Stellantis a Bruxelles: tre mosse shock per salvare l’automotive europeo

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Un appello chiaro e urgente da parte di Stellantis arriva fino a Bruxelles: servono decisioni immediate per non perdere terreno nella competizione globale dell’auto. A parlare è Emanuele Cappellano, responsabile Europa del gruppo, che in un evento legato al lancio della nuova Lancia Gamma ha tracciato le priorità per rilanciare il settore.

Stellantis spinge per interventi immediati a Bruxelles

Cappellano ha chiesto alle istituzioni europee di muoversi in fretta. Secondo il manager, il tempo a disposizione dell’industria è limitato e servono segnali concreti. La strategia europea deve diventare più pratica e meno teorica, ha sottolineato, per evitare che la produzione si sposti definitivamente fuori dal continente.

Le tre leve per salvare l’automotive europeo

1. Incentivi per le auto compatte ed elettriche accessibili

Il primo punto riguarda le vetture di piccole dimensioni. Cappellano ha proposto misure che favoriscano sia la produzione sia l’acquisto di city car elettriche. Bonus mirati potrebbero rendere le auto compatte economicamente sostenibili per famiglie e commercianti.

Auto compatta elettrica in esposizione con famiglia vicino
Le city car elettriche compatte potrebbero beneficiare di nuovi incentivi.

2. Rafforzare il Made in UE e le catene locali

Il secondo obiettivo è la ricostruzione delle filiere in Europa. Più componenti prodotti nel continente significherebbero meno dipendenza da forniture esterne e una maggiore resilienza industriale. Incentivi alla produzione locale e misure per attrarre investimenti nelle supply chain sono centrali.

3. Supporto ai veicoli commerciali leggeri

I van e i mezzi per la logistica urbana sono strategici per le città. Cappellano li ha definiti un pilastro per il funzionamento delle reti urbane. Favorire la loro elettrificazione e produzione europea aiuta anche la mobilità delle imprese.

Proposte concrete: cosa chiedere all’UE

  • Bonus all’acquisto per veicoli elettrici compatti.
  • Agevolazioni fiscali per gli investimenti nelle catene di fornitura locali.
  • Finanziamenti per la transizione tecnologica negli stabilimenti.
  • Incentivi specifici per i veicoli commerciali leggeri elettrici.
  • Misure per sostenere la domanda interna, soprattutto delle PMI.

Sostegno a famiglie e PMI per rinnovare il parco circolante

Nel suo intervento, Cappellano ha sottolineato il ruolo delle famiglie e delle piccole e medie imprese nel rinnovo del parco auto. Agevolare l’acquisto di vetture meno inquinanti significa alleggerire il parco circolante e stimolare la domanda di nuovi modelli prodotti in Europa.

La nuova Lancia Gamma, costruita nello stabilimento di Melfi, è stata citata come esempio di dialogo tra industria e istituzioni. Secondo il manager, il progetto nasce da un confronto costruttivo e da segnali politici positivi.

Stabilimenti italiani al centro della strategia industriale

Stellantis conferma i piani di investimento per l’Italia. Tra gli stabilimenti coinvolti ci sono Melfi, Pomigliano e Atessa. Gli investimenti mirano a modernizzare gli impianti e a consolidare la produzione nazionale.

Linea di assemblaggio in uno stabilimento automobilistico italiano
Gli stabilimenti di Melfi, Pomigliano e Atessa sono al centro degli investimenti.

  • Melfi: hub per modelli strategici e piattaforme ibride ed elettriche.
  • Pomigliano: riconversione produttiva e aumento della capacità industriale.
  • Atessa: potenziamento delle linee e integrazione nella filiera europea.

Questi interventi dovrebbero rafforzare il ruolo dell’Italia nella rete produttiva del gruppo e garantire occupazione specializzata.

La diplomazia italiana: il non-paper e il ruolo di Adolfo Urso

Il ministro Adolfo Urso ha ribadito l’iniziativa italiana nella revisione delle policy europee. Nel settembre 2024 l’Italia, insieme a Repubblica Ceca e Ungheria, ha presentato un non-paper per ripensare la politica industriale dell’auto in UE.

Quel documento ha poi raccolto l’adesione di grandi Paesi e di case automobilistiche, tra cui Francia, Germania e gruppi come Stellantis. L’obiettivo è trasformare il consenso politico in regole concrete che sostengano la produzione europea.

Cosa aspettarsi nei prossimi incontri a Bruxelles

Nei prossimi mesi i governi produttori cercheranno di tradurre le proposte in emendamenti e atti normativi. Le discussioni riguarderanno norme sui bonus, la localizzazione delle forniture e strumenti finanziari per la transizione tecnologica.

Il rischio principale è che l’inerzia politica ritardi decisioni decisive. Per questo motivo l’industria e i governi produttori spingono per scelte rapide e misure concrete.

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