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Il blocco totale dell’accesso ai siti per adulti dai dispositivi in Italia non si è materializzato ieri. L’autorità ha rimandato il giro di vite vero e proprio, lasciando però regole già in vigore per chi opera nel paese. Le conseguenze pratiche, per ora, sono un mix di soluzioni provvisorie, servizi che si adeguano e piattaforme che prendono tempo o tappano l’accesso dall’Italia.
Tempistiche e regole: cosa cambia subito e cosa dopo
AGCOM ha chiarito le scadenze: l’obbligo di introdurre sistemi di verifica dell’età è già operativo per i portali che hanno sede o operano dall’Italia. I siti esteri hanno invece più tempo per aggiornarsi. Il termine per l’adeguamento completo è fissato per l’1 febbraio 2026.
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Questo ha creato una fase transitoria in cui gli utenti italiani trovano soluzioni molto diverse tra loro. Alcune sono efficaci, altre sono puramente cosmetiche.
Chi ha già introdotto un vero controllo età e chi no
Dall’elenco pubblicato dall’autorità emergono numeri chiari: su circa 45 siti segnalati, solo pochi hanno adottato un sistema di controllo solido. La maggior parte propone ancora il semplice pulsante “Sono maggiorenne” o opzioni simili.
- Piattaforme più note: siti come Pornhub e Youporn al momento non bloccano l’accesso.
- Soluzioni non valide: alcuni portali chiedono solo l’anno di nascita tramite menu a tendina. Nulla che possa essere considerato una verifica reale.
Esempi concreti di implementazioni
- Olecams: ha adottato la tecnologia di autenticazione di Emblem insieme al servizio VerityGuard. L’utente scansiona un codice QR e, nelle visite successive, può confermare l’identità via SMS o app.
- SuperPorn: richiede solo la selezione dell’anno di nascita. Un controllo facile da aggirare.
- Clip4sale: dichiara di aver integrato un fornitore terzo per la verifica e garantisce crittografia dei dati. Offre un credito di accesso come incentivo.
- Chaturbate: mette a disposizione due opzioni, il sistema di anonimizzazione di Yoti o il riconoscimento facciale fornito da Incode.
- Bang: ha temporaneamente bloccato l’accesso dall’Italia per evitare non conformità. Nella comunicazione cita esplicitamente standard come SPID, CIE 3.0 e eIDAS.
Modalità tecniche a confronto e rischi per la privacy
I metodi adottati vanno dal semplice auto-dichiararsi maggiorenni a sistemi avanzati di riconoscimento. Ecco i principali approcci:
- Verifica basata su dati inseriti manualmente (anno di nascita).
- Autenticazione via SMS o app dedicata con login ripetuto.
- Scansione QR per collegare un’identità temporanea all’accesso.
- Riconoscimento facciale per confrontare volto ed età.
- Sistemi di identità digitale che preservano l’anonimato, come Yoti.
La scelta della tecnica influisce sulla tutela della privacy. Alcuni utenti potrebbero rifiutare il riconoscimento facciale. Per altri, l’invio di dati sensibili a terze parti solleva dubbi legittimi.
SPID non basta: cosa ha detto AGCOM e qual è la soluzione prevista
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, SPID non è stato indicato come la soluzione ideale. AGCOM ha sottolineato che non garantisce pienamente il principio del doppio anonimato richiesto. Per questo è in sviluppo un sistema alternativo.
Un’applicazione specifica è in corso di realizzazione da PagoPA, in collaborazione con il Dipartimento per la trasformazione digitale e la Zecca dello Stato. Il lancio non è previsto prima del prossimo anno, lasciando un periodo di incertezza per operatori e utenti.
Quante piattaforme sono effettivamente italiane e cosa rischiano
Dalla lista di AGCOM risultano appena due siti riconducibili a società italiane: Hentai ita e Giochi Premium. Entrambi appartengono allo stesso gruppo lombardo.
Per i domini nazionali l’obbligo di adeguamento è immediato. L’autorità tornerà a verificare la conformità delle piattaforme nel corso dei prossimi mesi, con un controllo più stringente in vista della scadenza formale.












