Sconto diesel quasi dimezzato da venerdì: quanto pagheremo in più

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Il governo annuncia due mosse sul fronte auto e carburanti nello stesso giorno: lo stop al bollo nel 2027 e una nuova, più breve, proroga del taglio delle accise sul diesel. La misura mantiene uno sconto, ma lo riduce in modo graduale nelle prossime settimane, con effetti immediati sui prezzi alla pompa e sulle casse pubbliche.

Quanto vale lo sconto sul diesel e quando cambia

La riduzione delle imposte sul gasolio non scompare, ma si affievolisce. Ecco il calendario ufficiale comunicato dalla Presidenza del Consiglio:

Pompa di diesel vicino a tabellone prezzi con cifre evidenziate
Calendario delle riduzioni e valori dello sconto sul diesel.

  • 18-25 settembre 2026: sconto pari a 12,2 centesimi al litro IVA inclusa;
  • 26 settembre – 5 ottobre 2026: la riduzione scende a 6,1 centesimi al litro.

Fino alla mezzanotte precedente era applicata una riduzione superiore ai 17 centesimi. La scelta rappresenta un décalage temporaneo, pensato per assorbire il cambiamento di competitività e di prezzi.

Effetti fiscali: quanto costa l’intervento

Lo schema del governo ha un impatto sul bilancio pubblico, calcolato in modo puntuale dagli uffici. Le cifre ufficiali sono queste:

Documenti di bilancio, calcolatrice e cifre su un tavolo
Stima dell’impatto sul bilancio pubblico per il 2026 e oltre.

  • Impegno per il 2026: 111,8 milioni di euro;
  • Impatto residuo nel 2028: 1,2 milioni di euro.

Si tratta di spese limitate rispetto alle misure precedenti, ma significative per il breve periodo. L’obiettivo è un passaggio graduale verso meccanismi più flessibili.

Che cosa sono le «accise mobili» e come potrebbero tornare

La premier ha avanzato l’ipotesi di ripristinare le cosiddette accise mobili. Questo sistema prevede una riduzione automatica delle imposte finanziata dall’extragettito IVA, ovvero l’incremento delle entrate IVA legato all’aumento del prezzo dei carburanti.

  • L’idea: modulare la pressione fiscale in relazione ai ricavi aggiuntivi generati dal mercato.
  • Vantaggio: consente di mantenere sconti mirati senza pesare stabilmente sui conti pubblici.
  • Rischio: dipendenza dalle dinamiche di prezzo e complessità amministrative nella stima dell’extragettito.

La proposta sugli extraprofitti petroliferi e la posizione dell’UE

Da tempo vari Paesi europei sollecitano un intervento comune contro gli extraprofitti delle compagnie petrolifere. La proposta non ha trovato il via libera a livello comunitario.

Bruxelles non ha adottato una misura vincolante: ogni Stato membro resta libero di introdurre forme autonome di tassazione sugli utili straordinari del settore energetico. Secondo fonti di settore, la decisione lascia aperta la strada a iniziative nazionali differenziate.

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