Remake primo Uncharted bocciato dal designer: ecco perché

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Il dibattito sui remake nei videogiochi continua a infiammare fan e addetti ai lavori. Tra i titoli più discussi c’è Uncharted: mentre alcuni franchise vengono riproposti per nuovi pubblici, il designer che ha lavorato ai primi capitoli mette in dubbio il senso di rifare il primo episodio, Drake’s Fortune.

Quando un remake ha senso secondo chi l’ha fatto

Benson Russell, tra i progettisti dei primi due Uncharted, distingue i casi in cui un rifacimento è giustificato da quelli in cui è superfluo. Per lui, i remake funzionano quando il gioco originale ha limiti tecnici o di fruizione che ostacolano l’accesso ai giocatori moderni.

Studio di progettazione videogiochi con designer al lavoro su mockup e prototipi
I criteri per un remake riuscito secondo i progettisti originali

  • Problemi di giocabilità: controlli obsoleti o interfacce scomode possono essere una vera barriera.
  • Accessibilità: aggiornare meccaniche e compatibilità è utile per far scoprire un classico a nuove generazioni.
  • Valore storico: alcune opere meritano un restauro per preservarne l’importanza culturale.

Russell porta l’esempio di titoli il cui rifacimento ha senso proprio per risolvere questi limiti, senza però entrare nel merito di cambiamenti di trama o tono.

Perché rifare Drake’s Fortune sarebbe controverso

Secondo il designer, Drake’s Fortune resta vivo nell’immaginario collettivo. Questo rende incerta la necessità di un remake, dato che esistono già versioni giocabili sulle console odierne.

  • La storia originale forma l’identità del gioco.
  • Rifare scene chiave rischia di alterare lo spirito del titolo.
  • I fan potrebbero vedere il progetto come una mossa commerciale.

Rifare un primo capitolo può significare riscriverne l’anima. Per Russell, cambiare scene e sequenze cruciali per adattarle a nuovi standard narrativi è un azzardo creativo.

La posizione del progettista: creatività contro mercificazione

Chi è Benson Russell

Benson Russell ha contribuito alla progettazione di Uncharted 1 e 2. La sua esperienza lo porta a valutare i remake anche dal punto di vista della coerenza artistica.

Il suo punto di vista sul remake di Uncharted

Russell non vede un reale bisogno di rifare Drake’s Fortune. Per lui, un remake di quel tipo rischia di trasformarsi in un prodotto pensato più per il fatturato che per migliorare l’opera.

Meglio non toccare il primo capitolo se l’obiettivo è solo incassare, sostiene, preferendo soluzioni che rispettino l’opera originale.

Cosa può fare l’industria al posto di un remake integrale

Se l’intento è rinnovare l’esperienza senza tradire l’opera, ci sono alternative pratiche e meno invasive.

Alternativa al remake: aggiornamenti tecnici e remaster per preservare l'opera originale
Remaster e aggiornamenti mirati come alternative al remake integrale

  1. Remaster tecnici per compatibilità e risoluzione.
  2. Aggiornamenti mirati a controlli e accessibilità.
  3. Edizioni anniversary con contenuti extra, senza riscrivere la storia.
  4. Nuovi capitoli che rispettino l’eredità narrativa.

Queste scelte permettono di conservare il nucleo originale e di offrire qualcosa di nuovo ai giocatori.

Il confronto con altre produzioni recenti

Il dibattito non riguarda solo Uncharted. Rifacimenti come quello di The Last of Us hanno diviso pubblico e critica. Per alcuni, aggiornare un classico è necessario; per altri, è una forzatura.

  • Rifacimenti apprezzati per miglioramenti tecnici.
  • Rifacimenti criticati per perdita di autenticità.
  • Il consenso spesso dipende dal rapporto tra cambiamento e rispetto dell’opera.

Nel caso di Drake’s Fortune, la domanda chiave rimane: cosa pesa di più, il desiderio di modernizzare o la necessità di preservare?

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