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Il 2025 conferma una verità scomoda: nonostante tensioni geopolitiche e nuove sanzioni, la domanda mondiale di energia cresce ancora. A guidare i consumi resta il petrolio, con numeri che spingono a ripensare tempistiche e strategie della transizione energetica.
Consumi globali: dati e tendenze principali
I dati preliminari mostrano un aumento della richiesta energetica del 1,8% rispetto al 2024. Questo incremento è guidato dalla crescita demografica e dal miglioramento delle condizioni di vita nei paesi emergenti.
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- Petrolio: quota superiore al 33% del mix energetico, pari a circa 104,5 milioni di barili al giorno.
- Carbone: circa 27% del totale.
- Gas naturale: intorno al 25%.
- Rinnovabili: crescono, raggiungendo il 9% rispetto al 6% del 2015.
- Nucleare: poco sopra il 5%.
Questi numeri illustrano un mix ancora dominato dai combustibili fossili, nonostante l’espansione delle fonti verdi.
Proiezioni a breve e lungo termine: quando arriverà il picco?
Le previsioni per il 2026 indicano una domanda di petrolio in salita verso 105,5 milioni di barili al giorno. I modelli più recenti spostano il massimo della domanda molto più avanti del previsto.
Secondo le nuove stime, il picco globale non si verificherà prima del 2050. In quel periodo il consumo potrebbe toccare i 113 milioni di barili al giorno. Questo ritardo rispetto alle stime precedenti cambia la finestra temporale per politiche e investimenti.
Il caso Russia: produzione, sanzioni e rotte alternative
Nonostante le sanzioni adottate da Usa ed Ue tra ottobre e novembre 2025, la Russia ha mantenuto livelli di produzione stabili.
- Produzione intorno a 10 milioni di barili al giorno.
- Esportazioni stabili a circa 5 milioni.
Strategie di esportazione e strumenti di elusione
Dal 2022 Mosca ha ridefinito i percorsi commerciali del greggio Urals, spostando flussi verso mercati non allineati alle sanzioni. In modo particolare l’India ha aumentato significativamente le importazioni.
L’uso di una “flotta ombra” di petroliere e la pratica del riassegno delle merci hanno reso difficile il tracciamento. Questo crea una forte opacità sul reale surplus disponibile e altera i bilanci del commercio petrolifero.
Effetti sul sistema di raffinazione
La riassegnazione dei flussi ha spostato la lavorazione verso impianti extra-UE. Di conseguenza, alcune raffinerie europee hanno perso quote di mercato, mentre altre strutture hanno riempito il vuoto.
Composizione del mix energetico e segnali dal mercato
La lenta crescita delle rinnovabili convive con la resilienza dei fossili. Le cifre indicano un cambiamento graduale, non una rivoluzione immediata.
- Rinnovabili: progressi tecnici e calo dei costi sostengono la crescita.
- Gas e carbone rimangono rilevanti per domanda industriale e sicurezza energetica.
- Nucleare: ruolo stabile, con nuovi progetti in alcune aree.
Variabili che possono cambiare il quadro
Più fattori influenzeranno il futuro della domanda energetica. Alcuni potrebbero accelerare la transizione; altri, rallentarla.
- Evoluzione della mobilità elettrica e infrastrutture di ricarica.
- Politiche climatiche più stringenti e sistemi di carbon pricing.
- Innovazioni nella produzione e nello stoccaggio delle energie rinnovabili.
- Tensioni geopolitiche che modificano rotte commerciali e costi.
- Decisioni sulle capacità di raffinazione e sugli investimenti upstream.
Implicazioni per policy e investimenti
I numeri 2025-2026 suggeriscono che governi e operatori devono bilanciare decarbonizzazione e sicurezza degli approvvigionamenti. Le scelte di breve periodo influiranno sugli scenari al 2050.
Strategie industriali, incentivi alle rinnovabili e piani di adattamento delle infrastrutture saranno centrali per gestire la transizione senza shock sui mercati.












