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- Che cifra e come verrebbe ripartita il Piano nazionale auto
- Cosa finanzia il programma: priorità e settori coinvolti
- Collegamento con il clima: incremento del Fondo italiano per il clima
- Quante risorse servono e come si pensa di coprirle
- Vincoli: cosa non si tocca nel bilancio
- Iter parlamentare e calendario operativo
Il Partito Democratico propone di inserire nella Manovra 2026 un piano organico per l’auto che punta a sostenere la mobilità elettrica e ibrida. L’idea è finanziare la filiera nazionale con risorse distribuite nel tempo, mentre il dossier approda al Senato e si prepara a generare dibattito politico.
Che cifra e come verrebbe ripartita il Piano nazionale auto
La proposta parla di 5 miliardi di euro complessivi spalmati su dieci anni. In pratica si tratterebbe di 500 milioni all’anno nel periodo 2026-2035. Il fondo è pensato per dare continuità agli investimenti e creare prevedibilità per l’industria.
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Cosa finanzia il programma: priorità e settori coinvolti
Il pacchetto punta a intervenire su più fronti per rafforzare la filiera automotive nazionale e la mobilità sostenibile.
- Produzione di veicoli elettrici e ibridi.
- Sviluppo e fabbricazione di batterie.
- Installazione e potenziamento delle colonnine di ricarica.
- Formazione e riqualificazione professionale degli addetti.
- Progetti di innovazione per l’efficienza energetica.
- Sostegno alle piccole e medie imprese della filiera.
Per coordinare gli interventi è previsto uno strumento di governance: il Fondo nazionale per la politica industriale verde e digitale.
Collegamento con il clima: incremento del Fondo italiano per il clima
Accanto al piano per l’auto, l’emendamento propone di rafforzare il Fondo italiano per il clima. L’ipotesi è un aumento di 200 milioni di euro all’anno per dieci anni per allinearsi agli obiettivi del Green Deal.
Quante risorse servono e come si pensa di coprirle
La somma richiesta combinando piano auto e fondo clima arriva a circa 700 milioni di euro all’anno tra 2026 e 2035. Il testo non dettaglia tutte le coperture immediate.
Entro fine febbraio 2026 il governo dovrebbe identificare misure che assicurino minori spese per circa 1,2 miliardi l’anno nello stesso arco temporale. Nel dossier viene citato un avanzo, senza specificarne l’impiego.
- Se le economie non fossero sufficienti, il documento indica due leve:
- rafforzare la lotta all’evasione fiscale;
- eliminare i sussidi ambientalmente dannosi (SAD).
Vincoli: cosa non si tocca nel bilancio
L’emendamento chiarisce che non sono previsti tagli a voci sensibili. Protette sono:
- salute e welfare
- istruzione e università
- ricerca, stipendi e pensioni
- enti territoriali e formazione
- il 5 per mille e le spese per l’ambiente
Il testo ribadisce che questi capitoli non devono essere intaccati per finanziare il piano.
Iter parlamentare e calendario operativo
L’emendamento, intitolato “Misure per la filiera automotive e la mobilità sostenibile”, è stato presentato al Senato e inserito tra quelli da trattare con priorità. Il ministero competente è chiamato a predisporre il programma entro il 30 marzo 2026.
Nei prossimi giorni la proposta verrà discussa a Palazzo Madama, con momenti di confronto sui dettagli tecnici e sulle fonti di finanziamento.












