IFA 2026: due notebook super sottili, uno con display OLED espandibile
- Luogo: oceano Pacifico, vicino a San Diego.
- Orario: 20:07 ora locale, corrispondente alle 02:07 CET.
- Equipaggio: quattro astronauti, tutte procedure attive.
Perdita d’elio: cosa è emerso e perché conta
Un’anomalia ha riguardato una piccola perdita d’elio, rilevata in corrispondenza di alcune valvole. Si tratta di un dettaglio tecnico che però ha portato a cambiare temporaneamente la sequenza dei test a bordo.
Il gas interessato serve per spingere il propellente nei sistemi di alimentazione dei motori. La perdita è interna e localizzata nel modulo di servizio europeo, componente che verrà separato prima dell’ingresso atmosferico.
Manovre modificate: test annullato e alternativa
Il previsto test di pilotaggio manuale è stato cancellato. Al suo posto è stato eseguito un controllo del sistema di propulsione per raccogliere dati sulla perdita.
- Il test manuale avrebbe implicato l’orientamento della capsula per valutare i sistemi di navigazione.
- È stato sostituito da controlli sui sistemas di propulsione e sulle valvole interessate.
Quali sistemi rimangono operativi
I responsabili di missione chiariscono che le correzioni di traiettoria sono state e saranno eseguite con piccoli propulsori indipendenti. Questi sistemi non dipendono dall’elio compromesso.
- Propulsori ausiliari: usati per le correzioni già effettuate.
- Motore principale: non verrà impiegato per il rientro.
- Sistemi della capsula: serbatoi e valvole della navicella sono separati dal modulo di servizio e saranno utilizzati per l’ingresso atmosferico.
Impatto sulla sicurezza dell’equipaggio
I tecnici escludono rischi immediati per gli astronauti. La procedura di rientro sfrutterà componenti autonomi della capsula, progettati proprio per isolare eventuali guasti del modulo di servizio.
Gli equipaggi stanno completando le ultime fasi preparatorie in vista dell’ammaraggio. La comunicazione tra centro missione e orbiter resta continua.
Conseguenze sulle missioni future e verifiche necessarie
I dati raccolti oggi serviranno a decidere eventuali interventi tecnici prima delle prossime missioni Artemis. In particolare, la sequenza di test influisce sui piani per il 2027 e il 2028.
Scenari tecnici e tempistiche
- Artemis III (2027): previsto solo il docking tra Orion e i lander lunari in orbita.
- Artemis IV (2028): saranno necessarie soluzioni qualora le valvole richiedano modifiche.
- Possibile esito: interventi di riprogettazione se il problema si rivelasse strutturale.
Perché il modulo di servizio non verrà ispezionato
Il modulo di servizio sarà distrutto durante il rientro e non sarà recuperabile. Questo impedisce un’ispezione diretta delle valvole dopo il volo.
Per questo motivo le analisi si basano su telemetria, test a bordo e simulazioni a terra. Le informazioni raccolte sono decisive per stabilire la necessità di cambi progettuali.












