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WhatsApp sta sperimentando un modo per far comunicare gli utenti con agenti esterni direttamente all’interno dell’app. La funzione è ancora in fase di test e visibile solo a una ristretta cerchia di utenti, ma promette di portare i chatbot dove già passiamo buona parte delle nostre conversazioni quotidiane.
Come aggiungere un agente IA dentro WhatsApp
Secondo le informazioni raccolte, l’integrazione parte dalle impostazioni dell’app. L’utente può creare un profilo per l’agente assegnandogli un nome e una foto. Ogni account può ospitare fino a cinque agenti contemporaneamente.
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- Creazione: si aggiunge l’agente dal pannello delle impostazioni.
- Personalizzazione: si definiscono nome e immagine del profilo.
- Collegamento: WhatsApp genera una chiave API da incollare nel servizio che ospita il bot.
- Accesso: una volta collegato, il bot risponderà direttamente nella chat WhatsApp.
Quali tipi di bot sono supportati e compatibilità
La novità non è limitata ai soli modelli IA: anche i bot tradizionali possono integrarsi, a patto che il servizio supporti la chiave API fornita dall’app. La funzione è stata individuata nella versione beta per Android, etichettata con il codice 2.26.35.3, e resta per ora in distribuzione selettiva.
Consigli pratici per gli sviluppatori
- Copiate la chiave API da WhatsApp e inseritela nella piattaforma dove è ospitato il vostro agente.
- Verificate la compatibilità del servizio con le richieste in entrata/uscita di WhatsApp.
- Ricordate che il limite è di cinque agenti per account.
Limiti d’uso: dove e quando funziona la chat con l’agente
Al momento la comunicazione con gli agenti è consentita solo tramite chat individuali. Le conversazioni di gruppo non sono supportate.
- Interazione singola: il bot legge e risponde solo nella chat dedicata all’agente.
- Nessun accesso trasversale: l’agente non può consultare altre conversazioni o file presenti sul profilo.
- Distribuzione graduale: solo alcuni utenti beta stanno ricevendo la funzione.
Privacy e sicurezza: cosa cambia per le conversazioni
Un elemento cruciale riguarda la crittografia. Al contrario delle chat standard di WhatsApp, le comunicazioni con questi agenti non sono trattate come end-to-end. I messaggi passano attraverso un servizio gestito da Meta per conto dello sviluppatore dell’agente.

- Non E2E: i messaggi non godono della stessa protezione delle chat private classiche.
- Accesso al contenuto: il servizio che elabora il bot può leggere le conversazioni gestite per fornire risposte.
- Protezioni future: WhatsApp sta studiando misure aggiuntive per aumentare la sicurezza degli scambi con agenti esterni.
Implicazioni per gli utenti e suggerimenti
Se prevedete di usare un agente per informazioni sensibili, è meglio verificare le policy del servizio che ospita il bot. Ricordate che, al momento, la funzione è sperimentale e le regole possono cambiare in vista di un rilascio più ampio.
- Controllate le impostazioni e i permessi del bot prima di inviare dati sensibili.
- Usate questa integrazione per compiti di supporto, ricerca o automazione non confidenziali.
- Seguite gli aggiornamenti ufficiali per sapere quando la funzione arriverà in Italia.












