Google denuncia SerpApi per scraping illegale: rischio stop ai servizi

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Google ha avviato una causa contro SerpApi accusandola di raccogliere contenuti dalle pagine dei risultati del motore di ricerca in modo illecito. La disputa coinvolge questioni di copyright, tecnologie anti-bot e l’uso dei dati da parte di terze parti. La vicenda segue azioni simili intentate da Reddit e solleva dubbi sul confine tra scraping legittimo e violazione del diritto d’autore.

Accusa principale: violazione del Digital Millennium Copyright Act

Nell’atto presentato in tribunale, Google sostiene che SerpApi ha oltrepassato i limiti imposti dal Digital Millennium Copyright Act (DMCA). Secondo l’azienda, le API di SerpApi consentirebbero la raccolta massiva di contenuti protetti mostrati nelle SERP.

Google chiede misure urgenti: un’ingiunzione per fermare l’attività, la cancellazione dei dati ottenuti e un risarcimento per ogni violazione. Le cifre invocate spaziano dai 200 ai 2.500 dollari per singolo episodio di violazione del copyright.

Che cosa offre SerpApi e chi la usa

Panoramica dei servizi

SerpApi fornisce API pensate per estrarre automaticamente informazioni da vari servizi web. Tra questi: risultati di ricerca, pannelli informativi, mappe e sezioni shopping.

Clienti e casi d’uso citati

  • NVIDIA, Adobe, Samsung, Uber sono elencati come clienti.
  • Aziende che sviluppano sistemi di intelligenza artificiale o assistenti virtuali sfrutterebbero questi feed.
  • Reddit e Perplexity sono coinvolti nelle controversie collegate all’uso dei dati ottenuti da SerpApi.

Come Google sostiene che sia stato eluso SearchGuard

Google protegge i suoi risultati con strumenti come il file robots.txt e la tecnologia SearchGuard. L’accusa è che SerpApi abbia simulato il comportamento umano per aggirare questi meccanismi.

In pratica, le richieste verso le SERP apparirebbero come normali visite da browser. In questo modo, secondo Google, sarebbe possibile prelevare grandi quantità di contenuto senza essere bloccati.

Dove finiscono i dati raccolti

  • Google sostiene che i contenuti vengano poi rivenduti o consegnati a clienti terzi.
  • I dati estratti includono il Knowledge Panel, risultati locali, offerte commerciali e le nuove sezioni AI.
  • La rilevanza di queste informazioni è alta per chi costruisce modelli e servizi basati su grandi insiemi di testo.

La difesa di SerpApi e l’argomento della legittimità

SerpApi respinge le accuse e afferma che i contenuti offerti sono accessibili liberamente a chiunque via browser. L’azienda sostiene che lo scraping di dati pubblici rientra nella libertà di espressione e nella prassi tecnologica.

In una dichiarazione, SerpApi ha definito la causa un tentativo di ostacolare la concorrenza e l’innovazione. Ha annunciato che si difenderà con forza in sede legale.

Rischi legali e possibili conseguenze per il settore dell’IA

Il caso potrebbe creare un precedente per chi costruisce prodotti AI su dati estratti dalle SERP. Se il tribunale darà ragione a Google, molte pratiche correnti potrebbero essere rimesse in discussione.

  • Possibile obbligo di cancellazione dei dataset raccolti illecitamente.
  • Imposizione di risarcimenti economici ai fornitori di dati.
  • Maggiore attenzione alle tecnologie di evitamento dei blocchi anti-bot.

Attori coinvolti e sviluppi collegati

Oltre a Google e SerpApi, la disputa coinvolge aziende che impiegano questi dati nel loro stack tecnologico. Tra i nomi citati figurano Perplexity, che già ha ricevuto reclami, e realtà che potrebbero indirettamente usare le stesse API.

Il procedimento può influenzare accordi commerciali, policy aziendali e la strategia di raccolta dati per i fornitori di strumenti AI.

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