Mostra sommario Nascondi sommario
Stanco delle telefonate indesiderate e delle proposte improbabili dei call center, un pensionato bretone ha scelto una strategia degna di una commedia: rispondere sempre, ma con ironia tagliente e qualche ingenioso depistaggio. Il risultato? Più che fastidi… autentici spettacoli telefonici!
L’epidemia delle chiamate indesiderate: come ci si difende?
In un mondo sommerso dall’assedio dei call center, ognuno di noi ha sviluppato il suo vaccino contro questa moderna piaga: c’è chi riaggancia all’istante (persone molto decise, o semplicemente allergiche al telefono), chi preferisce ignorare tutti i numeri sconosciuti (a rischio però di perdere qualche chiamata importante) e chi si arrende, più o meno rassegnato, a rispondere. Ma Georges, pensionato di La Richardais, vicino a Dinard (Ille-et-Vilaine), ha inventato una terza via, ben più divertente.
Georges e la sua arma segreta: la fantasia
Georges, a differenza di molti, non possiede né un cellulare né una mail: per precauzione risponde sempre al telefono, visto che è la sua unica finestra di comunicazione. Dal maggio 2019 ha iniziato a segnare uno per uno i numeri da cui riceve chiamate: ad oggi, ne ha raccolti almeno 1.700 (altro che agenda del cuore!). Nel frattempo, invece che sbuffare e lamentarsi, ha deciso di girare la frittata ai suoi “molestatori”… Facendo loro perdere il filo con racconti al limite dell’assurdo.
Galaxy H1: in arrivo le cuffie over-ear di Samsung
Lenovo a IFA 2026: due notebook super sottili, uno con display OLED espandibile
- Non solo memorizza ogni numero sospetto, ma spesso si diverte a “tenere impegnati” i call center, rispondendo con storie fuori dai canoni.
- Capita che faccia perdere completamente la bussola agli operatori, costringendoli spesso a interrompere la chiamata tra l’imbarazzo e lo stupore.
La gag diventa ‘criminale’? Ecco la risposta che ha sbalordito tutti
Recentemente Georges ha dato prova del suo spirito visionario: rispondendo a una chiamata sospetta che gli proponeva una formazione tramite il CPF (Compte Personnel de Formation), argomento assai gettonato nelle truffe telefoniche, ha inscenato una commedia dalle tinte forti. “Ho risposto che ero interessato a fare una formazione, che ero un commerciale… Che attraversavo la Spagna fino ad Algesiras per poi rifornirmi a Marrakech. Che vendevo droga, insomma. Ovviamente, hanno riattaccato subito”, racconta compiaciuto.
Evidentemente non tutti gli operatori erano preparati a una clientela così intraprendente! Ma le sorprese non finiscono qui: qualche volta Georges si diletta in giochi di parole, come quando ha assicurato all’ennesimo chiamante che una certa Sarah Croche della stessa azienda l’aveva già contattato… Sì, una fantasia che avrebbe fatto invidia a un cabarettista di razza.
L’umorismo non sempre paga: minacce, insulti (e un impegno civico)
Non tutta però la platea telefonica apprezza l’ironia di Georges. Alcuni, colti in fallo dalle sue trovate, si sono sentiti beffati e non hanno mancato di insultarlo o addirittura minacciarlo, sostenendo di sapere dove abita. Insomma, non tutti sanno ridere di sé! Lasciando l’aneddotica, c’è da dire che Georges non si limita solo a fare lo spiritoso: ha anche trasmesso tutta la lista dei numeri ricevuti al deputato di Saint-Malo, Jean-Luc Bourgeaux, in vista di una proposta di legge per regolamentare meglio il telemarketing.
Conclusione: tra auto-difesa, protesta e ironia
Se la tua pazienza con i call center è agli sgoccioli, prendere esempio da Georges potrebbe essere l’alternativa ideale tra la rassegnazione e lo scontro frontale. Conservare un po’ di ironia – magari annotando i numeri molesti o regalando agli operatori qualche minuto surreale – può rendere più sopportabile questo piccolo disagio moderno. E magari, chissà, anche contribuire a smuovere le acque a livello legislativo. Dopotutto, non è vietato difendersi da una fastidiosa invasione… col sorriso sulle labbra!












