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- Perché Samuelsson è tornato e quale urgenza affronta Volvo
- Impegno verso l’elettrico e il ruolo degli ibridi plug-in
- Rinnovare i plug-in: verso una seconda generazione più elettrica
- Infrastrutture di ricarica: la sfida europea
- EX60 e XC60: come cambiano la scelta dei clienti
- Alleanze tecnologiche: SPA3 e il contributo di Geely
- Produzione globale e la tendenza alla regionalizzazione
- Impatto sull’organico e prospettive occupazionali
Volvo ha richiamato al volante un uomo che conosce bene l’azienda per guidare la transizione verso l’elettrico. Håkan Samuelsson, già amministratore delegato per dieci anni, è tornato con un mandato chiaro: riallineare prodotti e software, velocizzare i lanci e accompagnare la Casa scandinava oltre le incertezze del mercato.
Perché Samuelsson è tornato e quale urgenza affronta Volvo
Rientrato in aprile per sostituire Jim Rowan, Samuelsson ha un contratto di due anni. Il problema immediato erano i ritardi legati al lancio della EX90, dovuti soprattutto a questioni software.
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L’obiettivo è mettere in carreggiata il programma prodotto prima dell’arrivo della EX60. Presentata e già ordinabile, la EX60 arriva in concessionaria in sei mesi. In Italia è attesa a metà luglio.
- Obiettivo: riallineare sviluppo e produzione.
- Priorità: correggere i ritardi software.
- Risultato atteso: lanciare la EX60 come pilastro della nuova fase Volvo.
Impegno verso l’elettrico e il ruolo degli ibridi plug-in
Volvo conferma l’orientamento verso l’elettrificazione totale della gamma. Tuttavia, i tempi restano un fattore critico. In passato la Casa parlava del 2030; ora il traguardo potrebbe spostarsi più avanti.
Samuelsson spiega che la transizione non può ignorare le condizioni reali dei clienti. Chi non ha accesso semplice alla ricarica domestica avrà bisogno di soluzioni diverse.
- Nel prossimo decennio la maggioranza dei modelli Volvo sarà elettrica.
- Gli ibridi plug-in rimangono una soluzione ponte per chi non può ricaricare facilmente.
- La EX60 è pensata per accelerare l’adozione con prezzi e autonomie competitivi.
Rinnovare i plug-in: verso una seconda generazione più elettrica
Volvo descrive una nuova fase per le ibride ricaricabili. Le prime PHEV avevano autonomie elettriche limitate. Se le plug-in dovranno restare sul mercato fino al 2035, servirà un’evoluzione.
La strategia punta a sviluppare PHEV che siano, di fatto, auto elettriche con un motore di riserva. Questo significa batterie più grandi e autonomia elettrica ampia.
La XC70 venduta in Cina, con 200 km di autonomia elettrica, è un esempio di tale direzione. Per ora il modello è sul mercato cinese, ma Volvo valuta di portarlo anche in Europa.
Infrastrutture di ricarica: la sfida europea
Samuelsson osserva che la diffusione delle EV dipende dalla rete di ricarica. Non basta solo vendere auto elettriche se non esistono punti di rifornimento diffusi.
La questione politica entra in gioco: la Commissione Europea ha rivisto le tempistiche sul divieto delle auto a combustione interna. Volvo non fa pressione politica, ma ritiene utili segnali chiari.
- Rete di ricarica capillare è essenziale per le vendite di massa.
- Programmi infrastrutturali paralleli devono accompagnare le regole sulle vendite.
- Samuelsson ritiene possibile installare le colonnine necessarie entro il 2035.
Il limite principale oggi resta la ricarica.
EX60 e XC60: come cambiano la scelta dei clienti
Con la EX60 elettrica e la XC60 termica/plug-in, Volvo si aspetta scelte differenziate. La Casa mira a mantenere margini simili su entrambe le varianti.
Chi sceglie cosa
- Chi ha la ricarica a casa è orientato verso la EX60 elettrica.
- Chi vive in città e non può ricaricare facilmente preferirà la plug-in.
- Prezzo e autonomia della EX60 sono pensati per competere con la versione termica.
In città dense come Milano, la plug-in rimane una soluzione pratica per molti clienti.
Alleanze tecnologiche: SPA3 e il contributo di Geely
Volvo punta sulla nuova piattaforma SPA3 per costruire auto esclusivamente elettriche. Questo è il cuore della visione futura.
Per soluzioni di transizione, la Casa non esclude la collaborazione con Geely. Non è possibile sviluppare tutto internamente senza condividere tecnologie.
- SPA3 sarà la base delle prossime Volvo elettriche.
- Per i plug-in di nuova generazione si valuterà il know‑how di Geely.
- L’obiettivo è smart: accelerare l’elettrico limitando gli investimenti duplicati.
Produzione globale e la tendenza alla regionalizzazione
Il mercato è sempre più regionale. Cina e Stati Uniti spingono per produzioni locali, anche per effetto di dazi e politiche industriali.
Volvo pianifica di costruire la XC60 negli USA per servire il mercato locale. La EX60 arriverà in America come importazione.
In Europa la Casa investe in nuove linee produttive: è in costruzione una fabbrica a Košice, in Slovacchia.
- Regionalizzazione per adattarsi a quote e tariffe.
- Produzione locale per ridurre costi e tempi di consegna.
- Espansione produttiva, non chiusure industriali.
Impatto sull’organico e prospettive occupazionali
Volvo ha ridotto circa 3.000 posizioni, maggiormente nell’area impiegatizia. I tagli non hanno coinvolto la produzione.
L’azienda dichiara di espandere la capacità produttiva a livello globale, concentrando gli investimenti sulle fabbriche che serviranno la transizione elettrica.












