NASA sceglie il telescopio PRIMA: sarà la prima missione della classe Probe Explorers

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La NASA ha scelto PRIMA per proseguire lo sviluppo e portare avanti uno dei progetti spaziali più attesi per l’astronomia nel lontano infrarosso. La decisione segna il passaggio a una fase di progettazione più matura e riaccende l’interesse su cosa potrà rivelare questo nuovo osservatorio sul passato e l’evoluzione dell’Universo.

PRIMA avanza: ingresso nella Phase B e prossimi passi

La missione PRIMA è stata promossa alla Phase B, fase di progettazione preliminare. Qui si definiranno dettagli tecnici e si svilupperanno le tecnologie essenziali.

Team di ingegneri attorno a tavolo durante una revisione di progetto spaziale
La Phase B include revisioni tecniche e valutazioni dei rischi prima della confirmation review.

Questo avanzamento non equivale ancora alla costruzione definitiva. Prima di poter passare alla Phase C, la NASA effettuerà una confirmation review.

  • Obiettivo della review: valutare rischi tecnici e costi.
  • Solo se positiva scatterà l’autorizzazione alla realizzazione completa.

Cosa osserva PRIMA: il valore del lontano infrarosso

PRIMA sarà ottimizzato per un intervallo spettrale collocato oltre il campo di James Webb. Queste lunghezze d’onda permettono indagini uniche su polveri e gas freddi.

Caratteristiche ottiche e sensibilità

Il telescopio monterà uno specchio di circa 1,8 metri. La strumentazione sarà tarata per misure molto sensibili e per osservazioni profonde.

Specchio riflettente di un telescopio in laboratorio, dimensione media
Lo specchio principale di PRIMA sarà di circa 1,8 metri, ottimizzato per il lontano infrarosso.

Obiettivi scientifici principali

  • Studiare la formazione di sistemi planetari in ambienti ricchi di polvere.
  • Tracciare la crescita delle galassie e dei loro buchi neri.
  • Misurare la produzione e la distribuzione di elementi pesanti nel tempo.

Osservare nel lontano infrarosso significa accedere a emissioni altrimenti invisibili o molto deboli in altre bande.

Selezione e concorrenza: il caso AXIS

Nel 2024 la NASA aveva scelto due progetti per studi approfonditi: PRIMA e AXIS, un osservatorio a raggi X.

Nel marzo 2026 AXIS è stata esclusa dalla competizione. Da allora PRIMA è rimasta l’unica proposta in gara per la nuova classe Probe.

La scelta si è basata su valore scientifico, fattibilità entro i vincoli di costo e tempi, e sul potenziale tecnologico per missioni future.

Numeri chiave: budget, lancio e durata della missione

  • Massimo costo stimato: 1,2 miliardi di dollari (esclusi lancio e spese esterne).
  • Lancio previsto: 2033.
  • Durata operativa iniziale: 5 anni.

Il tetto di costo definisce i limiti progettuali. La strada verso la Phase C richiederà conferme su fattibilità e budget.

Chi guida la missione e chi collabora

La gestione principale sarà affidata al Jet Propulsion Laboratory. Anche i centri Goddard e Marshall partecipano alle attività.

PRIMA è pensata come progetto internazionale. Tra i partner figurano diverse agenzie spaziali.

  • Agenzia Spaziale Italiana (ASI)
  • CNES (Francia)
  • DLR (Germania)
  • CSA (Canada)
  • KASI (Corea del Sud)
  • JAXA (Giappone)
  • UK Space Agency

Al momento non è stato specificato il contributo esatto dell’Italia. Le collaborazioni internazionali definiranno strumenti e responsabilità.

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