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Un annuncio inatteso dalla NASA ha scompigliato i piani della Stazione Spaziale Internazionale: la missione Crew-11 rientrerà sulla Terra prima del previsto per motivi sanitari legati a un membro dell’equipaggio. La decisione è arrivata durante una conferenza stampa e apre uno scenario nuovo nella gestione dei voli umani in orbita.
Perché la Crew-11 torna prima: i fatti noti
Il direttore della NASA, Jared Isaacman, ha comunicato che il rientro anticipato è dovuto a un problema medico riscontrato a bordo. Per rispetto della privacy non è stato reso pubblico né il nome dell’astronauta né la natura esatta della patologia.
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La scelta di interrompere la missione prima della scadenza prevista indica che la condizione è stata giudicata seria. La permanenza era prevista ancora per circa 40 giorni, ma ora il calendario è cambiato.
Composizione dell’equipaggio e situazione a bordo
L’equipaggio di Crew-11 è composto da:
- Zena Cardman (USA)
- Michael Fincke (USA)
- Kimiya Yui (JAXA, Giappone)
- Oleg Platonov (Roscosmos)
I quattro sono arrivati alla ISS il 1º agosto scorso a bordo della capsula Dragon Endeavour, parte della flotta riutilizzabile di SpaceX. Prima del problema, il rientro era programmato per il 20 febbraio.
Cosa è cambiato in orbita
Con il rientro anticipato è probabile che la Dragon Endeavour torni con parte dell’equipaggio prima del previsto. Di conseguenza, per un periodo limitato, sulla ISS potrebbero restare solo tre persone a bordo.
Attualmente la presenza residua potrebbe essere costituita dalla capsula russa Soyuz MS-28, con i cosmonauti Sergey Kud-Sverchkov e Sergey Mikayev, e dall’astronauta NASA Christopher Williams.
Eventi operativi rimessi in discussione
La riorganizzazione dei rientri avrà impatto su alcune manovre già pianificate:
- Accensione motori della Dragon CRS-33, prevista per modificare l’orbita della ISS.
- Sgancio e rientro della Dragon cargo per liberare un punto di attracco.
- Attracco della Dragon della missione Crew-12 per il cambio equipaggio.
Questi eventi potrebbero essere riprogrammati. È possibile che la Dragon Endeavour rientri prima della Dragon CRS-33, invertendo l’ordine previsto.
Il ruolo della Dragon e il test per la deorbitazione
Tra le manovre più importanti c’era l’accensione finale dei motori della Dragon CRS-33, un test fondamentale. In futuro questa tecnologia potrebbe essere impiegata persino per azioni di deorbiting della Stazione.
Il successo di quella prova è rilevante per l’evoluzione delle capsule cargo e per la gestione della ISS nel lungo termine. Un cambiamento nel calendario potrebbe rimandare questo passaggio a data da destinarsi.
Come stanno procedendo NASA e SpaceX
Le agenzie stanno valutando opzioni sia per riportare a Terra l’equipaggio di Crew-11 sia per anticipare la partenza della missione successiva. Le decisioni tengono conto della salute dell’astronauta e della sicurezza dell’intera stazione.
- Valutazioni mediche a distanza e possibili consulti con specialisti a Terra.
- Coinvolgimento di SpaceX nelle manovre di rientro e recupero della capsula.
- Ripianificazione degli attracchi e delle attività extraveicolari.
Durante la conferenza è stato precisato che il problema non è collegato all’attività extraveicolare originariamente prevista per l’8 gennaio. La prima segnalazione dell’anomalia medica è arrivata la sera del 7 gennaio, con la cancellazione dell’attività prevista all’esterno della ISS.
Cosa potrebbe succedere nelle prossime settimane
Nei prossimi giorni sono attese ulteriori comunicazioni ufficiali. Gli scenari possibili includono:
- Rientro anticipato completo della Crew-11 con segnalazione di follow-up medico a Terra.
- Anticipo della partenza della Crew-12 per mantenere la copertura umana della ISS.
- Riprogrammazione delle attività CRS-33 per eseguire test critici in un’altra finestra temporale.
Le scelte dipenderanno dall’evoluzione clinica dell’astronauta e dalla logistica dei veicoli di trasporto in orbita.












