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- Perché i dati allarmano: il bilancio del 2025
- Il sondaggio che ha messo a fuoco pregiudizi e abitudini
- Stessa Strada: chi organizza e quali obiettivi
- Tecnologia e comportamento: due leve per proteggere i più fragili
- Skoda Bike Challenge: sport e dimostrazione pratica a Vairano
- Azioni concrete da esplorare subito
I numeri non lasciano spazio alle discussioni: le vittime tra i ciclisti sono aumentate in modo preoccupante e il confronto tra chi guida e chi pedala resta spesso fatto di accuse. Da questa emergenza nasce un progetto che mette attorno a un tavolo giornalismo, federazioni, industria e forze dell’ordine per cercare soluzioni pratiche e condivise.
Perché i dati allarmano: il bilancio del 2025
Nel 2025 le strade italiane hanno registrato un aumento significativo delle morti tra le persone che usano la bicicletta. Secondo le rilevazioni ufficiali, il numero dei ciclisti deceduti è salito a 228, con un incremento del 23,2% rispetto all’anno precedente. Questo trend è in netto contrasto con la diminuzione complessiva delle vittime della strada, che nello stesso periodo ha segnato un calo.
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Il rialzo tra chi pedala è uno specchio di problemi concreti: infrastrutture insufficienti, comportamenti rischiosi e un dibattito pubblico spesso polemico anziché propositivo.
Il sondaggio che ha messo a fuoco pregiudizi e abitudini
Per capire percezioni e priorità è stato condotto un sondaggio tra la fine di settembre e la metà di ottobre. L’indagine ha raccolto opinioni di automobilisti e ciclisti tramite canali diversi, restituendo alcune sorprese.
- Circa la metà degli intervistati usa sia l’auto sia la bicicletta.
- Una larga maggioranza riconosce la necessità di più educazione stradale per tutti.
- Una parte consistente crede che la convivenza tra auto e bici sia realizzabile con regole e infrastrutture adeguate.
Il risultato principale è semplice: molte persone non sono “solo” automobilisti o solo ciclisti. Questo rende sterile lo scontro identitario e indica la via per iniziative che coinvolgano entrambi i gruppi.
Stessa Strada: chi organizza e quali obiettivi
Su impulso di Quattroruote, insieme alla Federazione Ciclistica Italiana e a Skoda Italia, è nato il progetto Stessa Strada. Alla iniziativa partecipano anche l’Automobile Club d’Italia e la Polizia di Stato.
- Promuovere soluzioni pratiche per aumentare la sicurezza.
- Istituire un tavolo tecnico per formulare proposte da presentare alle istituzioni.
- Favorire dialogo e collaborazione tra utenti della strada, istituzioni e industria.
Lo scopo non è solo discutere, ma elaborare interventi concreti: campagne formative, verifiche tecniche e progetti normativi mirati.
Il tavolo tecnico: primi temi in agenda
- Programmi di formazione per tutte le età.
- Modifiche infrastrutturali e miglioramento delle piste ciclabili.
- Diffusione e verifica dei sistemi di assistenza alla guida.
- Campagne di informazione condivise tra enti e associazioni.
Tecnologia e comportamento: due leve per proteggere i più fragili
La discussione ha sottolineato il ruolo complementare di tecnologia ed educazione. Secondo i promotori, i sistemi di assistenza attiva alla guida (ADAS) possono ridurre i rischi per i più vulnerabili, ma non possono sostituire responsabilità ed educazione.
Le forze dell’ordine insistono sul valore di interventi che incidano sui comportamenti. Allo stesso tempo, le case automobilistiche vedono nell’adozione di vetture dotate di ADAS un beneficio concreto per chi usa la strada a piedi o in bicicletta.
Per il mondo delle istituzioni, automobilisti e ciclisti sono co-utilizzatori della strada e vanno considerati parte della stessa comunità d’uso.
Skoda Bike Challenge: sport e dimostrazione pratica a Vairano
Per rendere operativo il dialogo tra diversi mondi, sull’anello di prova di Vairano si è svolta la Skoda Bike Challenge. È stata la prima gara endurance a squadre su quel tracciato, pensata come momento pratico e simbolico.

- Evento organizzato sul circuito di handling di Vairano.
- Set dimostrativi dedicati agli ADAS e alla sicurezza degli utenti fragili.
- Partecipazione di campioni e specialisti del ciclismo.
Tra gli ospiti spiccava Filippo Ganna, reduce da successi mondiali, affiancato da atleti di ciclocross e mountain bike e dal commissario tecnico della Nazionale MTB. Cento ciclisti, professionisti e amatori, hanno pedalato per due ore su un circuito di 3,8 km, trasformando la competizione in un’occasione di condivisione.
L’evento ha funzionato anche come momento di building relazionale: incontrarsi su un tracciato comune ha aiutato a creare empatia e a dimostrare che pratiche diverse possono convivere e imparare l’una dall’altra.
Azioni concrete da esplorare subito
- Campagne di educazione su comportamenti e regole per tutte le età.
- Incentivi per vetture dotate di sistemi di assistenza efficaci.
- Potenziamento delle infrastrutture ciclabili e interventi puntuali sugli incroci pericolosi.
- Progetti locali di sperimentazione e monitoraggio dei risultati.
Il percorso è avviato, ma richiede impegno continuativo e collaborazione tra tutti gli attori. Facciamolo insieme, sulla stessa strada.











