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- Il guasto al Booster 18: cosa è emerso finora
- Perché il Booster 18 è rimasto in piedi
- Smantellamento sul posto e accesso all’interno del booster
- Booster 19: scadenze, test e nuovo calendario di volo
- Riprogettazione dei pad: addio al Pad 1
- Espansione oltre Starbase: Cape Canaveral e LC-39A
- Aspetti politici e audizioni
- Test motori e altri aggiornamenti tecnici
- Notizie brevi e punti chiave recenti
Un grave incidente durante un test ha rallentato il programma Starship: il prototipo del primo stadio Super Heavy V3 non ha superato un collaudo di pressurizzazione e questo ha imposto ritardi sul debutto della nuova Starship.
Il guasto al Booster 18: cosa è emerso finora
La mattina del 21 novembre, a Starbase, il Booster 18 ha subito una rottura durante una prova di pressione. Il danno principale ha riguardato il serbatoio di ossigeno liquido.
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I dettagli tecnici restano in corso di accertamento. SpaceX ha confermato il problema ma non ha ancora reso note le cause definitive.
Al momento del test non erano montati i 33 motori Raptor 3. Il prototipo era arrivato al sito pochi giorni prima per la prima serie di prove sui serbatoi.
Il ruolo dei COPV e le ipotesi sull’origine del cedimento
La frattura è apparsa vicino ai COPV, i piccoli serbatoi compositi per gas di bordo. Questo suggerisce un possibile coinvolgimento di quei componenti.
Situazioni simili avevano contribuito in passato a incidenti su altri prototipi, perciò gli investigatori stanno valutando anche il contributo dei fornitori di COPV.
Osservando i resti, le lamiere del serbatoio risultano svasate verso l’esterno. Questo orientamento è coerente con una rottura dovuta a pressione interna eccessiva.
Perché il Booster 18 è rimasto in piedi
Nonostante il danno, il Booster 18 non è collassato. La struttura è rimasta verticale sul pad, sorretta dal cosiddetto transfer tube.
Questa tubazione interna è stata ingrandita nella V3 per portare il metano ai motori. Le sue dimensioni ora sono notevoli, paragonabili a quelle di un primo stadio Falcon 9.
La sopravvivenza in verticale rende meno probabile che il cedimento abbia interessato il transfer tube; altrimenti il booster si sarebbe spezzato.
Smantellamento sul posto e accesso all’interno del booster
I danni hanno reso necessario sezionare il Booster 18 direttamente sul pad. Spostarlo sarebbe stato troppo rischioso.
Le operazioni di smontaggio hanno permesso ai tecnici e agli osservatori di vedere la rete interna di tubazioni e componenti.
Queste immagini hanno fornito informazioni sulla complessità del sistema che alimenterà i 33 Raptor nel primo stadio.
Booster 19: scadenze, test e nuovo calendario di volo
SpaceX ha annunciato che il Booster 19 dovrebbe essere completato entro la fine di dicembre. Restano da unire diverse sezioni al corpo principale.
Il debutto della Starship V3 è stato rimandato al primo trimestre del 2026. Il calendario iniziale prevedeva un lancio tra gennaio e febbraio, ora slittato di circa un mese.
Dopo il completamento del booster, seguiranno i test di pressurizzazione e poi l’installazione dei motori per gli static fire test.
Tipicamente serve circa un mese tra prove sui serbatoi e accensioni dei motori, più un altro mese per la preparazione al volo. Perciò il lancio potrebbe avvenire tra marzo e aprile, salvo imprevisti.
Riprogettazione dei pad: addio al Pad 1
Dopo l’undicesimo volo di Starship, SpaceX ha avviato la demolizione del Pad 1 a Starbase. L’operazione ha riguardato l’Orbital Launch Mount e i suoi sei pilastri.
L’ultima colonna di supporto è stata rimossa il 21 novembre. In parallelo sono stati accorciati i bracci della torre Mechazilla.
Perché il Pad 1 non andava bene per la V3
- Il nuovo Super Heavy richiede due Quick Disconnect Arm, uno per il metano e uno per l’ossigeno. Il Pad 1 non era compatibile.
- Il Water Deluge System e l’OLM esistenti non sarebbero stati sufficienti ad assorbire la maggiore potenza dei motori.
I Raptor 3 sviluppano più spinta rispetto alla generazione precedente: fino a 280 tonnellate contro le 230 tonnellate dei motori precedenti.
Pad 2: trincea, raffreddamento e nuovi bracci
Il Pad 2 è stato riprogettato con una trincea fiamme più tradizionale e sistemi di raffreddamento a base d’acqua.
La base della trincea è dotata di tubi forati che sprigionano acqua per assorbire calore e vibrazioni. Anche l’OLM quadrato contiene condotte per il raffreddamento.
Il 19 novembre è arrivato al Pad 2 il terzo braccio di torre, il Quick Disconnect Arm dedicato al rifornimento del secondo stadio.
Espansione oltre Starbase: Cape Canaveral e LC-39A
Il 2 dicembre SpaceX ha ottenuto il via libera per costruire due nuove rampe nello Space Launch Complex 37 di Cape Canaveral.
Lo studio di impatto ambientale dello Space Force ha autorizzato fino a 76 lanci annui dallo SLC-37, con rientri del primo e del secondo stadio.
Queste operazioni si aggiungeranno ai 44 lanci stimati da LC-39A e ai 25 previsti a Starbase.
Stato dei lavori e prime stime
- Il 17 novembre è stato trasportato e installato l’Orbital Launch Mount per la rampa della Florida.
- Le autorità locali indicano la possibilità di un primo lancio dalla Florida nella seconda metà del 2026, ma la data resta incerta.
Aspetti politici e audizioni
Il 3 dicembre Jared Isaacman ha affrontato l’audizione della commissione Commercio e Scienza del Senato per la nomina a amministratore NASA.
Durante l’interrogatorio sono emerse domande sul suo rapporto con SpaceX e con Elon Musk. Isaacman ha negato legami finanziari diretti con aziende spaziali.
La votazione in Senato è prevista per l’8 dicembre e appare inizialmente favorevole alla sua nomina.
Test motori e altri aggiornamenti tecnici
SpaceX ha pubblicato un filmato che mostra un test statico del motore Raptor 3. La prova ha simulato la sequenza di accensione prevista per il secondo stadio.
Il banco prova ha funzionato per circa sei minuti e mezzo, una durata simile a quella che si prevede in volo per la fase di ascesa della Ship.
Notizie brevi e punti chiave recenti
- Il completamento del Booster 19 è programmato entro fine dicembre, ma mancano ancora sezioni da assemblare.
- La demolizione del Pad 1 include la rimozione delle piastre del Water Deluge System. Il pad sarà ricostruito modellandolo sul Pad 2.
- Le modifiche ai bracci Mechazilla mirano a ridurre massa e complessità dei movimenti.
- Lo SLC-37 alla Cape Canaveral entrerà in fase di lavori progettuali: non è atteso alcun lancio prima del 2027-2028.













