Biopolimero riciclabile insieme alla plastica: lo ha creato la startup italiana Krillmat

Mostra sommario Nascondi sommario


Primo Climate ha investito in Krillmat, la startup italiana che trasforma scarti alimentari in materiali alternativi alla plastica. La mossa arriva in un momento di forte pressione normativa sull’imballaggio e apre la strada a soluzioni capaci di ridurre dipendenza dai combustibili fossili senza stravolgere le linee produttive.

Da scarti alimentari a materiali performanti

Krillmat parte da ciò che molti definiscono rifiuto: semi, bucce e gusci. Con un ciclo di raccolta e asciugatura si elimina l’umidità. Poi si procede con la macinazione, fino a ottenere una polvere uniforme.

Macchinario e ciotole con bucce e semi durante la macinazione
Da scarti alimentari a polvere: fase di macinazione per ReKrill.

  • Essiccazione per stabilizzare la materia prima.
  • Macinazione per ottenere una granulometria costante.
  • Compounding con una matrice polimerica bio-based.

Il risultato del processo sono pellet utilizzabili per stampaggio a iniezione o trasformabili in filamento per la stampa 3D. Questo sistema proprietario è commercializzato con il nome ReKrill, e comprende diverse famiglie di biomateriali pensate per applicazioni industriali.

ReKrill Recyclable: riciclabilità nei flussi plastici convenzionali

La novità tecnica più importante è ReKrill Recyclable. È un polimero interamente bio-based progettato per entrare nei percorsi di riciclo tradizionali della plastica.

Linea di riciclo plastica con pellet su nastro trasportatore
ReKrill Recyclable progettato per entrare nei flussi di riciclo convenzionali.

Caratteristiche principali:

  • Compatibile con estrusione, stampaggio a iniezione, rotazionale e soffiaggio.
  • Idoneo al contatto con alimenti in UE, USA, Canada e Asia.
  • Pensato per il packaging, l’alimentare, la cosmetica e i beni di consumo.

Questa scelta tecnologica evita la necessità di percorsi di compostaggio separati. Inoltre, il materiale sarà presentato a Luxe Pack Monaco 2026.

Percentuali di carica vegetale e impatto sui combustibili fossili

Un elemento distintivo è la quantità di componente vegetale inserita nella matrice. Mentre molte soluzioni bio-based contengono pochi caricatori, Krillmat raggiunge quote tra il 50% e l’80%.

Ciò significa una reale riduzione dell’uso di polimeri derivati dal petrolio. Le formulazioni sono studiate in funzione dell’uso finale, per preservare proprietà meccaniche e estetiche.

Investimenti, capacità produttiva e piano di crescita

Krillmat ha chiuso un round da 6 milioni di euro a febbraio 2025. Tra i finanziatori figura Primo Climate, fondo di venture capital italiano focalizzato sul climate tech.

  • Altri investitori: Algebris Investments e Crédit Agricole Italia.
  • Parziale contributo del fondo europeo Next Generation EU.
  • Capacità produttiva attuale: circa 4.000 tonnellate/anno.

I capitali raccolti serviranno per costruire un nuovo impianto e aumentare la produzione. L’obiettivo è espandere la presenza sui mercati esteri.

Tecnologia adottabile senza stravolgere le filiere

Per le aziende è cruciale che una soluzione biobased non imponga cambiamenti radicali negli impianti. ReKrill è stato sviluppato per integrarsi con le tecnologie esistenti.

Vantaggi operativi:

  • Compatibilità con macchinari standard.
  • Stabilità di processo su lotti elevati.
  • Qualità costante e ripetibilità delle forniture.

Clienti e partner industriali hanno già testato il materiale su larga scala. Tra questi compaiono realtà note del settore alimentare e della ristorazione.

Proprietà estetiche e opportunità di mercato

I materiali Krillmat offrono caratteristiche utili anche dal punto di vista marketing. È possibile ottenere colorazioni stabili e superfici piacevoli al tatto.

  • Capacità di colorazione non comune per molti biopolimeri.
  • Possibilità di mantenere aromi naturali come arancia o caffè.
  • Applicazioni ideali nel packaging cosmetico, dove estetica e durabilità contano.

Queste qualità rendono i materiali interessanti non solo per la sostenibilità, ma anche per il posizionamento commerciale dei prodotti.

Allineamento con norme europee sugli imballaggi

La spinta regolatoria verso imballaggi più riciclabili rende le alternative bio-based strategiche. Il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi impone standard che favoriscono materiali riciclati e riciclabili.

ReKrill è pensato per rispondere a queste esigenze, offrendo una via percorribile per rispettare i requisiti senza rinunciare a prestazioni tecniche.

Dai il tuo feedback

Sii il primo a votare questo post
o lascia una recensione dettagliata



OpenSlime è un media indipendente. Sostienici aggiungendoci ai preferiti di Google News:

Pubblica un commento

Pubblica un commento