ChatGPT Atlas: le schede verticali stile Arc che sfidano la ricerca Google

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ChatGPT Atlas si evolve a vista d’occhio, adottando soluzioni già apprezzate altrove per rendere la navigazione più pratica. L’ultima versione porta novità estetiche e funzionali che mirano a trasformare il browser in un assistente di ricerca quotidiano, non solo in una finestra sui siti web.

Schede verticali: un nuovo approccio alla gestione delle tab

Atlas introduce le schede verticali, spostando l’elenco delle pagine aperte su una barra laterale. Il risultato richiama il design di Arc, senza però replicarlo pedissequamente. La sidebar è ridimensionabile e permette il riordino delle schede con il trascinamento.

Alcune differenze rimangono evidenti. L’area per digitare l’indirizzo web resta in alto, non integrata nella barra laterale. È dunque un primo passo, non ancora una riscrittura completa dell’interfaccia.

Google diventa opzione predefinita per le ricerche

Un cambiamento pratico e molto richiesto: ora è possibile impostare Google come motore di ricerca predefinito in Atlas. Prima l’output mostrava varie fonti trovate dal browser, con un link esterno a Google poco visibile. L’opzione consente di saltare direttamente ai risultati di ricerca tradizionali, quando lo si desidera.

Tool e miglioramenti che velocizzano il lavoro

OpenAI ha aggiunto funzioni dedicate a chi lavora con molte schede e file.

  • Selezione multipla di tab: tenendo premuto Command o Maiusc si possono selezionare più schede e spostarle insieme.
  • Importazione di estensioni: durante l’installazione è possibile trasferire le estensioni dal browser già in uso. La funzione non è ancora attiva per gli utenti che hanno già Atlas installato.
  • Interfaccia download migliorata: il pannello dei download è stato reso più chiaro e funzionale.
  • Supporto iCloud Keychain: chi usa dispositivi Apple può sincronizzare le password senza ricorrere a soluzioni di terze parti.

Come Atlas cerca di trasformare il browser in un assistente

La caratteristica più distintiva resta l’integrazione profonda con ChatGPT. Inserendo un URL o una domanda, il browser può fornire risposte sintetiche e suggerimenti utili.

L’obiettivo è rendere il browser un compagno di ricerca che affianca l’utente nelle attività quotidiane: dall’estrazione rapida di informazioni alla composizione di riassunti.

Un mercato dei browser AI sempre più affollato

Atlas è arrivato su macOS nelle ultime settimane e si trova in un mercato dove competono diversi progetti. Tra gli esempi ci sono Comet di Perplexity e l’estensione Gemini di Google per Chrome. Ogni soluzione cerca di ritagliarsi uno spazio offrendo integrazioni AI diverse.

La differenza sta nell’approccio: alcuni puntano all’assistente che arricchisce la navigazione, altri privilegiano risultati veloci e risposte sintetiche.

Attivare le schede verticali: guida rapida

La funzione è disponibile ma non è immediatamente visibile nelle impostazioni principali. Ecco i passaggi per attivarla:

  1. Fare clic con il tasto destro nella barra degli indirizzi.
  2. Selezionare la voce che riguarda lo stile delle schede.
  3. Scegliere l’opzione Schede verticali.

Molti utenti potrebbero non trovare questa opzione senza una guida, perché è nascosta in un menu contestuale e non nel pannello delle preferenze.

Perché le schede verticali stanno trovando spazio

Il concetto alla base è semplice: sfruttare lo spazio verticale oggi più abbondante sui monitor. Le schede orizzontali diventano rapidamente illeggibili superata la decina. Le schede a colonna mantengono titoli e icone leggibili più a lungo.

Se le opzioni verticali diventassero uno standard, il design dei browser potrebbe mutare in modo sostanziale nei prossimi anni.

Cosa manca ancora e cosa aspettarsi

La sidebar di Atlas non è ancora completa come quella di alcuni concorrenti. Mancano integrazioni come la barra indirizzi pienamente integrata nella colonna laterale. Altre funzioni annunciate, come l’importazione delle estensioni per chi ha già installato Atlas, arriveranno con aggiornamenti futuri.

Nel frattempo, OpenAI continua a testare piccoli miglioramenti e a colmare i buchi di funzionalità. L’adozione di idee vincenti da browser alternativi mostra un approccio pragmatico: migliorare l’esperienza utente prendendo spunto dalle soluzioni che funzionano.

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