Aladdin 0-click: il pericoloso exploit usato da Predator

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Tre inchieste internazionali hanno portato alla luce nuove capacità di Predator, il noto spyware commerciale legato a Intellexa. Documenti riservati e analisi tecniche rivelano un metodo di infezione senza click che sfrutta annunci online. Le informazioni arrivano da Inside Story, Haaretz, WAV Research Collective e Amnesty International.

Il nuovo vettore: come Aladdin sfrutta gli annunci

Secondo i documenti interni, Intellexa ha sviluppato un meccanismo denominato Aladdin. Questo sistema trasforma una normale esposizione a annunci pubblicitari in un’opportunità di compromissione.

Aladdin individua i bersagli tramite l’indirizzo IP. Poi forza la visualizzazione di inserzioni nascoste su siti apparentemente innocui. È possibile l’impiego di piattaforme Demand Side Platform (DSP) per distribuire gli annunci malevoli.

La caratteristica più preoccupante è la modalità di attivazione. L’installazione avviene automaticamente quando l’annuncio viene caricato. Non serve quindi che l’utente clicchi.

Da attacchi 1-click a exploit zero-click

Predator era noto soprattutto per attacchi che richiedevano l’interazione della vittima. I nuovi materiali mostrano invece una transizione verso tecniche 0-click.

Questa evoluzione riduce drasticamente le possibilità di individuare l’attacco. Un contenuto pubblicitario malevolo può innescare la catena di infezione in background.

Quali dati vengono estratti dallo spyware

Una volta installato, Predator esegue una raccolta estesa di informazioni personali e di sistema.

Tipologie di dati sottratti

  • Messaggi da app di messaggistica come WhatsApp
  • Email e allegati
  • File locali e documenti
  • Cronologia di navigazione e password
  • Posizione geografica in tempo reale
  • Registrazioni audio e screenshot
  • Dati di sistema e registro chiamate

La capacità di attivare microfono e fotocamera rende lo spyware particolarmente invasivo. Anche le credenziali salvate e i cookie diventano obiettivi preziosi per gli operatori del malware.

Accesso remoto e controllo dei clienti via TeamViewer

Un video allegato ai documenti mostra operatori che si collegano ai sistemi dei clienti con TeamViewer. Da lì, è possibile visualizzare e scaricare i dati su macchine compromesse.

Amnesty International segnala che il filmato non è una simulazione. Presenta invece accessi a sistemi Predator in attività. Questo indica una modalità operativa concreta e in uso.

Exploit noti e vulnerabilità nei chip Samsung Exynos

Tra gli exploit citati nei documenti figura una vulnerabilità nei chip Exynos di Samsung. Google ha tracciato diverse zero-day sfruttate da Predator tra il 2021 e il 2025.

Lo sfruttamento a livello hardware o di driver rende gli attacchi difficili da mitigare senza aggiornamenti firmware o patch fornite dai produttori.

Misure pratiche per ridurre il rischio

Esperti e organizzazioni suggeriscono alcune contromisure immediate e pratiche.

  • Usare un ad blocker efficace per limitare la visualizzazione di annunci malevoli.
  • Mantenere sistema operativo e applicazioni aggiornati.
  • Disabilitare servizi remoti non necessari e monitorare connessioni sospette.
  • Limitare i permessi delle app e usare l’autenticazione a più fattori.
  • Affidarsi a soluzioni di sicurezza mobile e a controlli di integrità del dispositivo.

La diversificazione degli strumenti di difesa è fondamentale. Nessuna singola misura elimina completamente il rischio.

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