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Trenta organizzazioni della filiera automobilistica europea, tra cui le italiane Anfia e Unem, hanno lanciato un appello a Bruxelles per inserire i carburanti rinnovabili nella normativa sulle emissioni di CO2. La mossa arriva mentre la Commissione europea apre al riconoscimento dei biocarburanti e alla neutralità tecnologica, creando attese per scelte normative che potrebbero cambiare il perimetro della decarbonizzazione del trasporto su strada.
Chi ha firmato e qual è l’obiettivo
Dietro la dichiarazione ci sono associazioni di costruttori, fornitori e altri attori della filiera. L’obiettivo è chiaro: ottenere che gli attuali regolamenti sulle emissioni tengano conto anche dell’apporto dei carburanti rinnovabili.
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- Firmatari: 30 realtà del settore automobilistico europeo, con partecipazione italiana.
- Finalità: riconoscere il ruolo dei biocarburanti nella riduzione delle emissioni e nelle strategie per il 2050.
- Visione: sostenere l’Accordo di Parigi e la neutralità netta, ma senza puntare esclusivamente sull’elettrificazione.
Le richieste principali inviate a Bruxelles
Le associazioni hanno avanzato proposte concrete per la revisione dei regolamenti UE. Queste misure mirano a creare condizioni regolatorie favorevoli agli investimenti e all’adozione su larga scala.
- Parità di trattamento tra veicoli nuovi e quelli già in circolazione nell’uso di carburanti rinnovabili.
- Introduzione di un Carbon Correction Factor (CCF) per valorizzare la riduzione reale delle emissioni attribuibile ai combustibili rinnovabili.
- Riconoscimento dei veicoli alimentati esclusivamente con carburanti rinnovabili come a zero emissioni, analogamente alle auto elettriche.
- Allineamento fiscale e incentivi mirati, con lancio commerciale delle soluzioni prima del 2030 e non oltre il 2035.
- Una definizione giuridica unica dei carburanti rinnovabili, coerente con la Direttiva sulle Energie Rinnovabili (RED).
- Un aumento graduale e programmato dei requisiti di riduzione della CO2 per i carburanti rinnovabili.
La posizione politica della Commissione e il calendario
Negli ultimi giorni la Commissione ha mostrato aperture su alcuni punti sensibili. L’orientamento verso la neutralità tecnologica lascia spazio a più opzioni nella transizione.
- La Commissione sta valutando il riconoscimento dei biocarburanti all’interno dei meccanismi di calcolo delle emissioni.
- Decisioni significative sono attese in un pacchetto normativo previsto per dicembre.
- Gli stakeholder sperano che Bruxelles formalizzi rapidamente l’integrazione dei carburanti rinnovabili nella normativa CO2.
Perché i carburanti rinnovabili potrebbero fare la differenza
I firmatari sostengono che l’elettrificazione non basta a decarbonizzare tutto il trasporto stradale. I carburanti rinnovabili possono intervenire dove l’elettrico è meno pratico.
Vantaggi attesi
- Decarbonizzazione del parco circolante esistente.
- Riduzione delle emissioni in settori difficili da elettrificare.
- Sostegno agli investimenti industriali e alla creazione di nuova capacità produttiva.
- Maggiore flessibilità per i consumatori e per le flotte commerciali.
Rischi e criticità
- Necessità di standard chiari e verificabili sulla sostenibilità dei biocarburanti.
- Impatto sulla catena di approvvigionamento e sui costi logistici.
- Bisogno di incentivi fiscali e normativi per stimolare la domanda e l’offerta.
Impatto su industria, mercato e consumatori
L’introduzione formale dei carburanti rinnovabili nei regolamenti CO2 potrebbe alterare piani industriali e strategie commerciali.
- Per i produttori: nuovi scenari di progettazione e certificazione dei veicoli.
- Per i fornitori: stimolo agli investimenti in impianti per biocarburanti e combustibili sintetici.
- Per i consumatori: possibili benefici fiscali e maggiore offerta di soluzioni a basso impatto climatico.
Cosa chiedono ancora le associazioni
Oltre ai punti già elencati, i firmatari spingono per un quadro normativo stabile. Serve chiarezza per attrarre capitali e per garantire che le soluzioni siano compatibili con gli obiettivi climatici europei.
- Incentivi chiari e misurabili per chi investe in produzione e distribuzione di carburanti rinnovabili.
- Un percorso temporale trasparente per l’integrazione normativa, evitando incertezze regolatorie.
- Coordinamento con le politiche energetiche e agricole per assicurare materie prime sostenibili.












