Dieta vegetale: 5 startup da provare per il World Vegan Day

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Il World Vegan Day invita a ripensare il piatto di ogni giorno. Non è solo una festa per i vegani, ma un’occasione per scoprire come la tecnologia e le nuove imprese stanno rendendo più semplice scegliere un’alimentazione a base vegetale.

Perché una dieta più vegetale può fare la differenza

Le scelte alimentari hanno un impatto che va oltre il gusto. La produzione animale richiede terra, acqua e genera emissioni spesso non calcolate nel prezzo. Studi internazionali hanno mostrato numeri sorprendenti.

  • La carne bovina può richiedere molta terra per produrre proteine.
  • Le emissioni legate a un chilo di proteine animali sono spesso molto più alte rispetto ai legumi.
  • Una riduzione anche parziale delle proteine animali migliora la salute cardiovascolare.

Di fronte a questi dati, il gesto individuale più efficace resta l’adozione di una dieta prevalentemente vegetale. A livello politico servono invece misure che riportino i costi ambientali nel prezzo degli alimenti.

Cinque soluzioni tecnologiche per avvicinarsi al plant-based

La tecnologia e l’innovazione alimentare offrono strumenti pratici. Ecco cinque startup che facilitano la transizione verso un’alimentazione più vegetale e sostenibile.

Planted: alternative alla carne con minor impatto ambientale

Planted è nata in Svizzera nel 2019. Produce alternative alla carne usando proteine vegetali. L’obiettivo è abbattere le emissioni e offrire prodotti gustosi.

  • I prodotti sono pensati per replicare consistenza e sapore della carne.
  • Claim aziendale: ingredienti puliti, senza additivi superflui.
  • Impatto: le stime aziendali riportano una riduzione massiccia di CO₂ e consumo d’acqua rispetto alla carne tradizionale.

Planted è certificata B Corp e produce in siti europei. I suoi prodotti si trovano in supermercati e punti vendita.

Humamy: pasti gourmet veg per la casa

Humamy è un progetto italiano nato vicino a Padova. Consegna a domicilio piatti 100% vegetali, pronti in pochi minuti.

  • Pasti congelati mantenuti a -18 °C per preservare nutrienti e sapore.
  • Menu mensile con oltre 35 ricette stagionali.
  • Opzioni personalizzate tramite quiz e box da 15, 25 o 40 porzioni.

Il servizio punta su qualità gastronomica e praticità. Le ricette sono bilanciate e supervisionate da una nutrizionista.

Choruba: la carruba al posto del cacao

Choruba propone una via alternativa al cioccolato tradizionale. Usa la carruba, un frutto mediterraneo resistente alla siccità.

  • La carruba può essere fermentata e tostata come il cacao.
  • Offre un gusto vicino al cioccolato fondente, senza allergeni tipici del cacao.
  • Sostituire il cacao può ridurre la pressione sulle foreste tropicali.

La scelta è anche ambientale. Coltivare carrube richiede meno deforestazione rispetto alle monocolture di cacao.

Beamy: legumi in pratiche miscele pronte all’uso

Beamy è un’altra realtà italiana che punta sui legumi. Produce mix secchi per burger, polpette e piatti vegetali.

  • Preparati con quattro ingredienti naturali.
  • Senza glutine, senza OGM e senza soia.
  • Scadenza lunga: circa 24 mesi, per ridurre gli sprechi.

Il modello produttivo privilegia ingredienti locali. Parte dei ricavi finanzia progetti di riforestazione.

Planter: ricette e piani alimentari su misura

Planter è un’app che semplifica la cucina plant-based. Offre migliaia di ricette e strumenti per pianificare i pasti.

  • Oltre 1.700 ricette plant-based facilmente replicabili.
  • Piani personalizzati basati su gusti, allergie e composizione familiare.
  • Generazione automatica delle liste della spesa per ridurre sprechi.

L’app include supporto di nutrizioniste in chat ed è disponibile con abbonamento. Conta decine di migliaia di utenti.

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