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- Un programma privato per colmare le lacune dell’astronomia moderna
- Lazuli: il telescopio spaziale da 3 metri pensato per le stelle e i pianeti
- Argus Array: una sorveglianza ottica continua del cielo settentrionale
- LFAST: spettroscopia su larga scala per catturare segnali deboli
- Deep Synoptic Array: radioastronomia ad alta densità nel Nevada
Eric e Wendy Schmidt hanno svelato un progetto ambizioso che promette di trasformare l’osservazione del cielo. Alla riunione dell’American Astronomical Society a Phoenix, il 7 gennaio 2026, la coppia ha annunciato il finanziamento di quattro nuovi osservatori astronomici pensati per operare già entro la fine del decennio. L’obiettivo è potenziare la ricerca con strumenti moderni, tempi rapidi di realizzazione e dati liberamente accessibili alla comunità scientifica mondiale.
Un programma privato per colmare le lacune dell’astronomia moderna
La nuova iniziativa di Schmidt Sciences cerca di integrare infrastrutture pubbliche come quelle della NASA. Il progetto include un telescopio spaziale e tre impianti a terra. I dettagli finanziari non sono stati resi pubblici, ma si parla di uno dei maggiori investimenti privati mai destinati all’astronomia.
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- Anno di annuncio: 7 gennaio 2026, AAS a Phoenix.
- Obiettivo operativo: strumenti attivi tra il 2027 e il 2029.
- Politica dati: accesso libero e senza restrizioni nazionali o istituzionali.
- Contesto: finanziamento privato per tempi e costi ridotti rispetto ai grandi progetti pubblici.
Lazuli: il telescopio spaziale da 3 metri pensato per le stelle e i pianeti
Design e tecnologie principali
Il telescopio chiamato Lazuli monta uno specchio primario di circa 3 metri, più grande di Hubble. È concepito per offrire immagini di alta qualità a costi contenuti, grazie a soluzioni progettuali moderne.
- Specchio: ~3 metri di diametro.
- Coronografo: progettato per bloccare la luce stellare e osservare esopianeti.
- Sistemi di calcolo: cluster basati su GPU per il processamento in orbita e a terra.
- Mobilità: capacità di puntamento rapido per seguire eventi transitori.
Cosa potrà studiare e quando entrerà in funzione
Lazuli è pensato per osservare supernove, sorgenti di onde gravitazionali e per caratterizzare atmosfere planetarie. Il team punta al lancio entro il 2028 e all’inizio delle osservazioni scientifiche nel 2029.
Vantaggio chiave: prestazioni vicine a Hubble con tempi di sviluppo e costi minori.
Argus Array: una sorveglianza ottica continua del cielo settentrionale
Come funziona l’array e che dati produrrà
Argus è un mosaico di oltre mille piccoli telescopi ottici che operano in sincrono. In pratica riproduce una raccolta pari a uno strumento di circa 8 metri, ma con un approccio modulare e distribuito.
- Copertura: cielo settentrionale osservato in modo continuo.
- Frequenza di ripresa: alcune zone riprese ogni secondo.
- Volume dati: fino a 7.8 petabyte per notte.
Obiettivi scientifici e stato di avanzamento
Argus mira a identificare transitori come supernove in pochi minuti dall’esplosione. Le unità ottiche sono già in produzione e il progetto è guidato dall’Università del North Carolina. Il sito definitivo non è stato annunciato; l’array dovrebbe essere operativo entro il 2028.
Metà della somma necessaria per la costruzione è stata assicurata da un co-finanziatore privato, il magnate Alex Gerko.
LFAST: spettroscopia su larga scala per catturare segnali deboli
Concept e flessibilità tecnologica
LFAST, il Large Fiber Array Spectroscopic Telescope, è un progetto basato su molti specchi di piccole dimensioni raggruppati in moduli. Ogni modulo comunica con spettrografi via fibre ottiche.
- Scopo: spettroscopia di sorgenti deboli e distribuite.
- Modularità: un singolo modulo equivale all’area raccolta di un telescopio da 3 metri.
- Scalabilità: configurazioni aggregate potrebbero competere con telescopi da 30 metri.
Siti e applicazioni scientifiche
Il sito preferito è Kitt Peak, con alternative come Mount Lemmon o Mount Hopkins. LFAST sarà utile per studiare atmosfere di esopianeti e dettagli di esplosioni stellari tramite osservazioni spettroscopiche multiple e simultanee.
Deep Synoptic Array: radioastronomia ad alta densità nel Nevada
Un array di antenne per il cielo radio
Il Deep Synoptic Array prevede una rete di 1650 antenne disposte in una valle remota del Nevada. Il design privilegia la semplicità di elaborazione e l’osservazione in tempo reale.
- Numero antenne: 1650.
- Posizione: valle isolata nel Nevada.
- Vantaggio operativo: tecnologie che evitano sistemi di raffreddamento complessi.
- Inizio previsto: operazioni scientifiche a partire dal 2029.
Funzioni e benefici per la comunità scientifica
Il DSA fornirà mappe radio ad alta sensibilità e semplificherà la pipeline di analisi. Come per gli altri elementi del sistema Schmidt, i dati saranno aperti e fruibili globalmente.












