Garante privacy: maxi perquisizioni e sequestri nell’autorità

Mostra sommario Nascondi sommario

Questa mattina la Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni e sequestri negli uffici del Garante per la protezione dei dati personali. L’operazione è collegata a un’inchiesta che coinvolge il Collegio e il presidente, e scuote uno dei nodi centrali del controllo sulla privacy in Italia.

Intervento della Guardia di Finanza: i primi riscontri

I finanzieri hanno acquisito documenti e materiali negli uffici dell’Autorità. Fonti pubbliche e testimoni parlano di perquisizioni mirate e di sequestri di documentazione amministrativa.

Tra gli obiettivi dell’attività ispettiva ci sono atti contabili e carte relative alle decisioni del Collegio.

Quali ipotesi di reato vengono contestate

Gli investigatori stanno valutando possibili profili di responsabilità penale. Tra le ipotesi emergono corruzione e peculato.

  • La corruzione riguarda presunti regali o benefici in cambio di atti favorevoli dell’Autorità.
  • Il peculato è legato a rimborsi e spese personali imputate all’Ente.

Le indagini intendono chiarire anche presunti conflitti di interesse e anomalie nella gestione interna.

Il caso Meta e gli occhiali smart: cosa ha scatenato l’indagine

Una vicenda chiave riguarda la riduzione di una sanzione proposta a Meta per i dispositivi smart venduti con il marchio Ray‑Ban. L’ipotesi è che contatti informali e incontri abbiano influenzato l’esito della procedura.

Negli ultimi giorni i Ray‑Ban con videocamera sono finiti anche sotto i riflettori parlamentari, stimolando ulteriori domande pubbliche.

Rimborsi, benefit e tessere: le presunte irregolarità amministrative

Le verifiche si concentrano su spese attribuite all’Autorità ma ritenute di natura personale. Tra le questioni più delicate:

  • uso di tessere regalo di ITA Airways,
  • rimborsi per parrucchiere e palestra,
  • utilizzo dell’auto di servizio per fini privati.

Secondo gli atti citati dagli investigatori, alcune tessere Volare Classe Executive, dal valore elevato, sarebbero state distribuite ai membri del Collegio.

Se confermato, lo scambio di benefit in cambio di sanzioni più blande potrebbe configurare condotte corruttive.

Chi sono gli indagati e ruoli nel Collegio

Tra le persone iscritte nel registro degli indagati figurano il presidente Pasquale Stanzione e gli altri componenti del Collegio: Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza.

Le verifiche mirano a stabilire responsabilità individuali e possibili collegamenti tra scelte istituzionali e interessi esterni.

Sequenza degli eventi recenti

Per comprendere il quadro, ecco i passaggi essenziali che hanno preceduto le perquisizioni:

  1. Fine ottobre: decisioni dell’Autorità che suscitano dibattito pubblico dopo programmi d’inchiesta.
  2. Inizio novembre: emergono contatti tra membri dell’Autorità e rappresentanti di Meta.
  3. Fine novembre: richieste interne per individuare una possibile talpa e avvicendamenti dirigenziali nell’ente.
  4. Inizio dicembre: il Garante stesso solleva la questione presso la Procura di Roma.

Le indagini giudiziarie proseguono in parallelo alle verifiche amministrative.

Documenti e attività d’ufficio al centro dell’attenzione

Gli accertamenti hanno incluso la richiesta di atti contabili, note spese e registro degli accessi. Gli investigatori stanno inoltre esaminando l’uso di carte aziendali e benefit in natura.

Si cercano elementi utili a dimostrare eventuali indebite attribuzioni di costi pubblici a finalità private.

Aggiornamento del 16 gennaio 2026: risposta ufficiale del Collegio

Il Collegio del Garante ha diffuso un comunicato in cui esprime fiducia nell’operato della magistratura. La nota afferma la volontà di chiarire le accuse e di proseguire nell’attività istituzionale a tutela della privacy.

Dai il tuo feedback

Sii il primo a votare questo post
o lascia una recensione dettagliata



OpenSlime è un media indipendente. Sostienici aggiungendoci ai preferiti di Google News:

Pubblica un commento

Pubblica un commento