Mostra sommario Nascondi sommario
Un’operazione coordinata dall’Interpol ha portato alla luce reti criminali attive in Africa, non più solo in Europa dell’Est o in Asia. Nel corso di trenta giorni le forze dell’ordine hanno effettuato arresti e neutralizzato infrastrutture digitali chiave.
Operazione e numeri: cosa è successo
Tra il 27 ottobre e il 27 novembre le autorità di 19 Paesi africani hanno condotto azioni congiunte. L’operazione, denominata Operation Sentinel, ha portato all’arresto di 574 persone.
Galaxy H1: in arrivo le cuffie over-ear di Samsung
Lenovo a IFA 2026: due notebook super sottili, uno con display OLED espandibile
- Paesi coinvolti: Benin, Botswana, Burkina Faso, Camerun, Ciad, Congo, Gibuti, Repubblica Democratica del Congo, Gabon, Ghana, Kenya, Malawi, Nigeria, Senegal, Sudafrica, Sud Sudan, Uganda, Zambia e Zimbabwe.
- Cooperazione internazionale guidata da Interpol e forze nazionali.
Strumenti e tattiche utilizzate dai cybercriminali
Le indagini hanno confermato l’uso sistematico di BEC (Business Email Compromise), ransomware e campagne di estorsione. Gli attacchi spaziavano dal phishing mirato a servizi critici a truffe commerciali diffuse.
Business Email Compromise
In diversi casi gli aggressori si sono spacciati per dirigenti. Questa tecnica ha permesso richieste di pagamento fraudolente e accessi alla posta aziendale.
Ransomware e cifratura dei dati
Le squadre investigative sono riuscite a identificare e decifrare sei varianti di ransomware. In Ghana è stato sviluppato uno strumento di decrittazione.
Impatto operativo e recuperi
- Oltre 6.000 link collegati a siti malevoli sono stati disattivati.
- Rimosse 43 domini dannosi in Benin e chiusi migliaia di account social correlati a truffe.
- Recuperati circa 3 milioni di dollari, mentre le perdite complessive sono stimate in circa 21 milioni.
- Decifrati file da numerosi attacchi con recupero parziale di dati.
Casi emblematici: storie dalle indagini
- Senegal: un attacco BEC ha preso di mira la posta di una grande compagnia petrolifera. I truffatori hanno richiesto un bonifico da 7,9 milioni di dollari. Il trasferimento è stato bloccato grazie al congelamento dei conti.
- Ghana: un ransomware ha interrotto servizi critici di un istituto finanziario. Le autorità hanno identificato il malware e decrittato parte dei dati.
- Ghana (caso separato): una rete di frodi ha truffato oltre 200 persone, sottraendo più di 400.000 dollari. I criminali hanno usato siti e app clonati di catene di fast food per incassare pagamenti senza consegne.
- Benin: rimosse centinaia di risorse fraudolente, con oltre 4.318 account social chiusi e 43 domini bloccati.
- Camerun: scoperta una campagna di phishing rivolta a una piattaforma di vendita di veicoli online.
Ambito tecnico: dati, cifrature e recuperi
In Ghana gli investigatori hanno recuperato circa 30 TB di dati su 100 TB cifrati. Le analisi forensi hanno permesso di isolare le varianti di ransomware e creare strumenti di decodifica.
La rimozione di link e domini ha ridotto la superficie di attacco e impedito ulteriori estorsioni e frodi.
Chi ha supportato l’azione sul piano tecnico
Alla task force hanno partecipato anche società private specializzate in cyber threat intelligence e risposta agli incidenti. Tra queste:
- Team Cymru
- The Shadowserver Foundation
- Trend Micro
- TRM Labs
- Uppsala Security












