Starlink di SpaceX si rompe in orbita: malfunzionamento interno

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Un satellite Starlink ha attirato l’attenzione degli osservatori spaziali dopo un malfunzionamento segnalato a metà dicembre 2025. L’evento ha causato la perdita di controllo e il rilascio di alcuni frammenti. Le autorità e SpaceX stanno monitorando la situazione mentre emergono dettagli tecnici e implicazioni per la sicurezza orbitale.

Che cosa è successo al satellite Starlink-35956

Il veicolo coinvolto è il Starlink-35956, registrato come NORAD ID 66629. Fu lanciato il 23 novembre 2025 nella missione Starlink-11.30. A quel momento orbitava a circa 418 km di quota.

Il 17 dicembre 2025 si sono registrati i primi segnali di anomalia. SpaceX ha parlato di un malfunzionamento interno che ha portato allo sfiato del serbatoio di propulsione.

Le conseguenze tecniche inclusero la perdita delle comunicazioni con il centro di controllo e un rapido decadimento orbitale.

Tracciamento dei detriti e osservazioni indipendenti

Osservatori indipendenti hanno rilevato piccoli oggetti in prossimità del satellite. I segnali indicano frammenti a bassa velocità relativa, coerenti con uno sfiato del sistema di propulsione.

  1. 17 dicembre 2025: prime anomalie rilevate dagli osservatori.
  2. 18 dicembre 2025: SpaceX ha comunicato l’accaduto e il coordinamento con autorità.
  3. Giorni successivi: monitoraggio congiunto da Space Force e NASA.

SpaceX ha escluso una collisione con altri satelliti. L’azienda ritiene che il satellite rientrerà nell’atmosfera in modo incontrollato e si disintegrerà nelle settimane successive.

Comportamento orbitale: tumbling e decadimento

Dopo il guasto il satellite ha iniziato a ruotare senza controllo. Questo fenomeno è noto come tumbling. In tali condizioni diventa impossibile effettuare una deorbitazione controllata.

Il rilascio di frammenti è stato descritto come limitato. Non è stata segnalata la necessità di manovre evasive da parte di altri operatori.

Anche la Stazione Spaziale Internazionale non corre pericoli, perché l’orbita del mezzo resta ben al di sotto delle quote operative della ISS.

Effetti sul servizio Starlink e progettazione dei satelliti

Dal punto di vista operativo il guasto non interrompe la copertura globale. La costellazione dispone di ampia ridondanza. La perdita di un singolo satellite non riduce sensibilmente il servizio.

I satelliti Starlink sono progettati per essere demisable. In caso di rientro, la maggior parte della struttura dovrebbe bruciare in atmosfera.

Numeri e contesto: la crescita delle megacostellazioni

Dal maggio 2019 SpaceX ha immesso in orbita oltre 10.799 satelliti Starlink. Secondo l’astronomo Jonathan McDowell, più di mille di questi sono già rientrati e si sono dissolti al rientro atmosferico.

  • Cause dei rientri: problemi post-separazione e fine vita operativa.
  • Proporzione: una porzione significativa della flotta è ormai passata per il rientro.

Nel primo semestre del 2025 i satelliti di SpaceX hanno eseguito oltre 145.000 manovre evasive, secondo un report della FCC. Questo dato sottolinea la crescente congestione dell’orbita bassa.

Rischi evidenziati da passaggi ravvicinati

Nei giorni precedenti all’anomalia si era registrato un passaggio molto vicino tra un Starlink e un satellite cinese. La distanza stimata fu di circa 200 metri.

Questi eventi mettono in luce la difficoltà di gestire migliaia di oggetti in orbita bassa e i limiti degli attuali sistemi di monitoraggio.

Le contromisure di SpaceX e il ruolo delle autorità

SpaceX ha avviato indagini interne e distribuito aggiornamenti software alla flotta. L’obiettivo dichiarato è ridurre il numero di satelliti incontrollabili.

Misure adottate

  • Coordinamento con Space Force e NASA per il tracciamento.
  • Distribuzione di patch e miglioramenti operativi alla costellazione.
  • Revisioni procedurali per la gestione degli eventi anomali.

Per via dell’incidente, SpaceX avrebbe deciso di posticipare l’ultimo lancio del 2025 all’inizio del 2026, secondo fonti vicine all’azienda.

Implicazioni tecniche e di policy per il futuro

Il caso di Starlink-35956 non è un’emergenza isolata. Rappresenta invece un elemento nel dibattito sulla sicurezza orbitale e sulle norme per le megacostellazioni.

  • Serve più cooperazione internazionale nel tracciamento dei detriti.
  • Occorrono standard condivisi per il design con rientro sicuro.
  • La trasparenza degli operatori facilita la mitigazione del rischio.

Le indagini proseguono mentre la comunità spaziale osserva possibili effetti a breve termine e adegua procedure e regole operative.

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