Le due torri di Tolkien non sono quelle del film di Peter Jackson: ecco perché

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Con l’attesa per Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum di Andy Serkis, torna l’interesse per un dettaglio spesso trascurato: nelle intenzioni originarie di J.R.R. Tolkien la seconda torre del titolo non era quella mostrata nel film di Peter Jackson. Un disegno autografo dello scrittore chiarisce una lettura diversa e affascinante della Terra di Mezzo.

Il bozzetto che riscrive Le due Torri

Tra gli appunti e gli schizzi di Tolkien si trova una copertina pensata per la seconda parte del romanzo. In quel disegno emergono chiaramente due torri diverse da come le ricorda il grande pubblico del film.

Lo stesso autore curava spesso illustrazioni e sovraccopertine. Il tratto rivela non solo l’ambientazione, ma anche simboli che guidano l’interpretazione di chi conosce la saga.

Quali simboli compaiono e cosa significano

Sul disegno si distinguono due elementi ben caratterizzati:

  • una torre associata alla luna e ai nove anelli, segno dei Nazgûl e della perdita d’umanità;
  • una torre scura con un emblema bianco, collegata al potere umano e alla tradizione di Saruman.

Questa combinazione porta direttamente a un’identificazione: la torre della luna è Minas Morgul, l’antica Minas Ithil, mentre l’altra corrisponde a Orthanc di Isengard.

Le prove testuali: note e bozze dello scrittore

Nei manoscritti Tolkien lasciò tracce che supportano questa lettura. In una nota pubblicata nella prima stesura si leggeva che le vicende centrali della seconda parte riguardavano Orthanc e la fortezza che custodisce l’accesso a Mordor.

Questo porta a un quadro in cui Frodo e Sam si avvicinano a Mordor passando per la valle di Morgul già nella seconda parte dell’opera.

Altre ipotesi prese in considerazione da Tolkien

Lo scrittore non fu mai del tutto fermo sulla scelta della “seconda torre”. Tra le alternative valutate compaiono:

  • Cirith Ungol, per la sua importanza nella strada di Frodo e Sam;
  • Barad-dûr, la fortezza di Sauron a Mordor;
  • Minas Tirith, per la sua rilevanza strategica in Gondor.

La variazione delle opzioni mostra quanto fossero fluide le decisioni narrative durante la stesura.

Perché Peter Jackson scelse Barad-dûr per il film

Adattare un romanzo epico al cinema impone scelte drastiche. Jackson riorganizzò eventi e luoghi per mantenere ritmo e durata accettabili.

  • Spostò l’accesso a Mordor nel terzo film per snellire la trama.
  • Fece emergere Barad-dûr e l’Occhio di Sauron come simbolo visivo potente.
  • Mettere in primo piano l’alleanza tra Saruman e Sauron rendeva più chiaro il conflitto agli spettatori.

La scelta cinematografica è dunque funzionale alla narrazione visiva e all’impatto emotivo.

Cosa cambia per i lettori e per i fan del cinema

Per gli appassionati leggere il disegno di Tolkien offre una prospettiva differente sulle mappe mentali della Terra di Mezzo. Il confronto tra libro e film diventa uno specchio delle diverse priorità creative.

Cosa osservare se rileggiate il libro o rivedete il film

  • Nel romanzo guardate le note e le bozze: rivelano scelte in divenire.
  • Nel film osservate i simboli visivi: aiutano a comprendere scelte di montaggio e sceneggiatura.
  • Controllate le rappresentazioni di Minas Morgul, Orthanc e Barad-dûr per cogliere differenze tematiche.

Novità in arrivo e appuntamenti per i fan

Oltre alla curiosità filologica, sul fronte cinematografico c’è attesa per il progetto di Andy Serkis. Il suo film su Gollum promette di esplorare nuovi angoli della storia.

Nel frattempo, trailer e materiali de Il Signore degli Anelli: Le due Torri rimangono riferimenti utili per confrontare le scelte visive con gli appunti originali di Tolkien.

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