Tassazione auto elettriche: cosa cambia paese per paese

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La transizione verso l’auto elettrica sta mettendo in crisi i bilanci pubblici. Dopo anni di incentivi, molti Paesi riconsiderano agevolazioni e esenzioni. In gioco ci sono entrate fiscali, equità tra utenti della strada e il futuro delle infrastrutture. Scopriamo come i governi stanno adattando le regole e quali misure si fanno strada a livello globale.

Perché alcuni Stati vogliono tassare le auto elettriche

I motivi sono chiari e convergenti: la riduzione del gettito dalle accise e la pressione sui conti pubblici. Il passaggio dalle auto a combustione alle BEV toglie entrate che finanziano strade e servizi.

  • Accise sui carburanti: ridotte quando circolano più elettriche.
  • Equità: chi usa le strade dovrebbe contribuire, indipendentemente dal carburante.
  • Pay-per-use: modello che sta guadagnando consensi, con tariffe chilometriche o sulla ricarica.

Svizzera: proposta di tassa sulla percorrenza e tariffe per la ricarica

Berna valuta strumenti per compensare il calo delle imposte sugli oli minerali. Tra le ipotesi:

  • un contributo di tipo pay-per-use, con tariffa di circa 5,40 franchi ogni 100 km;
  • una tassa sulla corrente per la ricarica pubblica, attorno a 0,228 franchi per kWh;
  • reintrodotta l’imposta sull’importazione delle vetture dal 2023, pari a circa il 4% del valore.

Stime governative indicano un mancato introito medio per vettura elettrica pari a circa 600 franchi annui.

Regno Unito: dal bollo alla tassa sui chilometri

L’esecutivo esplora soluzioni per finanziare le strade e riempire il buco di bilancio. Il tema è la tassa sulla percorrenza, con cifre ipotetiche.

  • Proposta: circa 3 pence per miglio, pari a 3,4 centesimi di euro.
  • Impatto medio stimato: circa 250 sterline l’anno per automobilista elettrico.
  • Per il 2025-26, le accise sui carburanti valgono ancora oltre 24 miliardi di sterline.

Dal 2025 le auto elettriche pagano anche il bollo. A Londra, inoltre, cambiano le regole del pedaggio urbano.

Londra e la congestion charge: fine delle esenzioni totali

Il sindaco ha annunciato la riduzione degli sconti per le BEV nel centro. Le novità principali:

  • dal 2 gennaio 2026 le elettriche perdono il 100% di sconto sul pedaggio;
  • sconto ricalibrato: -25% per auto, -50% per furgoni e mezzi commerciali;
  • dal 2026 la tariffa giornaliera sale da 15 a 18 sterline (circa 20,38 euro).

La giustificazione ufficiale parla di controllo del traffico, non di maggiori incassi. La decisione ha scatenato proteste e possibile emulazione in altre metropoli.

Norvegia: dal paradiso degli incentivi a un sistema più equilibrato

Il Paese leader nelle vendite EV sta gradualmente riducendo le agevolazioni. Le misure chiave:

  • reintroduzione dell’Iva su veicoli costosi dal 2023;
  • eliminazione totale dell’esenzione Iva proposta per il 2027;
  • tassa di immatricolazione basata sul peso del veicolo per compensare il minor gettito.

Al contempo, per scoraggiare il ritorno al termico, si valutano accise più alte sulle auto a combustione.

Francia: stop alle esenzioni e bollo regionale

Parigi ha rivisto le agevolazioni nazionali e regionali. Dal 2025 molte regioni hanno tolto l’esenzione dal bollo.

  • Il pagamento delle tasse di circolazione può arrivare a 750 euro l’anno, a seconda della regione.
  • La strategia: aumentare le imposte per le termiche e reintrodurre contributi per le BEV.

Germania: tassare la ricarica con contatori certificati

Berlino punta a mettere ordine nella misurazione del consumo elettrico per auto. Le ipotesi prevedono:

  • registrazione e certificazione dei dati di ricarica alle colonnine;
  • contatori domestici intelligenti per tariffe dinamiche;
  • misure per le plug-in, come obblighi di ricarica per evitare abusi.

L’intento è replicare il principio delle accise, ma applicato ai kWh erogati.

Paesi Bassi e Danimarca: recuperare parte delle imposte

Entrambe le nazioni hanno già ridotto alcune agevolazioni o ne hanno pianificato la fine.

  • Nei Paesi Bassi, dal 2025 le elettriche pagano il 25% dell’imposta di proprietà; dal 2026 pagheranno l’intero ammontare.
  • In Danimarca si prevede il ritorno di imposte di registrazione e tasse di proprietà; obiettivo: parità con le termiche entro il 2030.

Italia: numeri, accise e scenari possibili

Lo Stato incassa circa 39 miliardi di euro l’anno dalle accise sui carburanti, più l’Iva. Questo spiega perché il tema è centrale.

  • Attualmente in circolazione: circa 339.000 auto elettriche su 40 milioni di vetture.
  • Obiettivo di governo: 4,3 milioni di elettriche entro il 2030, che ridurrebbe drasticamente le accise.
  • Ipotesi allo studio: spostare parte delle imposte dai carburanti all’elettricità utilizzata per la ricarica.
  • Per legge, le elettriche non pagano bollo per 5 anni; questo rimane un elemento di stabilità.

Una riforma più radicale richiederebbe cambiamenti sul federalismo fiscale e maggiore autonomia regionale.

Stati Uniti: 28 Stati già applicano tasse annuali alle BEV

Il quadro americano è frammentato. Molti Stati hanno introdotto misure per compensare il calo di entrate.

  • 28 Stati applicano una tassa di registrazione aggiuntiva: tra 50 e 200 dollari l’anno.
  • Alcuni Stati (Oregon, Utah) sperimentano la Road-User Charge basata sui km percorsi.
  • A livello federale si discute la proroga o la graduale eliminazione dei crediti d’imposta per le EV.

Cina: fine degli incentivi nel nuovo piano quinquennale

Pechino ha operato una scelta strategica: il 15° piano 2026-2030 non include più incentivi alle elettriche e alle plug-in.

Dopo oltre un decennio di sostegni statali, il settore viene considerato maturo. Le Case locali dovranno competere senza agevolazioni dirette.

Nuova Zelanda: addio all’esenzione RUC per le elettriche

L’esenzione dalle Road-User Charge è terminata il 31 marzo 2024. Ora le tariffe applicate sono:

  • 76 NZD ogni 1.000 km per le elettriche;
  • 38 NZD ogni 1.000 km per le ibride plug-in;
  • il sistema prevede l’acquisto anticipato di blocchi chilometrici tramite licenza RUC.

La misura mira a rendere il contributo di tutti più equo nel finanziamento delle infrastrutture.

Islanda: canone chilometrico e aumento dell’Iva

Dall’inizio del 2024 lo Stato ha introdotto una tariffa basata sull’uso. Le cifre:

  • canone di circa 6 corone al km (0,04 euro/km);
  • l’Iva sulle auto full electric è salita dal 24% al 25,5%.

Australia: esperienza del Victoria e limiti costituzionali

Lo Stato del Victoria è stato pioniere nell’introdurre una Road-User Charge per le BEV nel 2021.

  • Tassa prevista: circa 2,6 centesimi di dollaro AU per km per le elettriche.
  • La Corte Suprema ha giudicato incostituzionale la misura nel 2023, sostenendo che solo il governo federale può imporre simili tasse.
  • La Ruc è stata sospesa e verrà rivista.

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