New Glenn recuperato al secondo volo: Blue Origin fa la storia

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Blue Origin ha segnato un nuovo capitolo nella corsa spaziale commerciale: il razzo New Glenn è tornato in volo e ha consegnato carichi scientifici e dimostratori tecnologici in una missione che guarda a Marte e allo spazio profondo.

Come è andato il lancio: tempi, location e imprevisti

Il decollo è avvenuto dal complesso LC-36 di Cape Canaveral in Florida. La finestra operativa si è aperta la sera del 13 novembre 2025 alle 21:55 ora italiana.

  • Prima della partenza si sono registrati due slittamenti.
  • Il rinvio iniziale è stato dovuto al maltempo.
  • Un successivo posticipo ha riguardato una tempesta geomagnetica.

Nonostante i ritardi, la sequenza di lancio è andata a buon fine e il veicolo ha completato il profilo previsto per la missione NG-2.

Carichi a bordo: missione NASA e dimostratore Viasat

Il New Glenn ha trasportato la missione NASA denominata ESCAPADE insieme a un payload sperimentale di Viasat.

Cosa porta ESCAPADE e perché è importante

ESCAPADE comprende due piccoli satelliti destinati a studiare l’interazione tra il vento solare e l’atmosfera marziana. I due nanosat sono uno chiamato Blue e l’altro Gold.

  • Sviluppo: Università della California a Berkeley e partner come Rocket Lab e NASA Goddard.
  • Bus di riferimento: piattaforma Explorer di Rocket Lab, pensata per alte esigenze di delta-V.
  • Obiettivo: capire come il vento solare contribuisce alla perdita di atmosfera di Marte.

Percorso orbitale e fasi previste per ESCAPADE

Prima di dirigersi verso Marte, i due satelliti saranno inseriti in un’orbita di parcheggio vicino al punto di Lagrange Terra–Sole L2.

  • Orbita iniziale: una rotta “a fagiolo” che toccherà anche l’ambiente vicino alla Terra.
  • Operazioni di studio del meteo spaziale fino alla riapertura della finestra di lancio verso Marte.
  • Accensione propulsiva prevista a fine 2026 per la traiettoria interplanetaria.
  • Arrivo stimato in orbita marziana: settembre 2027.

L’attività scientifica vera e propria dovrebbe iniziare da giugno 2028.

Tecnologia di bordo: motori, stadi e riaccensioni nello spazio

Il New Glenn è un vettore a due stadi con una combinazione di propulsori progettata per flessibilità operativa.

  • Primo stadio: sette motori BE-4, funzionanti a metano e ossigeno liquido.
  • Secondo stadio: due motori BE-3U, a idrogeno e ossigeno liquido.
  • Il secondo stadio ha effettuato due accensioni per completare l’orbita e indirizzare i payload.

Le riaccensioni hanno dimostrato la capacità del veicolo di eseguire manovre complesse, indispensabili per orbite alte e missioni interplanetarie.

Recupero del primo stadio: l’atterraggio su Jacklyn

Al termine della separazione il booster soprannominato “Never Tell Me the Odds” è rientrato verso l’oceano.

Il primo stadio è atterrato con successo sulla chiatta autonoma Jacklyn, usando un’ultima accensione controllata di un singolo motore BE-4.

  • Manovra finale eseguita con precisione.
  • Telemetria e sistemi di guida hanno funzionato correttamente.
  • Blue Origin diventa il secondo fornitore a recuperare un booster orbitale.

Il riuscito rientro rappresenta un avanzamento rispetto al primo volo, dove le comunicazioni con il booster vennero interrotte prima dell’atterraggio.

Il ruolo commerciale del volo NG-2

Questa missione segna la prima volta che New Glenn porta in orbita carichi paganti di clienti esterni a Blue Origin.

  • NG-2 è la prima missione commerciale del vettore.
  • La capacità di trasportare payload operativi apre il mercato per future missioni a pagamento.
  • Blue Origin ha annunciato la produzione di nuovi booster per volare più frequentemente.

Viasat e il test per le comunicazioni nello spazio profondo

Il payload sperimentale di Viasat è stato attivato pochi minuti dopo il rilascio dei satelliti principali.

Scopo: testare tecnologie avanzate di comunicazione utili per missioni interplanetarie.

  • Verifica delle prestazioni in ambiente di alta radiazione e distanza.
  • Valutazione di protocolli e antenne per link a lunga distanza.
  • Possibile uso futuro nelle missioni verso Marte e oltre.

Tempistiche, partnership e sviluppo della missione

ESCAPADE è stata sviluppata in tempi rapidi nell’ambito del programma SIMPLEx della NASA.

  • Realizzazione: circa tre anni e mezzo, molto più veloce rispetto alle missioni tradizionali.
  • Partner coinvolti: università, istituti di ricerca e aziende private come Advanced Space e Rocket Lab.
  • Adattamenti di traiettoria sono stati necessari per il lancio alla fine del 2025.

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