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Un modello di intelligenza artificiale cinese ha acceso un dibattito globale: promesse di efficienza estrema, panico sui mercati e poi accuse di autocensura. Dietro lo scalpore c’è DeepSeek, presentato come concorrente di ChatGPT, che però si è rivelato incapace di affrontare temi sensibili. La storia ha assunto nuovi contorni quando un gruppo di ricercatori afferma di aver tolto quei freni e reso il sistema anche più leggero.
Shock sui mercati e la promessa di un AI più efficiente
Il lancio del modello made in China ha sorpreso analisti e investitori. DeepSeek veniva descritto come capace di prestazioni comparabili a quelle dei grandi modelli occidentali. Il particolare che ha fatto discutere: funziona con molto meno hardware.
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- Silicon Valley: reazioni miste tra incredulità e allarme.
- Wall Street: vendite e volatilità subito dopo l’annuncio.
- Confronti continui con sistemi già noti, come ChatGPT.
Il confine che non si può varcare: i temi bloccati dal modello
Ben presto però è emerso un vincolo evidente. DeepSeek R1 evitava risposte su argomenti considerati tabu. Alcune domande venivano soppresse o neutralizzate.
- Eventi storici sensibili, come Piazza Tienanmen, ricevevano il silenzio o risposte evasive.
- Confronti satirici, ad esempio tra Xi Jinping e Winnie-the-Pooh, venivano ignorati.
- La presenza di filtri e regole interne riduceva la capacità di discussione libera.
Intervento dei ricercatori spagnoli: come hanno agito su DeepSeek
Un team di Multiverse, azienda di calcolo quantistico dalla Spagna, dichiara di aver rimosso quei blocchi. Secondo il loro resoconto, l’operazione non si è limitata a “sbloccare” argomenti, ma ha anche ridotto il peso del modello.
La tecnica impiegata, chiamata CompatifAI dai suoi creatori, punta a eliminare parametri meno utili. Il risultato riportato: una compressione del modello del 55% e la rimozione di comportamenti censurati.
Passaggi principali dell’intervento
- Analisi dei parametri che limitavano risposte specifiche.
- Rimozione o potatura di quei parametri.
- Ottimizzazione per mantenere o migliorare le prestazioni generali.
Cosa cambia nelle risposte: i test dopo la modifica
Nei test successivi, il modello modificato ha risposto a domande prima proibite. Su temi politici sensibili, ha offerto analisi critiche e contestualizzate.
- Sui limiti di mandato e le loro conseguenze ha fornito valutazioni sulle dinamiche di potere.
- Ha affrontato questioni storiche e satiriche senza il solito rifiuto.
- In generale, la fluidità delle risposte è migliorata.
Perché la rimozione della censura può migliorare un AI
- I filtri e i blocchi richiedono logiche aggiuntive che consumano spazio e calcolo.
- Togliendoli, il modello può usare risorse per generare contenuti più ricchi.
- La semplificazione di certi parametri può ridurre la latenza e migliorare coerenza.
Questioni etiche e tecniche aperte
La vicenda solleva domande complesse. Da un lato c’è il valore dell’autonomia informativa. Dall’altro crescono i timori legati a sicurezza e responsabilità. Liberare un modello dalla censura non significa eliminare ogni rischio.
- Etica: chi decide i limiti di ciò che un’AI può dire?
- Sicurezza: la rimozione dei filtri potrebbe permettere disinformazione o contenuti pericolosi.
- Trasparenza: serve chiarezza su come e perché vengono rimossi certi parametri.
Domande rimaste aperte
- Le modifiche rispettano le leggi locali e internazionali?
- Che controllo hanno gli sviluppatori sui comportamenti emersi dopo l’ottimizzazione?
- Come bilanciare libertà di informazione e prevenzione di abusi?












