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- Il lancio: promesse, estetica e numeri dei preordini
- Calendario saltato: quando le date di consegna vennero continuamente rinviate
- Caos nel supporto clienti e pagamenti irregolari
- La questione del “Made in USA”: marketing vs realtà produttiva
- Nuovi termini di servizio: cosa cambia per chi ha versato l’acconto
- Interventi politici e richieste di indagine
- Cosa è rimasto ai clienti e quali sono i punti aperti
Nel giugno 2025 la scena politica e tecnologica degli Stati Uniti si è tinta di oro: sul palco della Trump Tower, i figli di Donald Trump presentarono il nuovo smartphone della loro azienda. Il dispositivo venne promosso come un’alternativa “patriottica” ai marchi globali, con un prezzo aggressivo e un acconto richiesto per la prenotazione. Nei mesi successivi però le promesse si sono accumulate, mentre i telefoni non sono mai arrivati nelle mani dei clienti.
Il lancio: promesse, estetica e numeri dei preordini
Il prodotto venne svelato il 16 giugno 2025, data simbolica scelta per richiamare il decimo anniversario dell’ingresso in politica di Donald Trump. Il telefono, ribattezzato T1, si presentava con finitura dorata e la bandiera americana sul retro. Il prezzo era fissato a 499 dollari, con un acconto di 100 dollari per prenotare.
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- Prezzo ufficiale: 499 USD.
- Acconto richiesto: 100 USD per prenotazione.
- Preordini segnalati: circa 590.000 persone.
Il lancio fu accompagnato da una forte campagna mediatica che puntava sul tema del “Made in America”. Molti utenti, attratti dall’idea di uno smartphone prodotto negli USA, decisero di pagare l’acconto.
Calendario saltato: quando le date di consegna vennero continuamente rinviate
Le prime consegne erano previste per l’estate 2025. Quella scadenza non venne rispettata. Successivamente furono annunciate nuove date: novembre, dicembre e poi il primo trimestre del 2026. Anche queste scadenze vennero mancate.
- Estate 2025: consegne annunciate.
- Novembre/Dicembre 2025: nuovi slittamenti.
- Primo trimestre 2026: ulteriore promessa non mantenuta.
- Aprile 2026: la data di uscita viene rimossa dal sito ufficiale.
In marzo 2026 passò sotto silenzio il mancato aggiornamento riguardo alla certificazione del dispositivo presso operatori come T‑Mobile. Ad aprile il sito tolse ogni riferimento a una data precisa.
Caos nel supporto clienti e pagamenti irregolari
Più fonti hanno descritto un servizio clienti confuso e risposte contraddittorie. Una redazione televisiva che aveva prenotato il T1 ha contattato l’assistenza più volte, ottenendo promesse diverse e date errate.
- Ottobre: promessa di spedizione per il 13 novembre, poi disattesa.
- Gennaio 2026: dichiarazioni su fasi finali di certificazione e spedizioni nel trimestre.
- Ritardi giustificati talvolta con motivazioni incongruenti, non correlate al settore elettronico.
Il giornalista investigativo Joseph Cox descrisse l’esperienza come estremamente problematica. Tra le segnalazioni:
- Addebiti errati o superiori all’importo dovuto.
- Nessuna richiesta di indirizzo per la spedizione al momento del preordine.
- Email di conferma che promettevano notifiche di consegna mai arrivate.
- Addebiti ricorrenti non autorizzati su conti di altri acquirenti.
La questione del “Made in USA”: marketing vs realtà produttiva
All’inizio la comunicazione parlava esplicitamente di uno smartphone fabbricato interamente negli Stati Uniti. Nel giro di pochi giorni quella dicitura cambiò. Il messaggio passò prima a una formula più vaga, poi a una versione che parlava di “design di ispirazione americana” e infine a “realizzato negli USA”.
Nel febbraio 2026 i dirigenti di Trump Mobile riconobbero pubblicamente che la produzione completa non sarebbe avvenuta negli Stati Uniti. In pratica:
- La manifattura principale sarebbe stata estera.
- Negli USA era previsto solo un assemblaggio finale limitato a Miami.
- Sotto il marchio venivano venduti anche iPhone ricondizionati prodotti in Cina e dispositivi Samsung.
Questa discrepanza tra messaggio pubblicitario e pratica industriale ha alimentato dubbi e critiche.
Nuovi termini di servizio: cosa cambia per chi ha versato l’acconto
Il 6 aprile 2026 Trump Mobile pubblicò una revisione dei termini di servizio che modificò radicalmente i diritti degli acquirenti che avevano pagato l’acconto.
Principali punti introdotti dai nuovi termini
- L’acconto non costituisce un acquisto concluso e non crea un contratto vincolante.
- Il versamento è definito come un’opportunità condizionata di acquisto, subordinata alla decisione dell’azienda di mettere in vendita il dispositivo.
- Gli acconti non maturano interessi, non sono trasferibili e non hanno valore monetario autonomo.
- In caso di cancellazione del progetto, l’azienda si impegna a rimborsare l’importo originale dell’acconto.
- Trump Mobile esclude la responsabilità per ritardi dovuti a carenze di componenti o a problemi regolatori. Gli acquirenti rinunciano a richieste superiori al rimborso dell’acconto.
Queste clausole modificarono il quadro legale attorno ai preordini e alimentarono nuove proteste degli utenti.
Interventi politici e richieste di indagine
A gennaio 2026 la senatrice Elizabeth Warren e altri parlamentari democratici inviarono una lettera alla Federal Trade Commission. La missiva chiedeva di valutare pratiche di pubblicità ingannevole e la mancata consegna di prodotti dopo il versamento di depositi.
- Si chiedeva anche se ci fossero state comunicazioni tra la Casa Bianca e l’agenzia riguardo all’iniziativa commerciale.
- Al momento la FTC non ha confermato pubblicamente l’apertura di un’indagine formale.
L’ufficio del governatore della California, Gavin Newsom, commentò pubblicamente definendo il progetto T1 come qualcosa che “sembra una frode“. Trump Mobile non ha risposto alle richieste di chiarimenti da parte della stampa.
Cosa è rimasto ai clienti e quali sono i punti aperti
Milioni di dollari in depositi sono rimasti vincolati e centinaia di migliaia di prenotanti attendono spiegazioni chiare. Al momento gli elementi certi comprendono:
- Addebiti da 100 dollari su numerosi conti clienti.
- Email di conferma del preordine senza ulteriori notifiche sulla spedizione.
- Termini di servizio che limitano le possibilità legali di chi ha pagato.
Le autorità competenti e i rappresentanti dei consumatori continuano a monitorare la vicenda per chiarire responsabilità e potenziali azioni di tutela. Non ci sono al momento riscontri pubblici su consegne effettive del dispositivo T1.












