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- Perché oggi è più difficile sperimentare nel mondo dei videogiochi
- Dai tempi delle prime console ai blockbuster da centinaia di milioni
- La scelta dei progetti: franchise consolidati e formule vincenti
- Salari e struttura dei costi: perché è difficile tagliare i budget
- Conseguenze sull’ecosistema creativo
- Riflessioni su possibile evoluzione del settore
Shawn Layden torna a porsi al centro del dibattito sull’evoluzione del mercato dei videogiochi, puntando il dito su come i costi crescenti abbiano cambiato le regole del gioco. Le sue osservazioni mettono in luce tensioni econo-crative che oggi limitano la propensione al rischio e la nascita di proposte davvero originali.
Perché oggi è più difficile sperimentare nel mondo dei videogiochi
Secondo Layden, la natura dei rischi è cambiata insieme alle cifre in gioco. Quando il budget era contenuto, fallire non metteva in pericolo l’intero studio. Ora, con produzioni multimilionarie, un errore può avere conseguenze pesanti.
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- Maggiore esposizione finanziaria: ogni progetto assorbe risorse enormi.
- Pressione sugli investitori: si cerca certezza nei ritorni.
- Minor spazio per l’innovazione: idee nuove faticano a ricevere fondi.
Dai tempi delle prime console ai blockbuster da centinaia di milioni
Layden ricorda un’epoca in cui lo sviluppo richiedeva cifre assai più moderate. All’epoca era possibile lanciare più progetti con budget limitati, testare concept e imparare dai fallimenti.
Oggi, con produzioni che spesso superano i 100 milioni di dollari, la dinamica è capovolta: i publisher preferiscono salvaguardare il capitale, riducendo al minimo l’incertezza.
La scelta dei progetti: franchise consolidati e formule vincenti
I dirigenti tendono a privilegiare titoli basati su marchi conosciuti o su idee facilmente commerciabili. Questo porta a pitch che cercano di combinare elementi di successi globali.
- Adattare meccaniche note per attirare il pubblico.
- Riproporre formule di successo per minimizzare il rischio.
- Raramente scommettere su concept totalmente nuovi.
Salari e struttura dei costi: perché è difficile tagliare i budget
Un punto centrale del ragionamento di Layden riguarda i salari. Gran parte del costo di sviluppo è legato alle persone.
La componente salariale può arrivare a rappresentare quasi il 95% del totale. Perciò, ridurre i budget senza toccare strutture retributive o la geografia degli studi è complesso.
Possibili leve per ridurre i costi
- Delocalizzazione parziale degli studi.
- Modelli di lavoro ibridi o freelance mirati.
- Partnership esterne per asset e tecnologie.
- Maggiore investimento in tool che accelerino lo sviluppo.
Conseguenze sull’ecosistema creativo
Il quadro che emerge è un mercato più prudente e meno pronto a correre rischi creativi. Questo non solo altera la pipeline dei titoli, ma influenza la cultura degli studi e le opportunità per nuovi talenti.
- Meno indie con risorse limitate sponsorizzate dai grandi publisher.
- Riduzione delle produzioni sperimentali di fascia alta.
- Maggiore uniformità di prodotti sul mercato.
Riflessioni su possibile evoluzione del settore
Layden suggerisce che finché le valutazioni dei progetti rimarranno centrate esclusivamente sui numeri, la capacità del settore di rinnovarsi sarà ridotta. Cambiare questa prospettiva richiederebbe nuovi modelli di investimento, incentivi alla sperimentazione e una diversa tolleranza al rischio da parte dei finanziatori.












