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- La svolta: il piano chiamato Sportwagenschmiede
- Nuovi modelli e segmenti: più sportività, più copertura
- Sportive di nuova generazione e modelli ‘halo’
- Elettrico e termico: una convivenza strategica
- Personalizzazione, edizioni limitate e prezzi più alti
- Riduzione della complessità di gamma e risparmi sui costi
- Riorganizzazione del personale e snellimento manageriale
- Asset strategici: cessioni e concentrazione sul core
- Obiettivi finanziari: meno volumi, più margine
- Effetti su qualità e garanzie
- Collaborazioni tecnologiche e piattaforme condivise
- Rischi esterni: mercato, normative e concorrenza
- Scelte di politica industriale e posizionamento europeo
- Il peso delle derivate e delle emozioni sul catalogo
- Tempistiche e milestone operative
- Performance attese e indicatori chiave
Michael Leiters ha preso il timone di Porsche con un mandato chiaro: rimettere in carreggiata un marchio che fatica sul fronte della redditività. Il nuovo amministratore delegato punta su una strategia che riallaccia il brand al suo DNA sportivo, ma la mappa dei cambiamenti prevede anche tagli, nuove platform e modelli con motorizzazioni diverse dall’elettrico puro.
La svolta: il piano chiamato Sportwagenschmiede
Il documento strategico presentato dal management si chiama Sportwagenschmiede. Il nome richiama l’artigianalità e la vocazione sportiva della Casa di Zuffenhausen.
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Leiters descrive la strategia come un ritorno alle radici e al valore per veicolo. L’obiettivo è rendere Porsche più esclusiva, meno dipendente dai soli volumi di vendita.
Nuovi modelli e segmenti: più sportività, più copertura
Porsche amplia la gamma, ma lo fa con criteri precisi. L’idea è presidiare segmenti ad alta marginalità e introdurre prodotti che rafforzino l’immagine sportiva.
- Arrivo di una nuova SUV di segmento D, offerta con motori termici e ibridi plug-in.
- La Macan resterà sul mercato come modello esclusivamente elettrico.
- Confermate le versioni elettriche di 718 Boxster e Cayman, attese sul mercato nel 2028.
Sportive di nuova generazione e modelli ‘halo’
Il piano prevede il lancio di nuove sportive al vertice della gamma. L’intenzione è creare modelli che agiscano da traino per l’immagine del brand.

Tra le iniziative c’è lo sviluppo di una platform dedicata a motori centrali. Essa farà da base a una famiglia di vetture posizionate sopra la 911.
La Mission S come anticipazione
Una concept car sarà svelata prossimamente e ha il compito di introdurre i temi stilistici e tecnici delle nuove sportive.
Elettrico e termico: una convivenza strategica
Porsche non abbandona l’elettrico, ma ripristina la convivenza con motori tradizionali e ibridi.

- Target: un rapporto di circa una vettura elettrica ogni due modelli termici o ibridi.
- Investimenti paralleli su motori a combustione e su una nuova generazione di batterie.
- Sinergie con Audi sulle architetture PPE e PPC per ottimizzare costi e tempi.
Personalizzazione, edizioni limitate e prezzi più alti
Porsche intende monetizzare l’esclusività. I programmi di personalizzazione saranno potenziati e riuniti sotto un unico ombrello.
- I marchi Sonderwunsch, Exclusive Manufaktur e Heritage verranno rafforzati.
- Puntare su few-off e serie limitate per alzare il valore medio di vendita.
- Obiettivo: aumentare la media di prezzo per i modelli top di gamma fino al +20%.
La Casa punta a far crescere il fatturato delle personalizzazioni fino a moltiplicarlo rispetto ad oggi.
Riduzione della complessità di gamma e risparmi sui costi
Per migliorare efficienza e tempi di sviluppo, la progettazione si farà più snella.
- Riduzione delle varianti prodotto di almeno il 20%.
- Sviluppi trasversali e maggiore riuso di componenti per tagliare i costi di sviluppo del 20%.
- Condivisione di forniture e piattaforme all’interno del gruppo Volkswagen per ridurre i costi materiali.
Riorganizzazione del personale e snellimento manageriale
Porsche ha già concordato misure con i sindacati per ridurre l’organico. L’intento è rendere la struttura più agile.
- Taglio complessivo previsto: circa 9.000 posti a livello globale.
- Obiettivo di riduzione delle figure manageriali pari al 40%.
- Ottimizzazione della produzione con più modelli assemblati su singole linee.
Asset strategici: cessioni e concentrazione sul core
Per concentrare risorse e competenze, Porsche ha avviato cessioni e chiusure di attività non centrali.
- Disimpegno da Bugatti e alcune partecipazioni nel segmento supercar.
- Chiusura o riduzione di progetti come Cellforce, Porsche eBike e Cetitec.
- Aumento della quota in Manthey Racing per rafforzare l’offerta motorsport.
Obiettivi finanziari: meno volumi, più margine
La strategia punta a spostare il baricentro dal volume al valore. Il break-even dovrà scendere sotto le 200.000 unità.
Previsioni al 2030 indicano un giro d’affari atteso tra 41 e 45 miliardi e margini operativi mirati tra il 10% e il 15%.
Effetti su qualità e garanzie
Maggiore esclusività richiederà miglioramento della qualità produttiva. L’obiettivo è ridurre i costi di garanzia del 45%.
La strategia include controlli di qualità più rigidi e processi produttivi orientati a minimizzare difetti e reclami.
Collaborazioni tecnologiche e piattaforme condivise
Porsche rafforzerà il dialogo tecnico con altre aziende del gruppo per beneficiare di economie di scala.
- Uso comune di architetture Audi (PPE, PPC) per vetture elettriche e ibride.
- Progetti di gruppo per prossime generazioni di batterie e componenti elettronici.
Rischi esterni: mercato, normative e concorrenza
Leiters mette in evidenza come la strategia debba convivere con fattori esterni complicati.
- Dazi e supply chain ancora volatili.
- Concorrenza crescente da produttori cinesi.
- Normative sulle emissioni che incidono su investimenti e programmazione produttiva.
Scelte di politica industriale e posizionamento europeo
Porsche guarda con attenzione alle discussioni politiche su emissioni e sostegni all’industria.
Il gruppo chiede regole chiare e condizioni competitive eque per l’industria europea.
Il peso delle derivate e delle emozioni sul catalogo
Oltre ai nuovi modelli, la strategia punta molto su varianti emotive e derivate della gamma principale.
Queste versioni serviranno a rafforzare il legame emotivo con i clienti e a sostenere margini più alti.
Tempistiche e milestone operative
- 2028: entrata in produzione delle 718 elettriche e debutto della nuova D-SUV.
- Dal 2026 in poi: picco di investimenti seguito da progressiva riduzione.
- Ogni anno almeno una novità di prodotto fino al 2030.
Performance attese e indicatori chiave
I vertici vogliono aumentare il peso dei segmenti D ed E nel portafoglio prodotto dal 32% al 45%.
In parallelo si punta a far salire la quota di ricavi derivanti dalle personalizzazioni e dalle edizioni speciali.











