Supernova: forma rivelata per la prima volta nelle primissime fasi

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Una notte di aprile il Very Large Telescope dell’ESO ha catturato un istante rarissimo: la nascita visibile della supernova SN 2024ggi nella galassia NGC 3621, a circa 22 milioni di anni luce. L’osservazione, eseguita in tempi record, ha permesso di fotografare la fase iniziale dell’esplosione e di ricostruirne la forma all’alba del fenomeno.

Intervento rapido: il VLT puntato in meno di 26 ore

La scoperta è arrivata la notte precedente all’11 aprile 2024. In meno di 26 ore il team ha riallineato il VLT per seguire l’evento.

  • La finestra di osservazione è stata estremamente breve.
  • Questo ha reso possibile registrare la cosiddetta fase di breakout.
  • Osservare così presto significa cogliere fisicamente il primo passaggio dell’onda d’urto attraverso la superficie stellare.

La rapidità dell’intervento sottolinea quanto contino i sistemi di allerta e la prontezza operativa negli osservatori moderni.

Una forma che sorprende: l’esplosione non è sferica

Le misure ottenute mostrano che l’espulsione iniziale non era una sfera perfetta. Al contrario, la distribuzione della materia appariva allungata, simile a un’oliva o a un barile.

Questo orientamento preferenziale indica la presenza di una simmetria assiale fin dalle prime fasi dell’esplosione.

Come evolve la geometria

Subito dopo il breakout la struttura è molto spinta sull’asse principale. Con il passare del tempo l’espansione tende ad appiattirsi, pur mantenendo lo stesso asse.

  • Inizialmente: forma allungata.
  • Più tardi: espansione meno pronunciata ma con asse costante.

Strumento e metodo: FORS2 e spettropolarimetria

Le informazioni sulla tridimensionalità dell’esplosione sono arrivate grazie alla spettropolarimetria applicata con lo strumento FORS2 del VLT.

Questa tecnica misura la polarizzazione della luce e permette di inferire la geometria del materiale espulso.

  • La polarizzazione diversa alle varie lunghezze d’onda fornisce indizi sulla forma.
  • Il grado di polarizzazione misurato è compatibile con una configurazione allungata.

Caratteristiche della progenitrice e contesto fisico

La stella che ha dato origine a SN 2024ggi era una gigante massiccia. Le stime indicano una massa compresa tra 12 e 15 volte quella del Sole.

Anche il raggio era enorme: intorno a 500 volte quello solare. Questi numeri collocano la progenitrice tra le stelle più grandi che esplodono come supernovae di tipo core-collapse.

Perché conta la non sfericità

Una forma inizialmente asimmetrica ha importanti conseguenze teoriche.

  • Modelli che considerano una esplosione perfettamente sferica possono risultare incompleti.
  • La presenza di un asse preferenziale suggerisce ruoli maggiori per rotazione e campi magnetici.
  • Instabilità interne al nucleo potrebbero aver determinato la direzionalità dell’espulsione.

In breve, comprendere la geometria iniziale aiuta a discriminare tra diversi meccanismi di esplosione nelle stelle massicce.

Impatto sulle campagne osservazionali e sulla statistica

Questo caso dimostra il valore di osservazioni rapide e polarimetriche. Solo rispondendo in poche ore è possibile catturare la fase che altrimenti svanirebbe.

Con una maggiore quantità di misure simili sarà possibile capire se la simmetria assiale sia comune o rara tra le supernovae.

Verso nuovi vincoli teorici

I dati di SN 2024ggi forniscono limiti concreti per i modelli di esplosione. Teorici e osservatori potranno confrontare simulazioni con questa geometria iniziale.

L’uso combinato di telescopi grandi e tecniche polarimetriche aumenta le possibilità di costruire una statistica solida.

Riferimento scientifico

Lo studio che riporta queste osservazioni è stato pubblicato su Science Advances e rappresenta un passo avanti nella comprensione delle prime fasi delle supernovae.

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