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Un nuovo prototipo di gru pensata per la Luna ha superato le prove in laboratorio dell’ESA, dimostrando la capacità di trasferire e collocare carichi pesanti lontano da un lander. Il sistema mira a risolvere uno dei problemi pratici più pressanti delle missioni lunari: scaricare e posizionare strumenti e materiali a distanza di sicurezza rispetto al veicolo di atterraggio.
Il test del Loader: chi lo ha sviluppato e dove è stato provato
Il progetto si chiama Loader ed è nato dalla collaborazione tra l’istituto di ricerca rumeno COMOTI e l’azienda Initium Space. Il prototipo è stato finanziato e sostenuto dal Technology Development Element (TDE) dell’ESA.
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Le prove sono avvenute nel Planetary Robotics Laboratory dell’ESA nei Paesi Bassi. Qui il modello in scala ha movimentato una replica di carico per verificarne precisione e affidabilità in condizioni controllate.
Perché serve una gru sulla Luna
I lander europei come Argonaut trasporteranno carichi importanti, ma non basta portarli: bisogna anche scaricarli e posizionarli nel punto giusto.
- Argonaut, sviluppato da un consorzio guidato da Thales Alenia Space Italia, ha un contratto di circa 862 milioni di euro.
- Il lancio è previsto su un razzo Ariane 64 e l’obiettivo è il polo sud della Luna, con un primo allunaggio fissato per il 2030.
- Ciascun lander potrà trasportare fino a 1500 kg di carico: rover, strumenti e componenti per infrastrutture.
Alcuni strumenti scientifici devono essere collocati a distanza dal lander per evitare interferenze. Per queste operazioni servono soluzioni che estendano la portata oltre il braccio robotico tradizionale.
Come funziona il prototipo e cosa dimostrano i test
Il modello provato in laboratorio solleva circa 30 kg in condizioni terrestri. Vista la gravità lunare molto più bassa, questo corrisponderebbe a una capacità operativa superiore sulla superficie della Luna.
- In Terra: capacità di sollevamento del prototipo ~30 kg.
- Sulla Luna: la stessa forza si tradurrebbe in oltre 180 kg utili per la missione.
- La versione operativa sarà più larga e robusta e potrà gestire fino a 1 tonnellata di materiale grazie anche alla bassa gravità.
Gunter Just, ingegnere robotico dell’ESA, ha sottolineato che i test mirano a confermare precisione e affidabilità del meccanismo in ambiente controllato. Il salto alla versione definitiva richiederà componenti ingegneristici e scale maggiori.
Componenti meccaniche e sistema di presa
La gru è progettata con una base stabilizzante, un braccio articolato e due pinze finali con funzioni diverse.

- Base con sistema di livellamento che mantiene la gru perpendicolare anche su terreni inclinati.
- Braccio con due giunti per estendere la portata fino a diversi metri.
- Pinza primaria passiva a molla, capace di bloccare il carico senza consumare energia.
- Pinza secondaria alimentata a batteria, in grado di ruotare e orientare l’oggetto con maggiore precisione.
Queste soluzioni riducono il consumo energetico e aumentano la robustezza operativa in ambienti estremi.
Progettazione per il lancio e il dispiegamento sulla Luna
La gru verrà trasportata ripiegata sul ponte di carico del lander e si aprirà solo dopo l’atterraggio. Questo riduce ingombri durante il volo e protegge i componenti sensibili.
Sistema di stivaggio e sequenza di apertura
- Meccanica compatta per il trasporto durante il lancio.
- Gestione cavi dedicata per evitare grovigli durante il dispiegamento.
- Sequenza di apertura predefinita e studiata per operare in autonomia o sotto comando dalla Terra.
Daniel Useriu di COMOTI ha spiegato che l’attenzione al sistema di cavi e alla procedura di apertura rende l’unità facile da controllare e affidabile in fase di dispiegamento.
Ruolo nelle future missioni e possibili sinergie
Una gru come Loader non serve solo a un singolo lander. Può diventare un elemento utile per molte missioni europee e per la costruzione di infrastrutture lunari.
- Supporto al posizionamento di strumenti scientifici lontano dal lander.
- Aiuto nell’assemblaggio di moduli e componenti per basi permanenti.
- Integrazione con progetti ESA come OASIS, che punta a fornire energia e comunicazioni alla superficie.
La possibilità di depositare apparecchiature a distanza e in punti precisi apre nuove opportunità per la ricerca e per le future attività umane sulla Luna.











