Stellantis in ripresa in Italia: il caso Cassino resta aperto

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Stellantis mostra segnali di ripresa in Italia nella prima parte del 2026, con volumi in forte risalita. Dietro i numeri ci sono stabilimenti che accelerano, altri che arrancano e scelte industriali che rimodellano il panorama produttivo nazionale.

Numeri essenziali: la produzione italiana nel 2026

Nel periodo gennaio-settembre 2026 la produzione in Italia del gruppo ha raggiunto 340.745 unità. Il dato rappresenta una crescita del 28,3% rispetto allo stesso intervallo del 2025. Il rincalzo si riflette soprattutto sulle autovetture: 206.945 vetture, pari a un +36,7%. I veicoli commerciali ammontano a 133.800 unità, in aumento del 17,3%.

Grafico di produzione in fabbrica su tablet con macchina in background
Dati produttivi gennaio-settembre 2026 mostrano una crescita significativa.

Queste cifre emergono dal report elaborato dalla Fim Cisl, che fotografa un trend positivo ma ancora lontano dai livelli storici del gruppo in Italia.

Stabilimenti che guidano la crescita

Alcune fabbriche spiccano per performance e nuovi lanci. L’andamento non è uniforme sul territorio.

  • Mirafiori: exploit nella produzione, sostenuto dalla Fiat 500 ibrida.
  • Melfi: crescita forte, legata alla produzione della nuova Jeep Compass.
  • Modena: beneficiata dal trasferimento della produzione Maserati da Torino.
  • Pomigliano d’Arco: aumento dei volumi grazie a Fiat Pandina e Alfa Romeo Tonale.
  • Atessa: è il sito che realizza i volumi maggiori per i veicoli commerciali.

Dati di crescita per singolo stabilimento

  • Mirafiori: +151,1% rispetto al periodo precedente.
  • Melfi: +77,2%.
  • Atessa: 133.800 unità prodotte, pari al 39,3% della produzione italiana di Stellantis.

I modelli che spostano i volumi

I lanci e gli spostamenti di gamma hanno inciso significativamente sui numeri. Alcuni modelli sono veri e propri motori di produzione.

  • Fiat 500 ibrida: fattore chiave per Mirafiori.
  • Jeep Compass: traina la crescita di Melfi.
  • Maserati GranCabrio e GranTurismo: trasferite a Modena a fine 2025, hanno dato impulso allo stabilimento.
  • Fiat Pandina e Alfa Romeo Tonale: pilastri di Pomigliano.
  • Alfa Romeo Giulia, Stelvio e Maserati Grecale: prodotte a Cassino.
  • Dal 2028 Pomigliano accoglierà tre modelli elettrici basati sul progetto E-Car.

Il caso Cassino: perché l’impianto è in difficoltà

Cassino è l’unico assemblaggio auto che segna una perdita netta nel confronto con il 2025. Il calo è stato del 37,1%. Dopo un 2025 già complicato, la situazione resta tesa.

Interno anonimo stabilimento automobilistico con linea ferma
Lo stabilimento di Cassino affronta una riduzione dei volumi rispetto al 2025.

Nel sito laziale si producono oggi la Alfa Romeo Giulia, la Stelvio e la Maserati Grecale. I volumi sono però stati fortemente ridimensionati. Stellantis ha annunciato l’arrivo della nuova Grecale, ma gli effetti concreti sui numeri restano incerti.

Occupazione e ammortizzatori sociali: i segnali dal lavoro

L’uso degli ammortizzatori sociali è diminuito nella prima parte dell’anno. Secondo la rilevazione sindacale il ricorso agli strumenti di sostegno è calato di oltre il 30% nei primi nove mesi del 2026.

La diminuzione si deve a due fattori principali:

  1. nuovi lanci produttivi che hanno richiesto manodopera;
  2. una lieve flessione dell’occupazione complessiva.

Previsioni per fine anno e obiettivi nazionali

La Fim Cisl stima che per l’intero 2026 dalle fabbriche italiane di Stellantis usciranno intorno a 450.000 veicoli. Di questi, le autovetture dovrebbero superare le 250.000 unità.

Nel quarto trimestre ci si aspetta il contributo di nuove produzioni, tra cui la DS 7 e la Lancia Gamma. Tuttavia le previsioni sono state ridimensionate rispetto alle attese iniziali.

Una delle ragioni della revisione è la flessione recente nella produzione della Fiat 500. Per questo il traguardo indicato dal ministro Adolfo Urso di 1 milione di veicoli prodotti ogni anno in Italia entro il 2030 appare ancora lontano.

Rischi e opportunità per la filiera italiana

La ripresa produttiva offre margini di ottimismo, ma permangono criticità strutturali. Le opportunità principali riguardano l’elettrificazione e i nuovi progetti E-Car. I rischi sono legati a volumi non ancora stabili e a singoli impianti in difficoltà.

  • Opportunità: investimento su modelli elettrici e trasferimenti produttivi efficaci.
  • Rischi: cali di produzione locali, incertezza sulla domanda e variabilità della supply chain.

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