Mostra sommario Nascondi sommario
Hai la sensazione che i tuoi viaggi in auto stiano improvvisamente durando più del dovuto? Magari la tua fedele app di navigazione ha deciso di aggiungere un po’ di suspense al tragitto casa-lavoro? Niente paura: non è colpa tua (né della macchina, promesso). Dietro questa novità si nasconde un recente cambiamento imposto da un decreto governativo. Ecco tutti i retroscena di questa rivoluzione silenziosa che sta facendo discutere gli automobilisti.
Cosa sta succedendo alle app di navigazione?
Negli ultimi tempi, molti utenti di applicazioni come Google Maps e Waze si sono chiesti perché le stime dei tempi di arrivo si siano improvvisamente allungate. Alcuni si sono addirittura imbattuti in più alternative del solito prima di scegliere il proprio percorso. Le reazioni vanno dal perplesso all’infastidito, e qualcuno ha pure accusato il solito “bug”: ma no! Questo cambiamento non è frutto di un errore nel sistema, come svela Le Journal du Geek, ma della nuova politica adottata da queste piattaforme.
Infatti, sia Waze che Google Maps ora danno priorità agli itinerari che hanno il minor impatto ambientale, non più semplicemente ai percorsi più corti. Una novità, sì, ma non nata dal nulla: la responsabilità è di un decreto governativo che punta dritto verso la riduzione delle emissioni di CO2.
Galaxy H1: in arrivo le cuffie over-ear di Samsung
Lenovo a IFA 2026: due notebook super sottili, uno con display OLED espandibile
Il decreto che cambia (letteralmente) strada
All’origine di tutto c’è il decreto n. 2022-1199, risalente al 31 agosto 2022. Questo documento prevede che le piattaforme digitali concepite per l’assistenza agli spostamenti mettano in risalto gli itinerari con il minore impatto in termini di emissioni di gas a effetto serra. In altre parole, le app devono puntare sulla mobilità sostenibile, facilitando i percorsi più green.
- I viaggi che riducono le emissioni di CO2 devono essere evidenziati.
- L’impronta di carbonio generata da ogni tragitto va resa visibile per l’utente.
- Le app sono comunque tenute a proporre più alternative; la scelta finale resta sempre all’automobilista.
Non solo: se in un percorso selezionato è presente un tratto con limite di velocità superiore o pari a 110 km/h, le app devono offrire anche un’alternativa in cui la velocità è ridotta di 20 km/h. Sì, proprio così… meno velocità, più sorrisi alle papere che attraversano la strada.
Obiettivi ecologici… ma anche pragmatici
Ok, meno emissioni, ma perché tutto questo proprio ora? L’obiettivo, oltre a essere ecologico, è anche quello di evitare gli ingorghi nelle zone più trafficate. Secondo quanto riportato, la regione Ile-de-France avrebbe richiesto espressamente a Google Maps di suggerire itinerari alternativi per decongestionare determinate strade.
Ma perché Waze e Google Maps hanno iniziato ad applicare davvero questo decreto – vecchio di qualche anno – proprio adesso? La risposta è semplice: una crescente pressione da parte di vari attori coinvolti nella gestione della mobilità urbana.
In particolare, alla vigilia delle Olimpiadi del 2024, il direttore generale di Ile-de-France Mobilités aveva richiamato all’ordine le piattaforme, rivendicando il ruolo fondamentale della loro app nel rendere il traffico più scorrevole e nel limitare gli ingorghi. Il messaggio era chiaro e inequivocabile: “Se non lo fanno, lo Stato dovrà prendere le decisioni necessarie. Chiederemo la chiusura dell’applicazione. È una questione di sicurezza pubblica.” Un avvertimento che deve aver colpito nel segno.
Automobilisti alla prova di pazienza
Il risultato? Ora a lamentarsi sono proprio gli automobilisti, che si trovano a dover fare i conti con tragitti più lunghi ma (almeno in teoria) più rispettosi dell’ambiente. Ogni corsa rivela ora la sua impronta di carbonio, e anche chi vuole fretta dovrà perlomeno vedere comparire tra le opzioni delle alternative più “slow”.
- Più tempo, ma meno CO2: il compromesso è servito!
- Meno rischio d’ingorghi in alcune aree critiche.
- Più trasparenza sulle emissioni di ogni viaggio.
Chi non vuole saperne di abbracciare questa filosofia può comunque scegliere percorsi diversi: le app propongono, ma la volontà del conducente resta sovrana (almeno, fin quando non sarà la macchina a decidere per noi, ma questa è un’altra storia…).
La morale? I viaggi in auto sono diventati una questione di scelta e di coscienza: accetti qualche minuto in più per alleggerire il carico sull’ambiente? In attesa che tornino i tragitti “tutto dritto”, magari approfitta di questi minuti extra per ascoltare la tua canzone preferita. O, se preferisci, per meditare sulle strane vie della burocrazia.












