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- La rivendicazione, il sito scomparso e la richiesta di riscatto
- Indagini in Italia: cosa cercano gli inquirenti
- Cosa dicono i presunti dati sottratti
- Rischi per i clienti Revolut: conti al sicuro, privacy a rischio
- Il ruolo della PEC e le vulnerabilità emerse
- Implicazioni pratiche e come proteggersi
- Elementi ancora incerti e passi successivi delle indagini
Un gruppo di cybercriminali ha annunciato di possedere dati sensibili di clienti di Revolut, ha chiesto un riscatto milionario e poi è scomparso online. L’allarme ha acceso i riflettori sulle indagini italiane, che cercano di capire se parte delle informazioni provenga dai sistemi del Ministero dell’Interno. Ecco cosa sappiamo finora e quali sono le implicazioni per la privacy e la sicurezza.
La rivendicazione, il sito scomparso e la richiesta di riscatto
Il collettivo noto come IAmNotVillain ha pubblicato prove che, secondo loro, dimostrerebbero il possesso di dati sensibili riconducibili ai clienti di Revolut. Subito dopo la diffusione della rivendicazione, il portale usato per l’annuncio è stato disattivato.
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Rimane in piedi la richiesta economica: i ricattatori avrebbero chiesto circa 3 milioni di dollari. In mancanza di pagamento, hanno minacciato di pubblicare il materiale sottratto.
Indagini in Italia: cosa cercano gli inquirenti
Le autorità italiane hanno aperto accertamenti per stabilire l’origine dei dati. Al momento non ci sono conferme ufficiali di un’esfiltrazione dai sistemi del Viminale.

Chi coordina le verifiche
Le indagini sono seguite dalla Procura di Reggio Calabria, che punta a ricostruire la catena di accesso alle informazioni. Tra gli elementi sotto la lente c’è il possibile uso di una casella PEC compromessa della Prefettura locale.
- Verifica delle tracce di accesso ai server.
- Analisi delle comunicazioni interne eventualmente sottratte.
- Accertamento del coinvolgimento di enti pubblici.
Cosa dicono i presunti dati sottratti
I soggetti che rivendicano l’operazione affermano di aver esfiltrato circa 147 GB di file. Tra i documenti citati compaiono anche messaggi interni e comunicazioni tra dipendenti.
Non tutte le affermazioni sono state verificate in modo indipendente. Le autorità stanno analizzando i file per determinare autenticità e origine.
Rischi per i clienti Revolut: conti al sicuro, privacy a rischio
Secondo quanto comunicato, i fondi sui conti non risultano direttamente compromessi. Tuttavia, la diffusione di dati dettagliati espone gli utenti a pericoli concreti.
- Maggiore rischio di truffe mirate e ingegneria sociale.
- Possibile uso di informazioni personali per furti d’identità.
- Compromissione della sicurezza digitale a livello individuale.
Fonti indicano che tra gli interessati figurano persone residenti soprattutto in Francia e Svizzera, oltre che in altri Paesi, Italia compresa.
Il ruolo della PEC e le vulnerabilità emerse
La vicenda riporta al centro del dibattito la sicurezza della posta elettronica certificata (PEC). I sospetti sul furto partono dall’uso di una casella PEC compromessa che avrebbe permesso l’accesso a documenti ritenuti sensibili.

Questo episodio solleva due questioni:
- La robustezza delle procedure di autenticazione legate a caselle istituzionali.
- La necessità di aggiornare controlli e monitoraggio su accessi sospetti.
Implicazioni pratiche e come proteggersi
Anche in assenza di conferme definitive, utenti e organizzazioni devono adottare misure di prudenza.
- Controllare con attenzione comunicazioni sospette o richieste via email.
- Attivare l’autenticazione a due fattori dove possibile.
- Segnalare alle autorità tentativi di estorsione o phishing.
- Verificare movimenti insoliti sul conto e aggiornare le password.
Elementi ancora incerti e passi successivi delle indagini
Molti punti restano da chiarire: l’effettiva provenienza dei file, la dimensione reale dei dati sottratti e il coinvolgimento di enti pubblici. Le verifiche forensi potrebbero richiedere tempo.
Gli investigatori stanno inoltre ricostruendo la timeline degli eventi per capire quando e come l’accesso sia stato ottenuto, e se esistano altri sistemi vulnerabili collegati.












