Componentistica automotive in crisi: Anfia avverte, i costruttori non investono

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La seconda tappa del roadshow dedicato all’edizione 2025 dell’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana si è svolta a Brescia. L’incontro, promosso da ANFIA e dalla Camera di commercio di Torino, ha messo sotto i riflettori la paura diffusa tra gli imprenditori: senza certezze normative e infrastrutture adeguate, gli investimenti si bloccano e la filiera rischia di perdere terreno.

Allarme investimenti: le parole dei protagonisti della filiera

Sul palco è intervenuto Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia e imprenditore nel settore powertrain. Ha evidenziato come la mancanza di un quadro certo stia frenando i piani industriali dei costruttori.

Secondo Streparava, l’assenza di prospettive chiare porta a riduzione degli investimenti, meno innovazione e ricadute negative sui fatturati aziendali.

Il messaggio è chiaro: problemi come costi del lavoro, burocrazia ed energia aggravano una situazione già critica. Per molte aziende la riconversione verso altri settori è impraticabile.

Made in Europe sotto pressione: investire per mantenere la leadership

Roberto Saccone, presidente della Camera di commercio di Brescia, ha richiamato la necessità di un salto di qualità per sostenere la competitività industriale.

La leadership nella componentistica non si difende per inerzia, ha spiegato Saccone, che ha indicato investimenti, innovazione e collaborazione come leve decisive.

Marco Stella, alla guida del Gruppo Componenti ANFIA, ha aggiunto che la pressione competitiva internazionale, in particolare da attori cinesi, richiede strumenti politici mirati.

Le proposte in campo per sostenere la produzione europea

  • Introdurre criteri di contenuto locale per accesso a incentivi e appalti.
  • Promuovere l’Industrial Accelerator Act per rafforzare la manifattura.
  • Favorire reti di imprese e progetti di open innovation.

Normative UE: il nodo di CBAM, ETS e l’incertezza regolatoria

Il dibattito ha posto al centro i regolamenti europei che stanno guidando la transizione energetica.

Molti imprenditori temono che strumenti come CBAM e ETS possano pesare sulla competitività se applicati senza misure compensative.

La richiesta è che il quadro normativo sostenga la transizione, senza trasformarsi in un freno per gli investimenti industriali.

Come stanno rispondendo le imprese: strategie pratiche

Le aziende della filiera reagiscono con azioni concrete per proteggere fatturato e occupazione.

  • Diversificazione produttiva verso comparti affini.
  • Investimenti in elettrificazione e nuove architetture di veicolo.
  • Formazione per nuove competenze tecniche e digitali.
  • Ricerca di mercati esteri e nuove partnership commerciali.

Queste mosse aiutano a mitigare il rischio, ma richiedono tempo e supporto politico-finanziario.

Quali misure servono per sostenere la filiera e il lavoro

I relatori hanno indicato una serie di interventi utili a difendere il tessuto produttivo europeo.

  • Sistemi di incentivi legati a contenuti locali e filiera nazionale.
  • Maggior chiarezza normativa per programmare investimenti pluriennali.
  • Semplificazione burocratica e riduzione dei costi energetici.
  • Politiche attive per la formazione e la riqualificazione dei lavoratori.
  • Appalti pubblici che privilegino prodotti con alto valore industriale europeo.

ANFIA sostiene che queste azioni siano cruciali per la resilienza industriale e occupazionale del comparto.

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