New Glenn: lancio del satellite BlueBird Block 2 di AST SpaceMobile a fine febbraio

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Blue Origin ha reso noto il 22 gennaio 2026 che il terzo volo del razzo New Glenn, denominato NG‑3, porterà in orbita un nuovo satellite BlueBird di AST SpaceMobile. Il lancio è pianificato dal Launch Complex 36 di Cape Canaveral e indicato non prima di fine febbraio 2026 (NET late February).

Programma del lancio NG‑3 e dettagli temporali

La missione NG‑3 segna un nuovo passo nella collaborazione tra Blue Origin e AST SpaceMobile. L’annuncio ufficiale è arrivato in gennaio, con la finestra temporale fissata per la fine di febbraio 2026, soggetta alle verifiche finali di integrazione e alle condizioni meteo.

  • Data annuncio: 22 gennaio 2026.
  • Sito di lancio: Launch Complex 36, Cape Canaveral.
  • Finestra di lancio: NET late February 2026.

AST SpaceMobile aveva scelto New Glenn nel novembre 2024 come vettore preferenziale per i propri satelliti. Anche se il lanciatore potrebbe sostenere più carichi simili, per questo volo è previsto un singolo BlueBird.

BlueBird Block 2: cosa porta in orbita e perché conta

I satelliti BlueBird sono progettati per estendere la copertura cellulare dallo spazio. L’obiettivo è permettere ai telefoni tradizionali di connettersi direttamente ai satelliti senza bisogno di accessori aggiuntivi.

Caratteristiche principali dei Block 2

  • Antennone ad alta superficie per ricezione e trasmissione.
  • Capacità di banda fino a 10 volte superiore rispetto ai modelli precedenti.
  • Velocità dati stimate intorno ai 120 Mbps per utente nelle migliori condizioni.
  • Massa approssimativa: circa 6.500 kg, tra i più pesanti in LEO.

Alla fine del 2025, il satellite BlueBird‑6 è stato inserito in orbita con successo da un vettore indiano LVM3. L’accordo con Blue Origin prevede invece l’impiego della capacità di New Glenn per lanciare gruppi di BlueBird da Cape Canaveral quando la produzione lo consentirà.

Il razzo New Glenn: evoluzione, voli e prestazioni

New Glenn è pensato per missioni in orbita bassa (LEO) e oltre. Il primo stadio è riutilizzabile e monta sette motori BE‑4. Il secondo stadio utilizza motori BE‑3U ottimizzati per il vuoto.

Cronologia dei voli finora

  • NG‑1: primo lancio orbitale il 16 gennaio 2025.
  • NG‑2: volo del 13 novembre 2025, con la missione NASA ESCAPADE e un payload sperimentale per Viasat.
  • In NG‑2 è stato anche completato il recupero del primo stadio sulla piattaforma offshore “Jacklyn”.

Blue Origin ha annunciato che la missione NG‑3 utilizzerà lo stesso primo stadio impiegato in NG‑2, denominato “Never Tell Me The Odds”.

Capacità di carico e sviluppi futuri del veicolo

La configurazione attuale del New Glenn porta circa 45 tonnellate in LEO. Tra i progetti di sviluppo è prevista una variante chiamata New Glenn 9×4, pensata per aumentare la capacità fino a circa 70 tonnellate.

  • Configurazione standard: ~45 t in LEO.
  • Obiettivo 9×4: ~70 t in LEO, maggiore potenza e flessibilità.

Perché AST SpaceMobile usa satelliti così grandi

La scelta di satelliti pesanti deriva dalla necessità di grandi antenne e di amplificatori potenti. Questi elementi permettono di offrire connettività 4G e 5G simile a quella terrestre anche in aree remote.

Nonostante New Glenn possa ospitare più unità, la produzione e la disponibilità dei satelliti determinano quanti effettivamente vengono lanciati per missione.

Il lander Blue Moon e la sua differenza rispetto a NG‑3

Il lander lunare Blue Moon Mk1 non è incluso nella missione NG‑3. Il suo decollo resta programmato per la prima metà del 2026 su un altro vettore.

  • Ruolo di Blue Moon: portare esperimenti scientifici sulla superficie lunare.
  • Payload di rilievo: il rover VIPER della NASA è tra gli strumenti annunciati.

Implicazioni commerciali e strategiche per le compagnie coinvolte

La partnership tra Blue Origin e AST SpaceMobile unisce capacità di lancio e tecnologie di comunicazione satellitare. Per AST significa scalare più rapidamente la propria costellazione. Per Blue Origin è un banco di prova commerciale per New Glenn.

Il successo di NG‑3 rafforzerebbe la posizione del New Glenn sul mercato lanci, specialmente per payload pesanti in LEO e per missioni multiple nel corso del 2026.

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