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- Perché Honda rivede la strategia verso l’elettrico
- Modelli cancellati: cosa sparisce dalla roadmap
- Le ragioni industriali: competitività e costi
- Quanto peserà il dietrofront sul bilancio
- Misure sul management e tagli internazionali
- Nuovi equilibri tecnologici: più ibrido, meno batteria
- Reazione del mercato e prospettive future
Honda cambia rotta e mette in pausa parte della sua offensiva elettrica. La storica casa giapponese ha annunciato tagli, cancellazioni di modelli e un pesante adeguamento contabile. Dietro la svolta ci sono tensioni geopolitiche, scelte politiche negli Stati Uniti e la pressione dei concorrenti cinesi. Ecco cosa succede, quanto costa e quali sono le mosse previste per salvare i conti.
Perché Honda rivede la strategia verso l’elettrico
La decisione non nasce da un singolo evento. È il risultato di un mix di fattori esterni e interni che hanno reso l’elettrificazione più rischiosa e meno vantaggiosa.
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- Dazi e politiche Usa: la nuova fase politica a Washington ha cambiato gli incentivi e aumentato i rischi per chi investe negli Stati Uniti.
- Concorrenza cinese: costruttori emergenti offrono EV a costi più bassi e hanno accelerato su scala produttiva.
- Mercato in evoluzione: la domanda di auto elettriche in Nord America sta rallentando rispetto alle attese.
- Pressione sui margini: i ricavi dei modelli tradizionali sono calati, riducendo la capacità di finanziare l’innovazione.
Modelli cancellati: cosa sparisce dalla roadmap
Honda ha deciso di interrompere lo sviluppo di tre progetti EV previsti negli Stati Uniti. La scelta riguarda sia vetture SUV sia berline di segmento medio.
- 0 Series: la gamma “0 Series”, nella sua versione SUV e berlina, non andrà più in produzione come EV negli Stati Uniti.
- Acura RSX: il progetto dell’Acura RSX elettrica è stato cancellato.
Queste cancellazioni segnano una battuta d’arresto rispetto agli obiettivi di emissioni e alla tabella di marcia verso la neutralità carbonica che Honda aveva annunciato.
Le ragioni industriali: competitività e costi
Secondo la casa, la sfida principale è stata offrire prodotti che risultassero competitivi rispetto ai nuovi attori dell’EV. Honda sostiene di non aver raggiunto il miglior rapporto tra qualità e prezzo in questo contesto.
La perdita di margini sulle vetture a benzina e ibride ha inoltre limitato le risorse disponibili per gli investimenti elettrici. Di conseguenza la casa ha deciso di puntare con più forza sulle tecnologie ibride.
Quanto peserà il dietrofront sul bilancio
I numeri comunicati indicano un impatto finanziario significativo. Honda ha previsto svalutazioni e oneri che cambieranno il risultato dell’anno fiscale.
- Stima massima degli oneri: circa 2.500 miliardi di yen (intorno a 14 miliardi di euro al cambio attuale).
- Oneri operativi diretti: fino a 1.120 miliardi di yen per cancellazioni, svalutazioni e riorganizzazioni.
- Perdita netta attesa: fino a 690 miliardi di yen (circa 3,76 miliardi di euro).
- Risultato operativo: da un previsto utile si passa a una perdita stimata tra 270 e 570 miliardi di yen.
Honda avverte che queste cifre sono stime preliminari. L’esposizione ai rischi di mercato può modificare gli importi finali.
Misure sul management e tagli internazionali
La cultura aziendale giapponese ha portato il vertice a fare passi concreti in termini di responsabilità. Alcune riduzioni salariali e rinunce ai bonus sono state annunciate per la fascia dirigenziale.
- Presidente e vicepresidente: rinuncia al 30% dello stipendio per tre mesi e al 100% dei bonus.
- Manager della divisione auto: taglio salariale indicato intorno al 20% per la prima linea.
Nuovi equilibri tecnologici: più ibrido, meno batteria
La riorientazione strategica prevede una forte attenzione alle soluzioni ibride. Honda ridurrà investimenti pur mantenendo alcuni programmi di elettrificazione, ma con priorità diverse.
Priorità previste
- Consolidare piattaforme ibride affermate.
- Rivalutare progetti EV con focus sul ritorno economico.
- Ottimizzare la produzione per arginare l’impatto dei dazi.
Reazione del mercato e prospettive future
Gli analisti attendono segnali su come Honda reindirizzerà capitale e competenze. Il raffronto con i produttori cinesi rimane il nodo centrale.
Se la domanda di EV dovesse riprendersi o se cambiasse il quadro normativo, Honda potrebbe rivedere nuovamente i piani. Per il momento l’azienda ha scelto la prudenza per proteggere la redditività.












