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- Da dove nasce l’idea della Tuono: restomod e corse off‑road
- Il legame con la Futurista e la reinterpretazione elettrica
- Fattori che hanno bloccato la produzione
- Visione industriale: da garage a piccolo costruttore
- Le riflessioni di Amos sul mercato EV e il lusso
- Coerenza progettuale: un’auto “bastarda” che piace
- Le aspettative del pubblico e la strategia dei produttori tradizionali
- Cosa resta del progetto e gli scenari futuri
Quando Eugenio Amos immaginò la Tuono voleva un oggetto unico: l’eleganza di un restomod con l’anima robusta dei fuoristrada da competizione. L’idea nacque come un esperimento audace, capace di mettere insieme heritage, performance e tecnologia elettrica. Quel progetto, presentato tra amici nel 2021, è rimasto però sulla carta: una storia di ambizione, dubbi industriali e scenari di mercato che hanno cambiato il destino dell’auto.
Da dove nasce l’idea della Tuono: restomod e corse off‑road
La Tuono non era pensata come una riproduzione fedele del passato. L’obiettivo era far convivere linee classiche e dettagli moderni. Automobili Amos immaginava un’auto che potesse uscire dal garage ogni giorno, ma che portasse con sé il sapore delle competizioni cross country e dei buggy della Dakar.
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Il progetto puntava a essere esclusivo come un restomod, ma pratico quanto basta per l’uso quotidiano. Il team si confrontò su estetica e soluzione tecnica per creare qualcosa che non si vedesse in giro.
Il legame con la Futurista e la reinterpretazione elettrica
La Tuono nasce in parte dal successo della Futurista. Quella vettura aveva dimostrato che reinterpretare un modello iconico poteva funzionare. Con la Tuono si voleva tentare un’operazione simile, ma con motorizzazione elettrica.
La sfida era: conservare il carattere e l’irriverenza della Futurista e trasferirle su una piattaforma nuova. Era un tentativo di trasformare lo slancio creativo in prodotto moderno.
Fattori che hanno bloccato la produzione
Il progetto si è arenato per una serie di motivi concreti e di mercato. Alcuni erano tecnici, altri legati al contesto globale dell’auto elettrica.
Le cause principali
- Infrastrutture di ricarica ancora insufficienti per garantire un uso quotidiano senza compromessi.
- Tempi di ricarica promessi ma non sempre concreti nella pratica.
- Un cambiamento nelle priorità del cliente premium: ricerca di coinvolgimento emotivo oltre alle prestazioni pure.
- Una bolla di investimenti sull’elettrico che, col tempo, ha perso parte del suo fascino per le superbe auto da sogno.
- La competizione crescente: marchi come Rimac, Pininfarina e altri hanno spostato il mercato e le aspettative.
Visione industriale: da garage a piccolo costruttore
Dietro la Tuono c’era anche l’ambizione di trasformare Automobili Amos. Il piano prevedeva di passare da officina creativa a produttore capace di rispettare standard industriali.
L’obiettivo realistico era costruire una serie limitata, magari intorno al migliaio di unità. Questo avrebbe significato adeguare processo produttivo, certificazioni e supply chain.
Le riflessioni di Amos sul mercato EV e il lusso
Eugenio Amos ha più volte spiegato che la scelta di non procedere è legata a ragioni profonde del mercato. Da un lato l’elettrico è promettente; dall’altro, non soddisfa sempre il bisogno di emozione degli acquirenti di fascia alta.
Secondo Amos, il valore di un’auto premium non può essere ridotto a uno 0‑100 o al dato di velocità massima. Chi compra certe automobili cerca connessione e personalità.
Coerenza progettuale: un’auto “bastarda” che piace
Nonostante il giudizio critico sull’EV in alcuni ambiti, la Tuono restava un progetto coerente. Era una macchina ibrida nel senso di linguaggio: stava tra più mondi e non si adattava alle categorie comuni.
Il termine “bastarda” è stato usato per sottolineare questa natura: non una sportiva pura, non un SUV, non una city car. Una proposta fuori dagli schemi.
Le aspettative del pubblico e la strategia dei produttori tradizionali
Quando la Tuono venne pensata, molte case puntavano sull’elettrificazione. Alcune conferme di progetti da parte di grandi nomi avevano reso il panorama incandescente.
Ma la spinta non ha prodotto un consenso unanime. I grandi OEM faticano a intercettare certe nicchie creative che piccoli costruttori riescono a esplorare.
Cosa resta del progetto e gli scenari futuri
Il progetto Tuono rimane nel vivavoce di chi lo ha immaginato. Alcuni elementi tecnici e estetici potrebbero tornare in futuro. La casa conserva un patrimonio di idee e competenze.
Sul tavolo rimangono domande aperte su quando e come rilanciare un’auto simile, se il mercato tornerà a premiare quella miscela di heritage e tecnologia.












