Mostra sommario Nascondi sommario
- Canal+ e i nuovi provvedimenti contro lo streaming non autorizzato
- Quali tornei sono sotto osservazione: dalle leghe nazionali alle coppe europee
- Le VPN nel mirino: fornitori chiamati a collaborare
- Impatto su ISP, DNS e motori di ricerca
- La situazione in Italia: Piracy Shield e futuro della Serie A
- Elenco dei siti oscurati e la dinamica dei domini che rinascono
- Perché la lotta alla pirateria richiede misure diversificate
- Il dibattito politico e tecnologico resta aperto
La guerra contro lo streaming illegale nel calcio entra in una nuova fase: la recentissima decisione francese amplia le misure di blocco fino ad interessare provider, DNS e perfino alcuni servizi VPN. Il provvedimento, chiesto dall’emittente interessata, mette nel mirino chi facilita la visione non autorizzata delle partite e rilancia il dibattito sulle contromisure tecniche e legali.
Canal+ e i nuovi provvedimenti contro lo streaming non autorizzato
In Francia un tribunale ha autorizzato una serie di ordinanze per impedire la diffusione di live illegali. L’iniziativa è promossa da Canal+, che punta a tutelare i diritti delle trasmissioni sportive.
Diesel risale per accisa piena: Eni riabbassa il tetto a 2,21 euro
5G sulla base lunare: NASA stanzia 38 milioni per la rete
- Le restrizioni riguardano siti e servizi che rimandano a stream pirata.
- Obiettivo: bloccare l’accesso ai contenuti protetti prima dell’inizio dei campionati.
- Le misure toccano strumenti tecnici usati per aggirare i blocchi.
Quali tornei sono sotto osservazione: dalle leghe nazionali alle coppe europee
La contesa non riguarda solo la Ligue 1. Sono nominati anche la Premier League e la Champions League, competizioni ad alto valore commerciale e spesso al centro del fenomeno della pirateria.
Le VPN nel mirino: fornitori chiamati a collaborare
Le misure includono richieste dirette ad alcune Virtual Private Network per limitare gli abusi. Secondo l’ordinanza, certi provider devono impedire che i loro servizi vengano sfruttati per accedere a trasmissioni pirata.

Provider indicati dall’ordine
- Proton VPN
- CyberGhost
- ExpressVPN
È curioso notare che altri nomi noti, in passato coinvolti in casi simili, non compaiono in questa richiesta. Non sono state fornite spiegazioni ufficiali su queste esclusioni.
Impatto su ISP, DNS e motori di ricerca
Il provvedimento non si limita ai siti streaming. La giustizia ha autorizzato anche interventi verso Internet Service Provider e servizi DNS. In più, alcuni motori di ricerca sono stati invitati a rimuovere risultati che facilitano l’accesso ai contenuti pirata.

- Blocchi a livello di ISP possono rendere inaccessibili interi domini.
- Filtri DNS bloccano la risoluzione dei nomi usati per gli stream illegali.
- I motori di ricerca riducono la scoperta di link ai servizi pirata.
La situazione in Italia: Piracy Shield e futuro della Serie A
Anche in Italia il tema è centrale. Con l’avvio della nuova stagione di Serie A le istituzioni e le emittenti sono pronte a intensificare le verifiche.
Lo strumento principale utilizzato nel nostro Paese è il Piracy Shield. Si punta a sanzioni più severe come deterrente, senza toccare però una leva spesso richiamata dagli utenti: il costo degli abbonamenti.
Elenco dei siti oscurati e la dinamica dei domini che rinascono
Fonti del settore segnalano che oltre settanta domini sono finiti nelle ordinanze francesi. Ma oscurare un sito spesso non basta.
- I gestori possono riaprire rapidamente con un nuovo dominio.
- Cambi di estensione e di infrastruttura rendono inefficaci i blocchi a breve termine.
- Serve una strategia che combini misure legali e soluzioni tecnologiche.
Perché la lotta alla pirateria richiede misure diversificate
La complessità del fenomeno impone risposte multiple. Basta bloccare un portale per risolvere il problema. Occorrono controllo, cooperazione internazionale e una componente educativa.
- Interventi legali rapidi per togliere di mezzo i principali hub.
- Collaborazione con provider e piattaforme per ridurre gli abusi.
- Politiche commerciali e comunicazione per rendere leciti gli abbonamenti più attraenti.
Il dibattito politico e tecnologico resta aperto
Le ordinanze francesi riaccendono un confronto che coinvolge autorità, broadcaster, operatori e utenti. La sfida è trovare soluzioni efficaci senza compromettere la privacy e le libertà fondamentali.












