NASA punta su Starliner: ordini per nuove missioni e aiuto allo sviluppo della capsula Boeing

Mostra sommario Nascondi sommario


La NASA sembra pronta a rinnovare il suo impegno sulla capsula Starliner di Boeing, nonostante i ritardi tecnici e i costi già sostenuti. La svolta emerge da fonti giornalistiche statunitensi e apre scenari nuovi sul futuro dei lanci con equipaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale.

Perché Washington continua a puntare su Starliner

Nonostante i problemi emersi durante i test, la scelta della NASA non è casuale. Finora l’Agenzia ha stanziato circa 5,1 miliardi di dollari per il programma Starliner. A questi si aggiungono almeno altri due miliardi spesi direttamente da Boeing.

Questo investimento rende politicamente e operativamente difficile abbandonare il progetto. In più, la NASA ha interesse a mantenere alternative operative al sistema di SpaceX.

I limiti dell’attuale vettore: Atlas V verso il pensionamento

Starliner è progettata per partire su Atlas V. Quel razzo però è in fase di dismissione.

Razzo Atlas V su rampa di lancio, simbolo del pensionamento programmato
Atlas V: storico vettore prossimo alla dismissione, con disponibilità di lanci limitata.

  • Atlas V ha ancora pochi lanci disponibili.
  • Non è più in produzione per uso a lungo termine.
  • Serve un vettore certificato per voli umani.

Per questo motivo la NASA è pronta a finanziare la certificazione di un nuovo razzo. La procedura non riguarda solo il motore, ma anche infrastrutture e procedure di sicurezza.

Che cosa comprende la certificazione di un lanciatore

La certificazione di un razzo per trasportare astronauti richiede interventi su più fronti.

  • Analisi e collaudi dei sistemi di propulsione.
  • Adattamenti della rampa di lancio per operazioni con equipaggio.
  • Procedure di emergenza e addestramento delle squadre a terra.
  • Verifiche di integrazione con la capsula Starliner.

Opzioni sul tavolo: Vulcan di ULA o New Glenn di Blue Origin

Dalle fonti emerge che la NASA considera due candidati per sostituire Atlas V. Il primo è il Vulcan di ULA, già in fase avanzata di sviluppo. L’altro è il New Glenn di Blue Origin, ancora in evoluzione ma potenzialmente adatto.

Confronto tra razzi Vulcan e New Glenn vicino alla rampa
Vulcan e New Glenn: i due candidati per sostituire Atlas V nei voli con equipaggio.

La decisione richiederà ulteriori test e un piano dettagliato per la certificazione della capacità di trasporto umano.

Assistenza tecnica e finanziaria: cosa offrirà la NASA a Boeing

Oltre ai fondi, la collaborazione dovrebbe includere supporto tecnico diretto.

  • Aiuto nella risoluzione dei problemi di software e sicurezza.
  • Supporto per la validazione dei sistemi di volo e atterraggio.
  • Cooperazione nella progettazione delle modifiche al razzo e alla rampa.

Questa forma di partenariato punta a ridurre i tempi di sviluppo e i rischi per le missioni con equipaggio.

SpaceX, Dragon e la pressione temporale

La decisione della NASA è influenzata anche dalle mosse di SpaceX. Secondo le fonti, la compagnia ha comunicato l’intenzione di ritirare la capsula Dragon intorno al 2030.

La prospettiva di una pensione anticipata della Dragon aumenta la necessità di avere almeno un’alternativa affidabile per raggiungere la ISS e le future destinazioni in orbita bassa.

Dichiarazioni e segnali dal settore

Dirigenti del settore hanno più volte sottolineato l’importanza della ridondanza nei trasporti spaziali. Anche la presidente operativa di SpaceX ha suggerito che Starliner potrebbe diventare necessario.

Impatto sui progetti di stazioni spaziali commerciali

Il futuro della capsula influisce su nuovi insediamenti orbitanti. Diverse aziende lavorano a stazioni private che non saranno pronte prima del 2030.

  • Axiom Space e Vast hanno piani per moduli commerciali.
  • Alcune società prevedono voli cargo con la capsula Nyx.
  • La disponibilità di vettori per l’equipaggio condiziona accordi e tempistiche.

Se Dragon dovesse essere ritirata, molte aziende dipenderebbero da Starliner o da nuovi sistemi ancora in corso di sviluppo.

Blue Origin e altri potenziali partner

Blue Origin sta lavorando a proprie soluzioni per trasportare persone in orbita. Anche altre aziende come The Exploration Company sono nell’orbita di interesse della NASA.

La possibilità di aprire una nuova fase del Commercial Crew Program è stata valutata. Per ora però l’ipotesi di nuovi bandi è stata temporaneamente accantonata.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

I calendari delle missioni potrebbero cambiare. Boeing ha annunciato l’obiettivo di riprendere voli verso la ISS, almeno per missioni cargo, entro l’anno.

La certificazione di un nuovo vettore e la risoluzione dei problemi tecnici rimangono passi decisivi. Le scelte che verranno prese nelle prossime settimane influenzeranno il quadro del trasporto umano in orbita bassa.

Dai il tuo feedback

Sii il primo a votare questo post
o lascia una recensione dettagliata



OpenSlime è un media indipendente. Sostienici aggiungendoci ai preferiti di Google News:

Pubblica un commento

Pubblica un commento