Phishing: i 10 marchi più imitati

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Un nuovo rapporto della Threat Intelligence di Check Point conferma ciò che molti sospettavano: i truffatori continuano a sfruttare i grandi marchi per rendere credibili le loro campagne di brand phishing. I grandi nomi restano l’esca preferita per sottrarre credenziali e dati sensibili.

Classifica aggiornata dei marchi più imitati nel brand phishing

La ricerca analizza i tentativi di impersonificazione registrati nell’ultimo trimestre del 2025. Ecco la Top 10 dei brand più usati nelle frodi online, con le percentuali di occorrenza.

  1. Microsoft — 22%
  2. Google — 13%
  3. Amazon — 9%
  4. Apple — 8%
  5. Facebook (Meta) — 3%
  6. PayPal — 2%
  7. Adobe — 2%
  8. Booking — 2%
  9. DHL — 1%
  10. LinkedIn — 1%

Perché proprio Microsoft e Google attirano i criminali informatici

I grandi provider offrono numerosi servizi a cui gli utenti si fidano. Questa fiducia è la leva principale degli attaccanti.

  • Account aziendali e personali: entrambi i target contengono dati preziosi.
  • Interfacce familiari: imitazioni grafiche riducono i sospetti.
  • Automazioni e flussi di login: i truffatori replicano passaggi legittimi.

Tendenze del periodo: Black Friday, ritorni e nuovi bersagli

Il periodo dello shopping ha influito sulle percentuali. Amazon ha superato Apple, probabilmente per il boom di offerte e-mail ingannevoli durante il Black Friday. Meta è riapparsa nella classifica, segnale del rinnovato interesse dei criminali verso i social.

Platform in crescita

I ricercatori segnalano un aumento dei tentativi contro Roblox e Netflix. Gli attacchi mirano soprattutto a rubare account utente.

Esempi pratici: domini e siti che imitano servizi reali

Molti siti malevoli usano sottili variazioni nei domini per ingannare gli utenti meno attenti.

  • robiox[.]com[.]af — imitazione pensata per gli utenti Roblox.
  • netflix-account-recovery[.]com — finto portale di recupero credenziali per Netflix.

Le campagne restano efficaci perché sfruttano la fiducia nelle piattaforme familiari. Immagini curate, domini simili e percorsi in più fasi creano una sensazione di normalità che mette a rischio le credenziali.

Contromisure pratiche: come ridurre il rischio di cadere nella trappola

La precauzione più efficace è spesso la più semplice: attenzione ai segnali che tradiscono la frode.

  • Verificare il dominio prima di inserire credenziali.
  • Non cliccare link sospetti contenuti in email o messaggi.
  • Abilitare l’autenticazione a due fattori sui servizi critici.
  • Controllare l’URL per caratteri strani o sottodomini aggiuntivi.
  • Usare password manager per evitare inserimenti su siti non autorizzati.
  • Formare gli utenti aziendali con esempi reali di phishing.

Indicatori tecnici e comportamenti da osservare

Oltre al dominio, alcuni segnali aiutano a riconoscere una pagina falsa.

  • Richieste non coerenti: password, numero di telefono o dati sensibili inusuali.
  • Grafica leggermente diversa o link che aprono pagine esterne.
  • Messaggi urgenti che spingono a compiere azioni immediate.

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