Space Rider sbarca in Portogallo: ESA firma sito d’atterraggio, volo nel 2028

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L’Agenzia Spaziale Europea e l’autorità spaziale portoghese hanno siglato un accordo durante la ministeriale CM25 a Brema per trasformare l’isola di Santa Maria, alle Azzorre, nel nuovo punto di rientro dello spazioplano riutilizzabile europeo. La notizia rilancia il programma Space Rider e fissa nuovi passaggi decisivi verso il primo volo operativo.

Perché Santa Maria è la scelta strategica

La selezione dell’isola non è casuale. Santa Maria offre una posizione geografica favorevole in mezzo all’Atlantico. Lo spazio aereo circostante è facilmente gestibile. Esistono infrastrutture adeguate per le operazioni di recupero.

  • Posizione: vicinanza alle rotte di rientro e bassa densità del traffico aereo.
  • Infrastrutture: piste e basi logistiche adattabili alle necessità del rientro dallo spazio.
  • Supporto operativo: disponibilità delle autorità locali e accesso a aree di test.

Cosa prevede l’accordo firmato a Brema

La firma è avvenuta il 27 novembre in occasione della CM25. Alla cerimonia hanno partecipato i vertici ESA e rappresentanti italiani e portoghesi. L’intesa definisce modalità operative, investimenti e tempistiche per lo sviluppo dell’hub.

Attori e responsabilità

  • ESA coordina sviluppo e test del veicolo.
  • L’Agenzia Spaziale Portoghese gestisce le infrastrutture locali.
  • Partner commerciali saranno coinvolti nella fase operativa.

Tempistiche aggiornate: il volo inaugurale slitta al 2028

Nel corso della firma è stata confermata una nuova finestra temporale per il lancio. Il decollo inaugurale è ora previsto nella prima metà del 2028, un rinvio rispetto alla precedente previsione.

  • Cause del rinvio: ritardi nei test e condizioni operative del sito militare per i drop test.
  • Drop test riprogrammato: attualmente atteso per febbraio o marzo 2026.

Lo stato di sviluppo dello Space Rider

Il progetto è in una fase avanzata. La maggior parte dell’hardware necessario è già realizzata. Alcuni elementi sono in fase di integrazione, altri sono sottoposti a verifica.

Prove e componenti critiche

  • Modulo di rientro: sottoposto a test di caduta controllata.
  • Sistema di atterraggio: utilizzo di un parafoil comandabile per il rientro sull’isola.
  • Integrazione finale: pianificata nei mesi precedenti al lancio.

Dipendenze dal vettore Vega‑C e dallo stadio P160C

La conferma della data di lancio dipende anche dalla disponibilità del razzo Vega‑C con lo stadio P160C. Questa configurazione non ha ancora effettuato il volo inaugurale e la sua piena operatività è essenziale.

Il primo volo: dimostrazione con payload reali

La missione iniziale avrà un carattere dimostrativo. Tuttavia, a bordo saranno imbarcati carichi utili reali. L’ESA ha già stipulato accordi preliminari con clienti commerciali.

  • Accordi preliminari: 18 intese con operatori commerciali per accesso a condizioni agevolate.
  • Payload: annunci ufficiali ancora in attesa, diversi partner hanno espresso interesse per missioni future.

Recupero, gestione operativa e futuro commerciale

Al termine della missione inaugurale, l’ESA seguirà le attività di recupero e revisione del veicolo. Successivamente la gestione operativa sarà affidata a un operatore commerciale.

Attualmente è in corso una selezione tra due operatori europei. L’obiettivo è garantire continuità operativa e sfruttamento commerciale dello spazioplano.

Prossime tappe e punti critici da monitorare

  • Completamento del drop test del modulo di rientro (febbraio/marzo 2026).
  • Verifica della prima missione del Vega‑C con P160C.
  • Allestimento delle strutture logistiche a Santa Maria prima del 2028.
  • Finalizzazione degli accordi commerciali per i payload.

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